lunedì 18 maggio 2015

Candidati a sindaco, Il confronto: giudizi

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Esprimo la mia soddisfazione per il risultato del confronto tra i candidati a sindaco organizzato da Obiettivo Comune e moderato da Simone di Biasio. Lo esprimo per i numeri di persone che hanno seguito il confronto, per i media sui quali sta “rimbalzando” la notizia e per i tempi e il dinamismo con il quale si è svolto il dibattito, polemiche a parte emerse su qualche forum locale. Ma dopo tutto, le posizioni diverse sono il sale della democrazia e meno male che ci sono.

Detto ciò, come ogni dibattito che si rispetti, ognuno si fa la sua idea, ma si danno voti o giudizi.

Pertanto, non entrando nel merito dei contenuti, che è giusto che le idee se le facciano i cittadini mi atterrò a altri tre livelli di “giudizio”: look, impatto e applausometro.


LOOK

Gianfranco Antonetti – Anni ’80 – Può non piacere lo stile di Antonetti, ma è sempre lo stesso. La polo al posto della più consueta camicia lo caratterizza dall’inizio della campagna elettorale e al di là di ciò che si possa pensare, la politica d’oltreoceano ci insegna che quando si sta giocando una partita elettorale, anche il look ha un suo peso nel messaggio politico. 

Salvatore De Meo – istituzionale Sindaco uscente, si presenta nel look che nell’immaginario collettivo si addice al ruolo che riveste e per il quale cerca la riconferma. Come ben noto, Tsipras (il premier greco), sta tentando di sdoganare l’uso corrente della cravatta per la classe politica, ma in molti sostengono che l’istituzione vada rappresentata anche con l’abito. 

Giovanni Trani – elegante a metà Elegante, ma non troppo. La giacca grigia sulla camicia bianca è un tocco di stile che lo distingue bene dai due che siedono accanto a lui. Diciamo che anche Trani, come tutti i suoi sfidanti si è attenuto a quello che è il suo consueto look, così come siamo stati abituati a conoscerlo in questi anni in consiglio comunale.

Mario Fiorillo – sfidante il look parla chiaro, si pone come principale sfidante al sindaco uscente. E’ l’unico che sceglie il vestito e la cravatta. Su questo accessorio, forse, poteva osare di più. Forse rossa era troppo sinistra-style, ma in politica anche i colori fanno la differenza. Dopo tutto Obama della prima elezione alla Casa Bianca vestiva spesso come i repubblicani e i liberali, perché era quell’elettorato che doveva avvicinare a se.

Appio Antonelli – alternativo L’ha affermato alla prima risposta, che lui da esponente Cinque Stelle avrebbe parlato da cittadino e non da politico, e in questo il look, casual, ha rappresentato bene la figura del più giovane candidato a sindaco che si pone come alternativo a tutti gli altri concorrenti.

Arnaldo Faiola – Tsipras style Non che sia una novità, poiché Faiola nell’immaginario collettivo ormai viene identificato perfettamente come si è presentato al dibattito di sabato sera. Però, se dobbiamo trovargli una connotazione, l’assenza di cravatta nel suo look, ricorda, anche per via della sua passata identificazione politica lo stile del primo ministro greco.

IMPATTO

Gianfranco Antonetti – stretto – Considerando che prima di sedere aveva posto dei dubbi, anche in toni abbastanza polemici sui tempi del dibattito, alla fine Antonetti, ha sorpreso per essere riuscito ad essere, in modo anche abbastanza agevole nei tempi molto ristretti del confronto. Sfortunato nel sorteggio, a lui è toccato essere il primo a rompere il ghiaccio. Comunque, probabilmente non a suo agio con il format, poiché al di là delle polemiche iniziali sui tempi, non ha chiesto le due repliche a disposizione.

Salvatore De Meo – cinico Rispetto a cinque anni il sindaco uscente è sembrato meno estroverso, sarà per il fatto che governare ti pone in condizioni di guardare in faccia la burocrazia (parafrasando una sua affermazione), ma comunque lo stile sempre impeccabile e veloce, denota il fatto di essere stato a suo agio con i tempi televisivi del confronto. Stringato nelle risposte e secco nelle accuse politiche. Il primo ad usare le repliche, già alla seconda domanda.

