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giovedì 14 gennaio 2021

La democrazia non si ferma...dicono


C'è una frase su tutte della giornata di ieri che mi ha lascia perplesso: "La democrazia non si ferma in nome del virus". A pronunciarla è stato Matteo Renzi facendo dimettere le "sue" ministre e innescando la crisi di governo.

Mi lascia interdetto perché nonostante dica del vero, porta con sé tanto altro. Provate a dire che la democrazia non si è fermata ai molti lavoratori che si sono dovuti fermare a causa del virus, agli studenti ed insegnanti che stanno compiendo sacrifici immani, ai medici, agli infermieri e al personale sanitario a cui abbiamo detto (in alcune occasioni) che non si potevano curare tutti coloro che stavano male o a chi ha perso qualcuno in questo anno a causa del Sars-Cov-2. Provatelo a dire a loro.

Nonostante ciò, se ancora oggi accettiamo restrizioni e provvedimenti che oggettivamente non possono che andarci stretti, è in nome di quella democrazia, che non si è mai fermata, anche senza una crisi di governo. Perché la libertà nelle democrazie liberali come la nostra ha un prezzo e questo prezzo si chiama equilibrio.

lunedì 13 marzo 2017

Partito maggioritario o minoritario? Quale ‘vocazione’ per il PD

Centrosinistra “largo”, partito maggioritario o forza ulivista? Con tutti questi slogan il Partito Democratico sembra prepararsi alla sua costituente più che al congresso che dovrebbe condurlo ad elezioni, tra l’altro essendo stati al governo per quattro anni.

Molti elettori sono arrabbiati con i Dem, perché sostengono che il partito si sia arenato in beghe interne ed individualismi, dimenticandosi delle vere ricette politiche, che divengono il cuore dei programmi elettorali e dell’azione di governo. Il problema è in parte diverso, perché quella questione di cui si parla tanto in queste ore, ovvero di “alleanze”, è un nocciolo di cui teoricamente si esula in un normale quadro politico, dove a fare la differenza è sì lo spostamento del baricentro in base all’azione della sua segreteria, ma mai o quasi mai, viene messa in discussione la vocazione di un partito. 

sabato 12 novembre 2016

L’effetto delle Presidenziali Usa sul Referendum costituzionale

In un’epoca in cui persino la politica diventa globalizzata, e lo abbiamo potuto notare dai risultati delle elezioni presidenziali dello scorso martedì americano, in molti si domandano se l’ondata Trump avrà un effetto anche sulla politica nazionale italiana. Ovviamente il primo banco di prova elettorale è il referendum costituzionale del 4 dicembre, dove si confronta lo schieramento di governo, contro quello molto ampio ma variegato, delle opposizioni.

Oggettivamente è difficile pensare che ci possa essere un’onda determinante che arriva dall’altra sponda dell’Atlantico, come è oggettivamente complicato immaginare che ci possa essere una presa di posizione del Presidente designato sulle riforme tricolori. Ma alcuni fattori potrebbero in parte riversarsi sull’andamento elettorale dei primi di dicembre.

mercoledì 9 novembre 2016

Italiani meno "democratici" degli Usa? Questione di sistemi

Andrebbe spiegato a chi continua a scrivere che tutti gli altri Paesi del mondo sono più democratici dell’Italia, che in realtà le cose sono un pochino più complesse e che malgrado il sistema istituzionale diverso (Parlamentare il nostro, Presidenziale quello USA) e un sistema elettorale opposto (maggioritario con collegi uninominali il loro, proporzionale con dei correttivi e premi di maggioranza il nostro), in realtà le eccezioni ci sono, ma malgrado ciò i sistemi funzionano anche nelle “forzature”.

