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venerdì 22 gennaio 2021

Instabilità? Non è colpa del sistema elettorale

Post-it - Obiettivo Comune 

di Simone Nardone


Il maggioritario creerebbe instabilità”, queste le parole usate, nel chiedere la fiducia al Senato, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il quale, con una mossa politica rivolta ai centristi, non deve aver notato quanto quel terreno fosse scivoloso.

Ci sono “caduti” in tanti sui temi elettorali e sistemici. E un’osservazione di questo tipo che sa quasi di promessa rivolta ai moderati – tra l’altro molto difficile da mantenere – lascia il tempo che trova con una maggioranza in bilico o molto risicata.

Ma la cosa che spinge alla perplessità è il volo pindarico dell’osservazione sistemica fatta dal presidente Conte.  Anche se può sembrare un semplice messaggio politico rivolto alle forze che egli stesso vuole avvicinare, la questione tecnica è ben diversa.

Parlare di stabilità o instabilità di un sistema politico, per prima cosa, non dipende dal sistema elettorale, o almeno non esclusivamente – errore di osservazione da sempre tutto italiano – ma da tanti altri fattori, tra i quali sicuramente quello del sistema dei partiti. Seconda cosa che meraviglia è la mancanza di attenzione al concetto di “stabilità”, almeno nell’accezione politica del termine. Conte ha dimostrato di essere un bravo giurista, ma forse tra le sue letture manca il “Dizionario di Politica” di Bobbio, Matteucci, Pasquino che definiscono “la stabilità” come “la prevedibile capacità del sistema di durare nel tempo”. In realtà, in riferimento all’accezione più idonea all’osservazione e allo studio del sistema politico, gli stessi autori in un passaggio spiegano come questo “è stabile non tanto a causa della sua struttura, ma della sua cultura politica congruente con la struttura stessa”.

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mercoledì 17 febbraio 2016

Un alto momento di Scienza Politica

Comunicato Stampa

Si è svolto in una gran bella cornice di pubblico il piacevole ed interessante dibattito organizzato dall’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune, svoltosi in occasione della presentazione del libro di Simone Nardone “Dal Porcellum alla Terza Repubblica”. 
L’evento ha avuto luogo lo scorso 12 febbraio 2016 nella sala conferenze del Castello Caetani di Fondi (LT) e ha visto intervenire oltre l’autore, due illustri docenti universitari: Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica presso l’Università di Bologna ed Antonio Agosta, docente di Sistemi Elettorali Comparati presso l’ateneo di Roma Tre.

Le tematiche messe al centro del dibattito sono state quelle attigue alle riforme istituzionali e le leggi elettorali degli ultimi anni. Si è partito dal vituperato Porcellum, arrivando alle questioni di questi ultimi mesi, ovvero l’Italicum e la riforma del Senato.

Tra i temi che hanno visto i due illustri ospiti prendere una posizione netta, è stata la nuova normativa elettorale che entrerà in vigore il 1° luglio 2016.

martedì 8 dicembre 2015

Francia, il sistema che diventa tripolare

Fino a ieri ero convinto che l’unico sistema partitico malato fosse quello italiano. Ma evidentemente la constatazione di diversi politologi che analizzano da qualche decennio la fluidità dei partiti e la scarsa radicalizzazione sociale, colpisce non solo il precario assetto istituzionale italiano, ma anche il più strutturato sistema francese.

Tutti sono rimasti sconvolti dello tsunami Le Pen, come se non fosse annunciato.

domenica 8 marzo 2015

Italicum e governabilità, un falso d'autore

Foto da www.sky.it
Continuo a riguardare l’iter dell’Italicum, ponendo la lente d’ingrandimento sulle modifiche, azzardando anche un plauso alle migliorie apportate, dal suo concepimento all’approvazione in Senato. Continuo a scandagliare soglie di sbarramento, premi di maggioranza e obiettivi e congetture che hanno portato il legislatore ad accelerare sul così detto Italicum 2.0, e sono sincero, non è male, mi sembra un buon sistema, ma forse si è lavorato con il freno a mano tirato; credo si possa fare ancora di più.

Da felice promotore del sistema bipolare, e maggioritarista convinto, credo che parlare di sistema che garantista la governabilità sia una vera presa in giro per i cittadini. E’ ovvio, per chi conosce un minimo la nostra Costituzione e il nostro impianto istituzionale, che non si può pensare che un sistema elettorale sia in grado di garantire la governabilità, a maggior ragione se ha un impianto prettamente proporzionale; premio di maggioranza e ballottaggio a parte. Lo affermo con il cuore il mano, non si può dire che visto il premio di maggioranza (assegnato alla lista e non più alla coalizione), a chi ottiene più del 40% dei voti o in caso questa soglia non ci sia, a chi vince al ballottaggio, basti a garantire la governabilità.

giovedì 5 febbraio 2015

Pillole di cianuro

Oscar Wilde dispensava “pillole di cianuro” ai suoi contemporanei, spesso, a suo dire vittime della società dell’epoca. Non di rado, il noto scrittore anglosassone, osava accusare o ironicamente “pizzicare” coloro che gestivano il potere, i pari dei politici contemporanei.

Pillole di cianuro”, forse le meriterebbero anche le forze e i personaggi politici in questo piccolo scorcio d’Italia che si chiama Fondi, dove a solo qualche mese dalla tornata elettorale, salvo qualche “anticipatore” tutto rimane in sconvolgente e tiepido silenzio.

martedì 27 maggio 2014

Europee, novità e conferme nel voto del sud pontino

da www.26lettere.it

Scritto da Simone Nardone
  
Lunedì 26 Maggio 2014 10:46


All’indomani del verdetto delle elezioni Europee 2014, anche in provincia e nel sud pontino si fa l’analisi del voto rispetto al dato nazionale.

In Provincia di Latina il dato più evidente è il PD che scavalca Forza Italia e diventa primo partito con il 30,7%, rincorso proprio dal Partito di Berlusconi con il 25,9% e il M5S con il 22,9%. A seguire, c’è da riscontrare l’ottimo risultato territoriale anche di Fratelli d’Italia, che in zona si attestano al 7,3% e di NCD-UDC al 6,9%, entrambi ben oltre la media nazionale.

Fondi il dato è completamente in controtendenza. Forza Italia rimane il primo partito appena sopra il 44%, al secondo posto addirittura la lista di Grillo con il 21,8% e solo terzo il PD con il 20,4%.

domenica 20 aprile 2014

Europee, la battaglia di Renzi, Grillo e Berlusconi

da www.formiche.net



20 - 04 - 2014Simone Nardone
L’analisi pre elettorale guardando ai principali leader politici italiani. La guida di Renzi, la cavalcata di Grillo e la difesa di Berlusconi.
Le elezioni europee sono alle porte e gli obiettivi dei principali leader dei partiti italiani iniziano a delinearsi all’orizzonte, tra strategie elettorali e politiche di governo. (l'articolo completo su Formiche.net)