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sabato 7 novembre 2020

Elezioni Usa: Biden verso la vittoria, Trump non lo riconosce


Mancano due Stati all'appello ma ormai è finita. Almeno la battaglia elettorale, probabilmente inizierà quasi subito quella giudiziaria (al momento basata sul nulla) e già è in atto quella mediatica.

Andiamo per ordine: Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Una delle elezioni più tirate della storia americana ha decretato il vincitore. Ricordiamo che negli States sono i media ad "annunciare" i vincitori degli stati, e a vigilare sono le autorità dei singoli stati, dove spesso vigono modalità di voto e tempi di voti e di scrutinio diversi.

giovedì 8 novembre 2018

Da Formia alla politica statunitense, D’Urso rieletto nello stato di New York

da www.h24notizie.com

8 novembre 2018

di Simone Nardone

Anthony D’Urso, noto anche con il nome di Tony, è stato rieletto come consigliere dello stato di New York. Si sono rincorse nelle ultime ore le congratulazioni dirette o indirette ad Anthony D’Urso, nato a Formia precisamente a Maranola, e poi emigrato negli Stati Uniti d’America. Differentemente da come viene raccontato, però, D’Urso non è stato eletto senatore dello Stato di NY, ma è stato confermato assemblyman del 16esimo Distretto.

sabato 12 novembre 2016

L’effetto delle Presidenziali Usa sul Referendum costituzionale

In un’epoca in cui persino la politica diventa globalizzata, e lo abbiamo potuto notare dai risultati delle elezioni presidenziali dello scorso martedì americano, in molti si domandano se l’ondata Trump avrà un effetto anche sulla politica nazionale italiana. Ovviamente il primo banco di prova elettorale è il referendum costituzionale del 4 dicembre, dove si confronta lo schieramento di governo, contro quello molto ampio ma variegato, delle opposizioni.

Oggettivamente è difficile pensare che ci possa essere un’onda determinante che arriva dall’altra sponda dell’Atlantico, come è oggettivamente complicato immaginare che ci possa essere una presa di posizione del Presidente designato sulle riforme tricolori. Ma alcuni fattori potrebbero in parte riversarsi sull’andamento elettorale dei primi di dicembre.

mercoledì 9 novembre 2016

Italiani meno "democratici" degli Usa? Questione di sistemi

Andrebbe spiegato a chi continua a scrivere che tutti gli altri Paesi del mondo sono più democratici dell’Italia, che in realtà le cose sono un pochino più complesse e che malgrado il sistema istituzionale diverso (Parlamentare il nostro, Presidenziale quello USA) e un sistema elettorale opposto (maggioritario con collegi uninominali il loro, proporzionale con dei correttivi e premi di maggioranza il nostro), in realtà le eccezioni ci sono, ma malgrado ciò i sistemi funzionano anche nelle “forzature”.

Nel 2006 in Italia ci fu un dato elettorale eclatante. Lo scarto minimo in termini di voti alla Camera regalava una maggioranza a Prodi che replicava, con dei margini e dei conteggi regione per regione diversi anche al Senato. Il sistema aveva “retto” anche ad un evento incredibile che non si era mai verificato prima nel nostro Paese, che elettoralmente in una Camera si imponesse una coalizione e nell’altra la principale antagonista.