Nel 2006 in Italia ci fu un dato elettorale eclatante. Lo scarto minimo in termini di voti alla Camera regalava una maggioranza a Prodi che replicava, con dei margini e dei conteggi regione per regione diversi anche al Senato. Il sistema aveva “retto” anche ad un evento incredibile che non si era mai verificato prima nel nostro Paese, che elettoralmente in una Camera si imponesse una coalizione e nell’altra la principale antagonista.

domenica 6 novembre 2016

Referendum, in campo i big: Renzi a Latina, Parisi a Fondi


5 Novembre 2016

di Simone Nardone

In provincia arrivano i big in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. Il “Sì” e il “No” si fronteggiano a distanza con i pezzi da novanta, attraverso i principali partiti presenti nell’emiciclo.

Non è la prima volta che l’ex sindaco di Firenze viene a Latina, ma è la prima in cui veste i panni di premier. La prima volta risale alle campagna elettorale delle primarie del centrosinistra del 2013.Il Partito Democratico, che nel tempo non è riuscito a conquistare amministrativamente la città capoluogo, continua a concentrare su Latina la maggior parte delle energie e risorse, soprattutto dopo la caduta del centrodestra. Così dopo la venuta in città del ministro delle riforme Maria Elena Boschi, per alzare il tiro sulla questione della riforma costituzionale non si poteva che andare ancora più in alto: lunedì 7 novembre sarà in città, alle ore 18 al Super Cinema in Corso della Repubblica, addirittura il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Per leggere l'articolo al link originale cliccare di seguito: http://www.h24notizie.com/2016/11/referendum-in-campo-i-big-renzi-a-latina-parisi-a-fondi/

sabato 17 settembre 2016

Come e perché modificare l’Italicum


13 settembre 2016

L'intervento di Simone Nardone


La verità è che da quando si è cominciato a ribattezzare la normativa elettorale con dei latinismi, questa è iniziata a mostrarsi tema di divisione estrema, partorendo delle riforme nazionali che hanno portato raramente a qualcosa di buono e macchiate troppo spesso (forse con l’unica eccezione del Mattarellum) di partigianeria.
Oggi abbiamo in vigore una legge elettorale mai applicata e per di più parziale, perché prevede come eleggere solo una parte dei rappresentanti, essendo indirettamente collegata alla riforma costituzionale. Una normativa elettorale come sempre frutto di incredibili tira e molla, tentativi di mediazione e strappi, che può essere considerata non ottimale; per di più scritta apparentemente pensando più all’impatto che questa avrebbe sui partiti che non alla visione sul sistema politico, o all’approccio con gli elettori.

Per leggere l'articolo al link d'origine cliccare di seguito: http://formiche.net/2016/09/13/come-e-perche-modificare-italicum/

sabato 16 luglio 2016

Riforme & Istituzioni

COMUNICATO STAMPA


Nardone presenta i suoi due lavori a Lenola
Domenica 24 Luglio alle ore 19,30

Simone Nardone, autore dei volumi “Dal Porcellum alla Terza Repubblica” e “Verso il Referendum Costituzionale”, sarà a Lenola, il prossimo 24 luglio, con un evento che si svolgerà in località Colle a partire dalle ore 19,30. L’incontro con l’autore sarà condotto da Francesco Carroccia. L’evento gode del patrocinio del Comune di Lenola.

domenica 10 luglio 2016

Il nuovo libro sulla riforma della Costituzione

“Verso il Referendum Costituzionale”

Come cambia la Carta con il DDL 
Renzi-Boschi


Il volumetto “Versoil Referendum Costituzionale” di Simone Nardone, uscito in questi giorni, è uno strumento che lo stesso autore ha definito “utile per informarsi e votare in modo consapevole”.