Giovanni Trani – telegrafico A volte non ha neppure utilizzato tutto il tempo a sua disposizione. Molto asciutto nelle risposte e mai lungo sul timer. Non ha risparmiato stoccate all’ex alleato e alle opposizioni, ma sempre in tempi brevi e per così dire telegrafici. Sincero su un punto quando senza fare giri di parole ha ammesso che la questione non era nel suo programma di governo.

Mario Fiorillo – marcatore Marcatore a uomo. Gioca le due repliche a sua disposizione su De Meo. Parlotta con i vicini di banco ma sfora sempre di qualche secondo il timer. Sembra che abbia molto da dire ma poco tempo a disposizione. Di sicuro più a suo agio rispetto all’inizio della campagna elettorale con i tempi tecnici di incontri pubblici o televisivi. 

Appio Antonelli – alla distanza E’ al primo, e forse unico, evento pubblico della campagna elettorale (esclusi quelli a Cinque Stelle), e sulla prima risposta ammette di essere vistosamente emozionato. Ma con l’andare avanti del confronto, acquisisce padronanza del terreno di gioco. Esce alla distanza.

Arnaldo Faiola – arrabbiato – Caratterizzato da sempre il suo stile politico dall’arrabbiatura verso una determinata classe politica, forse, sabato era arrabbiato anche per i tempi del confronto sul quale anche lui ha avuto da ridire, attenendosi comunque al regolamento. Le sue risposte sempre molto dure e a tratti “urlate”, spesso si sono scaricate verso il microfono, diverse volte appoggiato con poca delicatezza sul tavolo.

APPLAUSOMETRO

Gianfranco Antonetti – poco rumoroso – Sarà che gran parte degli aspiranti sindaci aveva in sala sostenitori, e che forse in questo senso Antonetti era il “meno fornito”, fatto sta che salvo qualche timido sbattito di mani, l’esponente di Fondi ci Chiama è stato a quanto pare “il meno apprezzato” (almeno in sala). 

Salvatore De Meo – sicuro gli applausi si sono fatti sentire nelle risposte dove il sindaco uscente ha cercato di lanciare stoccate agli sfidanti e qualche altro timido battito di mani si è sentito su questioni amministrative passate. La sicurezza ostentata (a tratti), va al di là del supporto “acustico” dei presenti.

Giovanni Trani – timido Il carattere dell’ex consigliere di maggioranza, ora all’opposizione, è stato rispecchiato anche nell’applausometro. Un “rumore” che si è distinto sia per timidezza che comunque anche per sicurezza.

Mario Fiorillo – share sulle repliche Il piglio del preside si è visto soprattutto sulle repliche e le stoccate a De Meo, che hanno anche fatto partire gli applausi dei suoi sostenitori. Giocando la partita sul primo cittadino uscente, ha denotato in questo senso di aver interpretato il confronto occasione di sfida politica. 

Appio Antonelli – supportato – Difficile non notare la presenta dei grillini in sala, alcuni ancora con bandiere e maglie Cinque Stelle, reduci dall’incontro in piazza con Di Battista. Sono stati i primi a farsi sentire con un applauso timido al primo giro di risposte. Anche loro come l’aspirante primo cittadino pentastellato hanno fatto per così dire “più rumore” con l’andare avanti del confronto.

Arnaldo Faiola – battitore libero Sarà che nella politica post ideologica i supporters tendono a rendersi ad immagine e somiglianza dei propri leader, però Faiola, a cui piace essere considerato un “battitore libero”, ha ricevuto lo stesso contraccambio di applausi, incassando incoraggiamenti dai suoi e “sponde” da altri su alcune accuse, anche al limite della correttezza istituzionale. 

Il moderatore Simone di Biasio - persona giusta al posto giusto - interessante la presentazione con la curiosità culturale sui libri. Eccellente nel tenere banco prima e durante l'evento a chi pur accettando l'invito proponeva di modificare i tempi del confronto previsti nel regolamento.


Per rivedere il video integrale del confronto cliccare sul seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=gnNiEq8QO8M&feature=youtu.be