Visualizzazione post con etichetta sistema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sistema. Mostra tutti i post

venerdì 9 dicembre 2016

Crisi (di governo) senza fine. Pronti al voto senza certezze?

Come si esce da una crisi di governo? Con i numeri parlamentari che garantiscano la formazione di un nuovo esecutivo o con il ritorno alle urne. In questo caso specifico, a seguito della dimissioni di Matteo Renzi c’è un secondo fattore: che ci sono due leggi elettorali diverse per eleggere due rami del Parlamento fondamentalmente identici e che differiscono tra loro solo per elettorato attivo e passivo. 

Allora come si esce da questa crisi di governo? Sempre allo stesso modo: o con una maggioranza parlamentare che possa sostenere un nuovo esecutivo o con il ritorno alle urne che non è detto corrisponda alla definizione di una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Tradotto servirebbe una modifica alla normativa elettorale attraverso un esecutivo di scopo, che punti ad uniformare le due normative vigenti (Italicum per la Camera, Consultellum per il Senato), ma su tutto ciò pende una sentenza della Consulta che non arriverà prima del 24 gennaio.

La domanda da porre allora diventerebbe: ci sono i numeri in Parlamento per sostenere un nuovo governo? Tecnicamente dovremmo pensare (perché sappiamo che in politica tutto può essere messo in discussione), che un reincarico al premier uscente, per il così detto Renzi bis, garantirebbe la formazione di un esecutivo con una maggioranza analoga se non identica, a quella che abbiamo conosciuto finora. Il problema è che difficilmente Renzi accetti di guidare un esecutivo di scopo. Allo stesso tempo, il premier dimissionario si sente troppo debole per formare un governo che arrivi a fine legislatura. Tradotto è difficile possa accettare un nuovo incarico in questa fase.

giovedì 7 luglio 2016

Call SISE 2016


Domani sarò presente con un mio intervento "Presunti vincitori: come il sistema politico vira verso il pluripolarismo" al Seminario SISE post-elettorale sulle elezioni amministrative dello scorso giugno.

Il seminario si svolgerà a Roma (Dipartimento Scienze politiche - Università Roma Tre) dalle 10 alle 17.

Una doppia emozione se si considera che si svolge nella stessa facoltà nella quale mi sono laureato.




martedì 1 marzo 2016

Gli effetti dell'Italicum sul Sistema Politico

diSimone Nardone



Abbiamo visto cosa ha combinato il Porcellum, tutti abbiamo conosciuto i limiti del Mattarellum e adesso ci domandiamo cosa accadrà con l’Italicum.

Nel mio libro “Dal Porcellum alla Terza Repubblica” (Streetlib 2015) viene affrontata un’accurata analisi storico-politico-elettorale su ciò che il sistema elettorale del 2005 ha prodotto, influenzando comportamento degli elettori, strategie dei partiti e composizione delle maggioranze parlamentari. Ma cosa accadrà con l’Italicum? Quali sono i dubbi di applicabilità al sistema politico e partitico italiano?

Primo dato: il sistema elettorale che vede come genitori politici il premier Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi produrrà una maggioranza elettorale, sicuramente solo sulla carta. Mi spiego. Il sistema elettorale che, per i meno informati, nient’altro è che un meccanismo che trasforma in seggi i voti degli elettori, produrrà una maggioranza, attraverso l’attribuzione di un premio che verrà assegnato (o al primo o al secondo turno) alla lista che vince. Una maggioranza stabile, il 55% dei seggi alla Camera, che non dovrà controbilanciare una presunta maggioranza più esigua in Senato, in quanto questo, non dovrebbe essere più elettivo.

Per leggere l'articolo integrale su Formiche.net cliccare sul seguente link: http://formiche.net/2016/02/28/limpatto-dellitalicum-sul-sistema-politico/
 

martedì 8 dicembre 2015

Francia, il sistema che diventa tripolare

Fino a ieri ero convinto che l’unico sistema partitico malato fosse quello italiano. Ma evidentemente la constatazione di diversi politologi che analizzano da qualche decennio la fluidità dei partiti e la scarsa radicalizzazione sociale, colpisce non solo il precario assetto istituzionale italiano, ma anche il più strutturato sistema francese.

Tutti sono rimasti sconvolti dello tsunami Le Pen, come se non fosse annunciato.

lunedì 28 ottobre 2013

Il Punto - 28/10/2013

Sono seccato dal dibattito mediatico e politico sulla riforma elettorale. C’è chi vuole preservare il Porcellum, chi dice “mai più con il proporzionale”, chi è apertamente per il maggioritario, chi preme per una riforma tanto per modificare quella attuale, salvo poi stigmatizzare che non è importante sia fatta bene; della serie “peggio di questa è difficile”. E ci può anche stare. Ma si può mai tornare al maggioritario? Si può mai fare l’ennesima inversione a U, rivoluzionare nuovamente il panorama politico e il sistema partitico? Roba da addetti ai lavori? Probabilmente sì, ma siccome si tratta di “una regola del gioco” e le regole di solito interessano tutti, sarebbe il caso ce ne interessassimo un po’ tutti