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venerdì 22 gennaio 2021

Instabilità? Non è colpa del sistema elettorale

Post-it - Obiettivo Comune 

di Simone Nardone


Il maggioritario creerebbe instabilità”, queste le parole usate, nel chiedere la fiducia al Senato, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il quale, con una mossa politica rivolta ai centristi, non deve aver notato quanto quel terreno fosse scivoloso.

Ci sono “caduti” in tanti sui temi elettorali e sistemici. E un’osservazione di questo tipo che sa quasi di promessa rivolta ai moderati – tra l’altro molto difficile da mantenere – lascia il tempo che trova con una maggioranza in bilico o molto risicata.

Ma la cosa che spinge alla perplessità è il volo pindarico dell’osservazione sistemica fatta dal presidente Conte.  Anche se può sembrare un semplice messaggio politico rivolto alle forze che egli stesso vuole avvicinare, la questione tecnica è ben diversa.

Parlare di stabilità o instabilità di un sistema politico, per prima cosa, non dipende dal sistema elettorale, o almeno non esclusivamente – errore di osservazione da sempre tutto italiano – ma da tanti altri fattori, tra i quali sicuramente quello del sistema dei partiti. Seconda cosa che meraviglia è la mancanza di attenzione al concetto di “stabilità”, almeno nell’accezione politica del termine. Conte ha dimostrato di essere un bravo giurista, ma forse tra le sue letture manca il “Dizionario di Politica” di Bobbio, Matteucci, Pasquino che definiscono “la stabilità” come “la prevedibile capacità del sistema di durare nel tempo”. In realtà, in riferimento all’accezione più idonea all’osservazione e allo studio del sistema politico, gli stessi autori in un passaggio spiegano come questo “è stabile non tanto a causa della sua struttura, ma della sua cultura politica congruente con la struttura stessa”.

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mercoledì 28 febbraio 2018

Elezioni Politiche e Regionali del 4 marzo: Come si vota

da www.h24notizie.com

27 Febbraio 2018

di Simone Nardone

Domenica 4 marzo saremo chiamati alle urne per le elezioni Politiche, e nel Lazio anche per quelle Regionali.

Si voterà dalle 7 alle 23, nel solo giorno di domenica. A conclusione delle operazioni di voto, inizieranno quelle di spoglio. Dopo la chiusura dei seggi, certificato il numero e le percentuali di votanti, si andrà avanti con le operazioni prima del Senato e poi con quelle della Camera. A conclusione di ciò il seggio verrà sigillato e le operazioni di scrutinio per le Regionali inizieranno nel pomeriggio di lunedì, a partire dalle ore 14.

Per le Politiche, si vota per la prima volta con il sistema elettorale partorito dalla Legge n. 165 del 3 Novembre 2017 e già ribattezzato Rosatellum, continuando la tradizione che il nome dei sistemi elettorali per Camera e Senato assumono il latinismo del relatore della legge (Ettore Rosato del Pd, in questo caso).

In realtà, il sistema con cui andremo al voto sarà il Rosatellum bis, in quanto la prima bozza della riforma non era condivisa dalle forze politiche e quindi non è mai arrivata al voto. La legge 165/2017, invece, è stata approvata con voto di fiducia dall’attuale maggioranza parlamentare. Contrari i partiti della sinistra (extra governativa) e M5S. I gruppi parlamentari dell’attuale coalizione di centro-destra, sono usciti dall’aula al momento del voto di fiducia, così facendo hanno permesso l’abbassamento del quorum per l’approvazione.

L'articolo originale: http://www.h24notizie.com/2018/02/elezioni-politiche-e-regionali-del-4-marzo-come-si-vota/

sabato 20 maggio 2017

Nuovo sistema elettorale, propongo il Garantellum

Finalmente si torna a parlare di legge elettorale, seppur la partigianeria tipica delle forze politiche del nostro Paese continua a lasciare pochi spiragli che una buona norma venga approvata ed entri in vigore in tempi brevi, garantendo una condivisione prima della prossima tornata elettorale.

Sarebbe interessante e forse persino tagliente mettere in evidenza perché ognuno vuole il “proprio” sistema ponendo veti su quelli proposti dagli altri schieramenti, lasciando ovviamente nell’impasse l’intero dibattito, con il rischio che ancora una volta una delle cosiddette “regole del gioco”, venga approvata a colpi di maggioranza. Malgrado la tentazione, penso che bisognerebbe porre l’attenzione su cosa servi al sistema politico italiano, per evitare l’ennesimo e catastrofico mutamento dello scenario partitico. Ovviamente tenendo in considerazione lo stretto percorso tracciato dalle due sentenze della Corte Costituzionale pronunciatasi sia sul Porcellum che sull’Italicum.

Partirei proprio dalla questione giuridica che impone al legislatore di porre attenzione al premio di maggioranza, che non può essere eccessivamente “sproporzionato” e di evitare il ballottaggio proprio per il motivo suddetto. Detto ciò, è opportuno se non addirittura richiesto” il voto di preferenza, evitando le candidature plurime, o almeno regolamentandole evitando che siano gli eletti a decidere quale seggio mantenere e quale cedere.

venerdì 16 dicembre 2016

Verso quale legge elettorale

Come ben sapevamo, in caso di esito negativo dal referendum costituzionale del 4 dicembre, ci saremmo ritrovati con un sistema elettorale zoppo. Ad oggi, due Camere praticamente identiche dovrebbero essere elette con un sistema proporzionale puro al Senato (Consultellum) e con un maggioritario di lista alla Camera con un eventuale doppio turno, ad oggi inutile, (Italicum). Sistema quest’ultimo su cui pesa l’attesa del pronunciamento della Consulta.