Verso il ReferendumCostituzionale” è un libro, un opuscolo, appena superiore alle cento pagine che è utile a capire in cosa consiste il famoso Ddl Renzi-Boschi, che di fatto ha modificato la Carta Costituzionale a seguito del doppio passaggio tra Camera e Senato e sul quale saremo chiamati ad esprimerci con un referendum il prossimo autunno. Alcune pagine di commento in pillole, a cura di Nardone, e la Costituzione italiana articolo per articolo. A seguire tutte le modifiche previste dal Ddl su cui si sono espresse le Camere.

domenica 3 luglio 2016

Perché si parla già di modificare l’Italicum

2 luglio 2016

L'intervento di Simone Nardone

Sembrerebbe che dalla maggioranza arrivi un’apertura alla minoranza di sinistra, e non solo, per ritoccare “chirurgicamente” come ha sostenuto qualcuno, l’Italicum. Ma perché si dovrebbe modificare una legge elettorale che entra in vigore in questi giorni, che non ha mai avuto applicazione e soprattutto che è passata con il voto di fiducia? Si torna dunque a parlare di ritocco dell’Italicum per due motivi fondamentali: uno politico ed un altro sistemico.

Per leggere l'articolo al link originale cliccare qui di seguito: http://formiche.net/2016/07/02/italicum-modifiche/

domenica 8 maggio 2016

Referendum costituzionale, approvare o bocciare?

8 maggio 2016

di Simone Nardone

I referendum costituzionali stanno diventando cosa tutt’altro che rara nel nostro Paese. Nei giorni scorsi il presidente del consiglio Matteo Renzi ha lanciato la campagna referendaria, malgrado ancora non si sa quando si andrà al voto, mentre il fronte del “No” si continua ad arricchire di personalità di spessore. Ci si prepara a quella che sarà una vera battaglia politica e mediatica, che visti i tempi, darà – si spera – a tutti, la possibilità di informarsi al meglio su cosa cambia nel dettato costituzionale. Un modo per decidere in modo consapevole come esprimere la propria preferenza.

SECONDA PARTE DELLA COSTITUZIONE. Come tutti sanno sulla Prima parte della Carta Costituzionale sono tutti d’accordo, perché essa sancisce i diritti e i doveri dei cittadini. Sulla seconda, invece, sembra non sia d’accordo quasi nessuno. Senza entrare nel merito di commissioni bicamerali, proposte di modifiche costituzionali di ogni genere, possiamo tranquillamente affermare però, che in epoca recente, solo nel nuovo millennio siamo già andati due volte alle urne per modificare la Seconda parte della Costituzione, quella che stabilisce l’ordinamento della repubblica. Per i meno informati, quel complesso di articoli (dal 55 al 139) che stabiliscono qual è il sistema istituzionale del nostro Paese e come si svolgono le dinamiche all’interno di tale sistema.

venerdì 30 gennaio 2015

Fiction Quirinale

Seguire uno spoglio di schede è sempre intrigante. Sembra che tutto vada per un verso, ma di fatto non ti rendi mai conto di ciò che accade realmente fin quando le schede nell’urna tendono a terminare e l'esito diventa pronosticabile. 

Lo sanno bene Bersani e Prodi, e molti si domandano se domani Renzi e Mattarella (curiosità istituzionale, forse è la prima volta che candidato al Quirinale e Premier non votano per il Colle) si daranno una risposta.

Tante sono le polemiche di questi giorni. Dall’accusa della frangia Pd a Renzi per la prassi a cui si è arrivati a partorire il nominativo fino al plauso e l’applauso di tutto il centrosinistra al nome di Mattarella. Dalle garanzie di mediazione di Forza Italia al senso di tradimento che si dice esprima Berlusconi; dall’alleanza con Alfano al rischio di ricompattare il centrodestra.

lunedì 8 dicembre 2014

Italicum tra Mattarellum e Porcellum



La bozza della nuova riforma elettorale targata Renzi-Boschi torna al centro del dibattito con un nuovo documento. Curioso il prospetto sulla base dei dati elettorali delle ultime tornate. Punti di forza e di debolezza di una riforma che auspica di essere il tassello centrale nel passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica italiana.

Renzi accelera, Berlusconi frena, Grillo accusa e tutti gli altri stanno a guardare. La questione sulla riforma elettorale è al palo, in attesa dell’accordo definitivo (o presunto tale) che porterebbe alla nascita dell’Italicum in stile 2.0.

