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sabato 16 luglio 2016

Riforme & Istituzioni

COMUNICATO STAMPA


Nardone presenta i suoi due lavori a Lenola
Domenica 24 Luglio alle ore 19,30

Simone Nardone, autore dei volumi “Dal Porcellum alla Terza Repubblica” e “Verso il Referendum Costituzionale”, sarà a Lenola, il prossimo 24 luglio, con un evento che si svolgerà in località Colle a partire dalle ore 19,30. L’incontro con l’autore sarà condotto da Francesco Carroccia. L’evento gode del patrocinio del Comune di Lenola.

domenica 10 luglio 2016

Il nuovo libro sulla riforma della Costituzione

“Verso il Referendum Costituzionale”

Come cambia la Carta con il DDL 
Renzi-Boschi


Il volumetto “Versoil Referendum Costituzionale” di Simone Nardone, uscito in questi giorni, è uno strumento che lo stesso autore ha definito “utile per informarsi e votare in modo consapevole”.

Verso il ReferendumCostituzionale” è un libro, un opuscolo, appena superiore alle cento pagine che è utile a capire in cosa consiste il famoso Ddl Renzi-Boschi, che di fatto ha modificato la Carta Costituzionale a seguito del doppio passaggio tra Camera e Senato e sul quale saremo chiamati ad esprimerci con un referendum il prossimo autunno. Alcune pagine di commento in pillole, a cura di Nardone, e la Costituzione italiana articolo per articolo. A seguire tutte le modifiche previste dal Ddl su cui si sono espresse le Camere.

domenica 8 maggio 2016

Referendum costituzionale, approvare o bocciare?

8 maggio 2016

di Simone Nardone

I referendum costituzionali stanno diventando cosa tutt’altro che rara nel nostro Paese. Nei giorni scorsi il presidente del consiglio Matteo Renzi ha lanciato la campagna referendaria, malgrado ancora non si sa quando si andrà al voto, mentre il fronte del “No” si continua ad arricchire di personalità di spessore. Ci si prepara a quella che sarà una vera battaglia politica e mediatica, che visti i tempi, darà – si spera – a tutti, la possibilità di informarsi al meglio su cosa cambia nel dettato costituzionale. Un modo per decidere in modo consapevole come esprimere la propria preferenza.

SECONDA PARTE DELLA COSTITUZIONE. Come tutti sanno sulla Prima parte della Carta Costituzionale sono tutti d’accordo, perché essa sancisce i diritti e i doveri dei cittadini. Sulla seconda, invece, sembra non sia d’accordo quasi nessuno. Senza entrare nel merito di commissioni bicamerali, proposte di modifiche costituzionali di ogni genere, possiamo tranquillamente affermare però, che in epoca recente, solo nel nuovo millennio siamo già andati due volte alle urne per modificare la Seconda parte della Costituzione, quella che stabilisce l’ordinamento della repubblica. Per i meno informati, quel complesso di articoli (dal 55 al 139) che stabiliscono qual è il sistema istituzionale del nostro Paese e come si svolgono le dinamiche all’interno di tale sistema.

sabato 6 febbraio 2016

La chiamano libertà di coscienza

La questione del Ddl Cirinnà sulle unioni civili sta rendendo viva quella spaccatura sempre più evidente tra la concezione “partito” vecchia maniera, ovvero quella del soggetto politico con una chiara visione e posizione su ogni argomento o questione sociale, e quello che oggi è diventato lo strumento partito. La decisione di Grillo di lasciare “libertà di coscienza” ai suoi sul provvedimento sulle unioni civili è l’ultimo atto della questione morale in politica. Ma con questo non sto certo prendendo una posizione contro il Movimento Cinque Stelle. Già Forza Italia e a suo modo il Partito Democratico avevano espresso la stessa posizione. Una scelta obbligata, per non spaccare gli schieramenti e rischiare di farne trovare di nuovi e trasversali in Parlamento.

giovedì 18 dicembre 2014

E toglieteci anche le Regioni…

Premesso che l’opinione pubblica preme sugli Enti regionali alla stessa stregua di come fa lo Stato nella razionalizzazione della spesa pubblica verso tutti gli Enti locali.

Premesso che “15 – Regioni – sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando” e che per una norma che ci è stata fatta passare come “transitoria” al momento non si aboliscono le Provincie, ma le si svuota solo del valore politico dal punto di vista rappresentativo.

Premesso che Roma ha bisogno di trovare una propria autonomia amministrativa che la proietti verso la concezione dell’area metropolitana di Roma Capitale, che alcune Regioni sono territorialmente e demograficamente sproporzionate rispetto ad altre e che l’articolo 131 della Costituzione italiana andrebbe rivisto. Premesso tutto questo, forse le conclusioni appaiono abbastanza affrettate.

Ci si stupisce come ogni qual volta che si deve razionalizzare, ovvero “rendere qualcosa conforme a criteri di razionalità e di funzionalità”, (come da vocabolario) si rischia di rimanere proiettati sul secondo aspetto, a volte tralasciando il primo.