Per tale motivo, il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso l’intenzione che il nuovo governo Gentiloni si occupi anche della nuova normativa elettorale. Proprio su questo tema si è pronunciato, seppur non esplicitamente lo stesso premier, non definendo se sarà l’esecutivo o il Parlamento ad occuparsene.

mercoledì 9 novembre 2016

Italiani meno "democratici" degli Usa? Questione di sistemi

Andrebbe spiegato a chi continua a scrivere che tutti gli altri Paesi del mondo sono più democratici dell’Italia, che in realtà le cose sono un pochino più complesse e che malgrado il sistema istituzionale diverso (Parlamentare il nostro, Presidenziale quello USA) e un sistema elettorale opposto (maggioritario con collegi uninominali il loro, proporzionale con dei correttivi e premi di maggioranza il nostro), in realtà le eccezioni ci sono, ma malgrado ciò i sistemi funzionano anche nelle “forzature”.

Nel 2006 in Italia ci fu un dato elettorale eclatante. Lo scarto minimo in termini di voti alla Camera regalava una maggioranza a Prodi che replicava, con dei margini e dei conteggi regione per regione diversi anche al Senato. Il sistema aveva “retto” anche ad un evento incredibile che non si era mai verificato prima nel nostro Paese, che elettoralmente in una Camera si imponesse una coalizione e nell’altra la principale antagonista.

domenica 3 luglio 2016

Perché si parla già di modificare l’Italicum

2 luglio 2016

L'intervento di Simone Nardone

Sembrerebbe che dalla maggioranza arrivi un’apertura alla minoranza di sinistra, e non solo, per ritoccare “chirurgicamente” come ha sostenuto qualcuno, l’Italicum. Ma perché si dovrebbe modificare una legge elettorale che entra in vigore in questi giorni, che non ha mai avuto applicazione e soprattutto che è passata con il voto di fiducia? Si torna dunque a parlare di ritocco dell’Italicum per due motivi fondamentali: uno politico ed un altro sistemico.

Per leggere l'articolo al link originale cliccare qui di seguito: http://formiche.net/2016/07/02/italicum-modifiche/

martedì 1 marzo 2016

Gli effetti dell'Italicum sul Sistema Politico

diSimone Nardone



Abbiamo visto cosa ha combinato il Porcellum, tutti abbiamo conosciuto i limiti del Mattarellum e adesso ci domandiamo cosa accadrà con l’Italicum.

Nel mio libro “Dal Porcellum alla Terza Repubblica” (Streetlib 2015) viene affrontata un’accurata analisi storico-politico-elettorale su ciò che il sistema elettorale del 2005 ha prodotto, influenzando comportamento degli elettori, strategie dei partiti e composizione delle maggioranze parlamentari. Ma cosa accadrà con l’Italicum? Quali sono i dubbi di applicabilità al sistema politico e partitico italiano?

Primo dato: il sistema elettorale che vede come genitori politici il premier Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi produrrà una maggioranza elettorale, sicuramente solo sulla carta. Mi spiego. Il sistema elettorale che, per i meno informati, nient’altro è che un meccanismo che trasforma in seggi i voti degli elettori, produrrà una maggioranza, attraverso l’attribuzione di un premio che verrà assegnato (o al primo o al secondo turno) alla lista che vince. Una maggioranza stabile, il 55% dei seggi alla Camera, che non dovrà controbilanciare una presunta maggioranza più esigua in Senato, in quanto questo, non dovrebbe essere più elettivo.

Per leggere l'articolo integrale su Formiche.net cliccare sul seguente link: http://formiche.net/2016/02/28/limpatto-dellitalicum-sul-sistema-politico/
 

domenica 8 marzo 2015

Italicum e governabilità, un falso d'autore

Foto da www.sky.it
Continuo a riguardare l’iter dell’Italicum, ponendo la lente d’ingrandimento sulle modifiche, azzardando anche un plauso alle migliorie apportate, dal suo concepimento all’approvazione in Senato. Continuo a scandagliare soglie di sbarramento, premi di maggioranza e obiettivi e congetture che hanno portato il legislatore ad accelerare sul così detto Italicum 2.0, e sono sincero, non è male, mi sembra un buon sistema, ma forse si è lavorato con il freno a mano tirato; credo si possa fare ancora di più.

Da felice promotore del sistema bipolare, e maggioritarista convinto, credo che parlare di sistema che garantista la governabilità sia una vera presa in giro per i cittadini. E’ ovvio, per chi conosce un minimo la nostra Costituzione e il nostro impianto istituzionale, che non si può pensare che un sistema elettorale sia in grado di garantire la governabilità, a maggior ragione se ha un impianto prettamente proporzionale; premio di maggioranza e ballottaggio a parte. Lo affermo con il cuore il mano, non si può dire che visto il premio di maggioranza (assegnato alla lista e non più alla coalizione), a chi ottiene più del 40% dei voti o in caso questa soglia non ci sia, a chi vince al ballottaggio, basti a garantire la governabilità.