domenica 7 agosto 2011

Botte al centro anziani, Si chiude per un mese

07/08/11 - Il diverbio finito male durante un comitato di gestione "allargato". Il Presidente Spirito: "E' colpa di tutti"


La Giudea si infiamma e il centro anziani di Fondi Domenico Purificato rimarrà chiuso per tutto il mese di agosto. Riaprirà solamente il prossimo 5 settembre. Non si tratta di un periodo di ferie, bensì di una decisione presa dal comitato di gestione del centro. In realtà c’è ben altro. Quello che si è verificato lo scorso giovedì pomeriggio non ha precedenti. Durante una riunione di un comitato di gestione allargato ad altri soci, per l’organizzazione dello scambio culturale e dell’accoglienza di 25 rappresentanti del comune di Dachau con cui Fondi è gemellata si è trasformato in bagarre, con le solite due 'fazioni' di anziani che se ne sono dette di tutti i colori arrivando finanche alle mani. Lo stesso presidente del centro Giovanni Spirito nel tentativo di evitare spintoni e placare gli animi si è beccato un bel 'ceffone' in pieno viso. Il tutto alla presenza del dirigente comunale e dello stesso assessore ai Servizi sociali Arcangelo Peppe. Di qui la scelta di "dare un segnale", e dunque chiudere per un mese il centro. Non sono dunque bastate le sanzioni e le sospensioni per alcuni iscritti nel corso degli ultimi mesi, tra cui anche il vice presidente Carmine Vertice, sostituito nel comitato di gestione da Francesco D’Arcangelo. La situazione all’interno del centro, soprattutto quando ci sono assemblee e comitati di gestione diventa sempre più incandescente. Diversi sono anche gli esposti fatti al comando stazione dei Carabinieri di Fondi, segnalando offese gravi e fintanto minacce fra iscritti. Il presidente Spirito non ha dubbi: “Questa decisione di chiudere per un mese è grave. Io mi assumo le mie responsabilità ammettendo anche i miei limiti, ma anche l’amministrazione comunale dovrebbe assumersi le proprie. Se si è arrivati a questi livelli è perché non sono state prese le misure necessarie”. Intanto gli anziani che frequentano giornalmente il centro si domandano: “Ora noi dove andiamo il pomeriggio? Non abbiamo forse il diritto di svagarci alla nostra età?”
Simone Nardone