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lunedì 25 gennaio 2021

Punto di svolta nella crisi di governo


Bisogna presumere che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sia riuscito ad allargare la maggioranza.

Domani salirà al Quirinale e secondo quanto riportato dai media nazionali e i lanci di agenzia dovrebbe rassegnare le dimissioni. Per ora non si sa se si va verso un re-incarico o l'apertura della crisi formale che potrebbe nascondere molte insidie per l'attuale maggioranza.

Gli scenari adesso sembrano 3 e li metto in ordine di probabilità:

lunedì 5 gennaio 2015

Fondi, Scenari in vista delle amministrative

Dal TG di Canale 7 
05/01/2015

Il panorama politico fondano in vista delle elezioni amministrative di maggio si fa sempre più interessante. Spunta un eventuale accordo “Anti De Meo” in caso di ballottaggio. A riportarlo è il Quotidiano di Latina.

Secondo quanto si mormora, potrebbe esserci un accordo implicito tra la compagine di centrosinistra, e quella del centrodestra “non ufficiale” che fa capo a l’ex sindaco Luigi Parisella e a Nuovo Centro Destra, con un solo dicktat: prendere più voti possibili al primo turno e poi andare uniti nell’eventuale ballottaggio. In questa ipotetica strategia giocherebbero un ruolo di primaria importanza anche i presunti non allineati: vedi i 5 Stelle che hanno annunciato che correranno con una propria lista, e vedi Gianfranco Antonetti con Fondi ci Chiama che dovrebbe correre come candidato a sindaco. Della serie: Tutti contro l’attuale sindaco Salvatore De Meo. 

Una strategia di differenziazione dell’offerta elettorale che in altri Comuni della Provincia ha fatto fallire quello che alla vigilia del voto appariva come un risultato scontato. E’ altrettanto vero, però, che a circa quattro mesi dalla tornata elettorale sembra si parli solo di fanta-politica con la campagna elettorale ancora lontana.
Simone Nardone

lunedì 8 dicembre 2014

Italicum tra Mattarellum e Porcellum



La bozza della nuova riforma elettorale targata Renzi-Boschi torna al centro del dibattito con un nuovo documento. Curioso il prospetto sulla base dei dati elettorali delle ultime tornate. Punti di forza e di debolezza di una riforma che auspica di essere il tassello centrale nel passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica italiana.

Renzi accelera, Berlusconi frena, Grillo accusa e tutti gli altri stanno a guardare. La questione sulla riforma elettorale è al palo, in attesa dell’accordo definitivo (o presunto tale) che porterebbe alla nascita dell’Italicum in stile 2.0.

LA RIFORMA
L’Italicum è la bozza del nuovo sistema elettorale. L’ultimo documento su cui stanno lavorando le forze politiche vede un ipotetico premio di maggioranza assegnato al partito che ottiene 40% dei voti (nella prima bozza la soglia era del 37% di coalizione). Se nessuno raggiunge tale soglia, è previsto un eventuale ballottaggio tra i primi due partiti che ottengono il maggior numero di voti. Il nodo più grande rimane lo sbarramento per i partiti più piccoli, che in molti vorrebbero al 5%, ma che alla fine potrebbe essere del 4% o 4,5% (nella prima bozza esistevano tre tipi di sbarramento come nel Porcellum 12% per le coalizioni, 8% per i partiti non coalizzati e 4,5% per quelli all’interno delle coalizioni). Cambia drasticamente anche il sistema che assegna i seggi, che per sommi capi dovrebbe essere per il 70% con l’espressione di una preferenza in piccoli collegi plurinominali e per il restante 30% eletti con un sistema proporzionale puro con liste bloccate su base regionale (la precedente bozza, prevedeva 120 collegi plurinominali in cui si eleggevano dai 3 ai 6 seggi, tutti con liste bloccate). Da sciogliere il tema delle candidature multiple (non previste nella prima bozza), dove i capolista potrebbero candidarsi in non più di 10 collegi. Infine, la questione non di poco conto dell’approvazione della riforma solo per la Camera, con la difficoltà di rendere operativo un sistema elettorale in grado di funzionare anche prima dell’eventuale superamento del bicameralismo perfetto. Si vocifera un’entrata in vigore nel 2016, vista l’impossibilità di norme transitorie o collegate alla riforma costituzionale per il Senato.

domenica 20 aprile 2014

Europee, la battaglia di Renzi, Grillo e Berlusconi

da www.formiche.net



20 - 04 - 2014Simone Nardone
L’analisi pre elettorale guardando ai principali leader politici italiani. La guida di Renzi, la cavalcata di Grillo e la difesa di Berlusconi.
Le elezioni europee sono alle porte e gli obiettivi dei principali leader dei partiti italiani iniziano a delinearsi all’orizzonte, tra strategie elettorali e politiche di governo. (l'articolo completo su Formiche.net)