sabato 19 novembre 2011

Vandali in Piazza a Fondi

19/11/11 - Scritte, disegni e degrado nel piccolo passaggio tra le mura di Palazzo San Francesco


E’ stato inaugurato da poco più di cinque mesi il nuovo complesso di Piazza De Gasperi a Fondi, ma alcune di queste zone sono già in totale degrado. L’area più malconcia è quella del passaggio che da via Padre Alessio Falanga collega direttamente a Piazza IV Novembre, che in molti a Fondi ormai conoscono come Piazza San Francesco per via della statua del Santo. Un passaggio che di fatto servirebbe solo per accorciare la strada dal “passeggio fondano” di via Viale Vittorio Emanuele verso Piazza Municipio senza passare per la nuovissima Piazza De Gasperi. Purtroppo, questo piccolo vicolo, divenuto luogo di ritrovo per giovani e giovanissimi nelle ore serali e pomeridiane è piombato nel più desolante degrado. Muri scorticati e semi distrutti. Scritte di ogni genere, spesso volgari e aggressive. Piedate, disegni, e strisciate. Tutto nella più grande incuria e diseducazione civica delle fasce più giovani della popolazione. “L’avevamo detto”, potrebbero commentare in molti. Sia alcuni cittadini, che già prima della riapertura temevano il degrado che si potesse creare in un vicolo stretto in pieno centro, sia alcuni esponenti dell’amministrazione comunale che erano intervenuti a riguardo. La stessa presidente del consiglio comunale Maria Luigia Marino, lo scorso luglio aveva tentato un appello alle più giovani generazioni affinché avessero cura dei beni pubblici e delle piazze quali beni di tutti. Appello che a quanto pare è caduto nel vuoto, con i muri di Palazzo San Francesco che attendono di ospitare il centro anziani fondano che ora sono totalmente imbrattati e semi distrutti. Un vandalismo che continua a reiterarsi a Fondi in pieno centro, soprattutto nella zona più nuova, quella di Piazza Municipio e Piazza De Gasperi. Ultimo caso in ordine cronologico quello di poco più di una settimana fa con un gruppo di giovanissimi che lanciavano delle bottiglie di vetro dalle gradinate dell’anfiteatro.
Simone Nardone