Premesso che l’opinione pubblica preme sugli Enti
regionali alla stessa stregua di come fa lo Stato nella razionalizzazione della
spesa pubblica verso tutti gli Enti locali.
Premesso che “15
– Regioni – sono finite sotto inchiesta,
494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro la cifra sulla
quale i magistrati stanno ancora indagando” e che per una norma che ci è
stata fatta passare come “transitoria”
al momento non si aboliscono le Provincie, ma le si svuota solo del valore
politico dal punto di vista rappresentativo.
Premesso che Roma ha bisogno di trovare una
propria autonomia amministrativa che la proietti verso la concezione dell’area
metropolitana di Roma Capitale, che alcune Regioni sono territorialmente e
demograficamente sproporzionate rispetto ad altre e che l’articolo 131 della
Costituzione italiana andrebbe rivisto. Premesso tutto questo, forse le
conclusioni appaiono abbastanza affrettate.
Ci
si stupisce come ogni qual volta che si deve razionalizzare, ovvero “rendere
qualcosa conforme a criteri di razionalità
e di funzionalità”, (come da vocabolario) si rischia di
rimanere proiettati sul secondo aspetto, a volte tralasciando il primo.