LA RIFORMA
L’Italicum è la bozza del nuovo sistema elettorale. L’ultimo documento su cui stanno lavorando le forze politiche vede un ipotetico premio di maggioranza assegnato al partito che ottiene 40% dei voti (nella prima bozza la soglia era del 37% di coalizione). Se nessuno raggiunge tale soglia, è previsto un eventuale ballottaggio tra i primi due partiti che ottengono il maggior numero di voti. Il nodo più grande rimane lo sbarramento per i partiti più piccoli, che in molti vorrebbero al 5%, ma che alla fine potrebbe essere del 4% o 4,5% (nella prima bozza esistevano tre tipi di sbarramento come nel Porcellum 12% per le coalizioni, 8% per i partiti non coalizzati e 4,5% per quelli all’interno delle coalizioni). Cambia drasticamente anche il sistema che assegna i seggi, che per sommi capi dovrebbe essere per il 70% con l’espressione di una preferenza in piccoli collegi plurinominali e per il restante 30% eletti con un sistema proporzionale puro con liste bloccate su base regionale (la precedente bozza, prevedeva 120 collegi plurinominali in cui si eleggevano dai 3 ai 6 seggi, tutti con liste bloccate). Da sciogliere il tema delle candidature multiple (non previste nella prima bozza), dove i capolista potrebbero candidarsi in non più di 10 collegi. Infine, la questione non di poco conto dell’approvazione della riforma solo per la Camera, con la difficoltà di rendere operativo un sistema elettorale in grado di funzionare anche prima dell’eventuale superamento del bicameralismo perfetto. Si vocifera un’entrata in vigore nel 2016, vista l’impossibilità di norme transitorie o collegate alla riforma costituzionale per il Senato.

domenica 1 giugno 2014

La Terza Repubblica renziana


di Simone Nardone - 01/06/2014
Dall’esito delle elezioni europee si evince un cambio di rotta dell’elettorato italiano che va a modificare indirettamente lo scenario politico nazionale. Adesso tutto ruota attorno la figura di Matteo Renzi. Presidente del consiglio dei ministri, leader della sinistra europea e a breve presidente dell’Unione per il semestre italiano. Un uomo solo al comando e un Paese che attende risposte.

Nessuno, molto probabilmente neppure i sondaggisti di Matteo Renzi avevano previsto che ilPartito Democratico potesse sfondare la soglia del 40% alle elezioni Europee. Tutti si guardano attorno, c’è chi sostiene che gli elettori grillini si siano volatilizzati, chi ritiene che l’Italia viri a sinistra, chi sostiene che l’epoca berlusconiana sia completamente finita. In realtà non è proprio così. Il dato delle Europee è un voto politico di livello nazionale, l’unico che mostra uno spaccato di tutta la penisola, come solo le Politiche fanno, ma da sempre più parziale.

domenica 20 aprile 2014

Europee, la battaglia di Renzi, Grillo e Berlusconi

da www.formiche.net



20 - 04 - 2014Simone Nardone
L’analisi pre elettorale guardando ai principali leader politici italiani. La guida di Renzi, la cavalcata di Grillo e la difesa di Berlusconi.
Le elezioni europee sono alle porte e gli obiettivi dei principali leader dei partiti italiani iniziano a delinearsi all’orizzonte, tra strategie elettorali e politiche di governo. (l'articolo completo su Formiche.net)



martedì 11 marzo 2014

Tagli, meglio l'Irpef che l'Irap

Premesso che dovremmo attendere ancora un giorno per sapere quale sarà la scelta definitiva dell’esecutivo targato Renzi, ci cimentiamo nelle supposizioni. Però, visto che si stanno per rimettere le mani in tasca agli italiani, ed eccezionalmente parliamo di infilarceli e non di prelevarli, voglio partecipare anche io al fantastico gioco nostrano “tutti allenatori”, “tutti critici”, “tutti premier”, immedesimandomi in un semplice analista politico terra terra, senza puntare al ministero dell’Economia.