Si dice che in politica bastano i numeri e, su questo, non ci sono dubbi. Diversa è la questione nel mondo della giustizia. Troppo spesso, ci hanno abituato a ritenere che il popolo sia sovrano sempre, distraendoci dal dettato costituzionale che impone la fusione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Per tale motivo la scelta del bagno di folla di Fratelli d’Italia a Enrico Tiero lascia quanto meno perplessi. A meno che non vada letto tutto in una semplice e banale strategia politica. Siamo convinti che l’onorevole regionale avrà la possibilità di dimostrare la sua eventuale innocenza nelle aule dei tribunali e, a quel punto, avrà tutto il diritto di rifarsi con ogni detrattore. Nel frattempo, però, rimane sotto processo, tra l’altro con accuse pesanti per chi esercita un ruolo istituzionale così importante come quello di onorevole regionale. È ovvio che, come prevede il nostro ordinamento, ognuno è innocente fino a prova contraria ma, è altrettanto vero che l’eliminazione della misura restrittiva non è di certo un’assoluzione né, tanto meno una prescrizione. E la riabilitazione nel ruolo istituzionale è legato di conseguenza alla misura che è cambiata.
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