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martedì 1 marzo 2016

Gli effetti dell'Italicum sul Sistema Politico

diSimone Nardone



Abbiamo visto cosa ha combinato il Porcellum, tutti abbiamo conosciuto i limiti del Mattarellum e adesso ci domandiamo cosa accadrà con l’Italicum.

Nel mio libro “Dal Porcellum alla Terza Repubblica” (Streetlib 2015) viene affrontata un’accurata analisi storico-politico-elettorale su ciò che il sistema elettorale del 2005 ha prodotto, influenzando comportamento degli elettori, strategie dei partiti e composizione delle maggioranze parlamentari. Ma cosa accadrà con l’Italicum? Quali sono i dubbi di applicabilità al sistema politico e partitico italiano?

Primo dato: il sistema elettorale che vede come genitori politici il premier Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi produrrà una maggioranza elettorale, sicuramente solo sulla carta. Mi spiego. Il sistema elettorale che, per i meno informati, nient’altro è che un meccanismo che trasforma in seggi i voti degli elettori, produrrà una maggioranza, attraverso l’attribuzione di un premio che verrà assegnato (o al primo o al secondo turno) alla lista che vince. Una maggioranza stabile, il 55% dei seggi alla Camera, che non dovrà controbilanciare una presunta maggioranza più esigua in Senato, in quanto questo, non dovrebbe essere più elettivo.

Per leggere l'articolo integrale su Formiche.net cliccare sul seguente link: http://formiche.net/2016/02/28/limpatto-dellitalicum-sul-sistema-politico/
 

martedì 12 maggio 2015

Tutti gli effetti dell'Italicum sul governo

di Simone Nardone

L’Italicum è legge. La discutissima legge Calderoli, và definitivamente in pensione – anche nella “forma morbida” dopo il pronunciamento della Consulta – finisce l’epoca del Porcellum, ma non quella delle polemiche politiche sulla legge che determina il sistema di elezione dei nostri rappresentanti in Parlamento.

I TECNICISMI. la vera novità sbandierata da Renzi, che insieme al ministro Boschi ha messo il cappello sulla riforma, è quella del premio di maggioranza che scatta solo a chi arriva primo (partito) alle urne con almeno il 40% delle preferenze o che vince al turno di ballottaggio. Una riforma che và verso il così detto premierato forte o presidenzialismo all’italiana, che non è detto risolva al cento per cento il problema della governabilità, ma che tenta, attraverso il nuovo sistema di ingessare partiti e politici. Problemi non di poco conto gli sbarramenti, contestati – giustamente – da molti politologi, in quanto troppo bassi (3%). Infine, ma non da ultimo, la questione dei capolista bloccati (così detto “diritto di tribuna”) e il ritorno alle preferenze. Posizioni diverse e polemiche incrociate su chi voleva le liste bloccate in stile Porcellum e chi ritiene la questione dei capolista “vincolante” per il potere dell’elettore.

Per leggere l'articolo integrale su Formiche.net cliccare sul link di seguito: http://www.formiche.net/2015/05/12/gli-effetti-dellitalicum-sul-governo/

lunedì 8 dicembre 2014

Italicum tra Mattarellum e Porcellum



La bozza della nuova riforma elettorale targata Renzi-Boschi torna al centro del dibattito con un nuovo documento. Curioso il prospetto sulla base dei dati elettorali delle ultime tornate. Punti di forza e di debolezza di una riforma che auspica di essere il tassello centrale nel passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica italiana.

Renzi accelera, Berlusconi frena, Grillo accusa e tutti gli altri stanno a guardare. La questione sulla riforma elettorale è al palo, in attesa dell’accordo definitivo (o presunto tale) che porterebbe alla nascita dell’Italicum in stile 2.0.

LA RIFORMA
L’Italicum è la bozza del nuovo sistema elettorale. L’ultimo documento su cui stanno lavorando le forze politiche vede un ipotetico premio di maggioranza assegnato al partito che ottiene 40% dei voti (nella prima bozza la soglia era del 37% di coalizione). Se nessuno raggiunge tale soglia, è previsto un eventuale ballottaggio tra i primi due partiti che ottengono il maggior numero di voti. Il nodo più grande rimane lo sbarramento per i partiti più piccoli, che in molti vorrebbero al 5%, ma che alla fine potrebbe essere del 4% o 4,5% (nella prima bozza esistevano tre tipi di sbarramento come nel Porcellum 12% per le coalizioni, 8% per i partiti non coalizzati e 4,5% per quelli all’interno delle coalizioni). Cambia drasticamente anche il sistema che assegna i seggi, che per sommi capi dovrebbe essere per il 70% con l’espressione di una preferenza in piccoli collegi plurinominali e per il restante 30% eletti con un sistema proporzionale puro con liste bloccate su base regionale (la precedente bozza, prevedeva 120 collegi plurinominali in cui si eleggevano dai 3 ai 6 seggi, tutti con liste bloccate). Da sciogliere il tema delle candidature multiple (non previste nella prima bozza), dove i capolista potrebbero candidarsi in non più di 10 collegi. Infine, la questione non di poco conto dell’approvazione della riforma solo per la Camera, con la difficoltà di rendere operativo un sistema elettorale in grado di funzionare anche prima dell’eventuale superamento del bicameralismo perfetto. Si vocifera un’entrata in vigore nel 2016, vista l’impossibilità di norme transitorie o collegate alla riforma costituzionale per il Senato.

domenica 1 giugno 2014

La Terza Repubblica renziana


di Simone Nardone - 01/06/2014
Dall’esito delle elezioni europee si evince un cambio di rotta dell’elettorato italiano che va a modificare indirettamente lo scenario politico nazionale. Adesso tutto ruota attorno la figura di Matteo Renzi. Presidente del consiglio dei ministri, leader della sinistra europea e a breve presidente dell’Unione per il semestre italiano. Un uomo solo al comando e un Paese che attende risposte.

Nessuno, molto probabilmente neppure i sondaggisti di Matteo Renzi avevano previsto che ilPartito Democratico potesse sfondare la soglia del 40% alle elezioni Europee. Tutti si guardano attorno, c’è chi sostiene che gli elettori grillini si siano volatilizzati, chi ritiene che l’Italia viri a sinistra, chi sostiene che l’epoca berlusconiana sia completamente finita. In realtà non è proprio così. Il dato delle Europee è un voto politico di livello nazionale, l’unico che mostra uno spaccato di tutta la penisola, come solo le Politiche fanno, ma da sempre più parziale.

domenica 20 aprile 2014

Europee, la battaglia di Renzi, Grillo e Berlusconi

da www.formiche.net



20 - 04 - 2014Simone Nardone
L’analisi pre elettorale guardando ai principali leader politici italiani. La guida di Renzi, la cavalcata di Grillo e la difesa di Berlusconi.
Le elezioni europee sono alle porte e gli obiettivi dei principali leader dei partiti italiani iniziano a delinearsi all’orizzonte, tra strategie elettorali e politiche di governo. (l'articolo completo su Formiche.net)