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mercoledì 10 marzo 2021

Legge Stazzema, il sindaco di Fondi risponde all’appello e invita a firmare

 h24notizie.com


Il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto ha firmato per promuovere la legge di iniziativa popolare promossa dal primo cittadino di Stazzema.

Solo nelle scorse ore l’associazione di promozione sociale Pata Pata, insieme ad altre sigle associative e politiche avevano rivolto a Maschietto una lettera per chiedere di sottoscrivere la raccolta firme finalizzata ad una proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e la vendita di oggetti con simboli fascisti e nazisti.

mercoledì 25 gennaio 2017

Cos'è? - Norma

NORMA

La norma (giuridica) è una disposizione di legge. Un atto o un comportamento che noi riconosciamo come generalmente riconosciuta. Ciò non sempre significa che tendiamo a rispettarla, a contestarla o a convincerci che sia “giusta”. Effettivamente anche i peggiori regimi avevano leggi e norme, non tutte condivisibili. La verità è che noi, con il nostro universo interiore, le nostre convinzioni e il nostro essere, tendiamo a concorrere sulla funzione legislativa. Per questo decidiamo deliberatamente di non rispettare dei precetti. Curioso come tutti, persino i moralisti, anche inconsapevolmente, tendiamo a non rispettare delle norme.

venerdì 9 dicembre 2016

Crisi (di governo) senza fine. Pronti al voto senza certezze?

Come si esce da una crisi di governo? Con i numeri parlamentari che garantiscano la formazione di un nuovo esecutivo o con il ritorno alle urne. In questo caso specifico, a seguito della dimissioni di Matteo Renzi c’è un secondo fattore: che ci sono due leggi elettorali diverse per eleggere due rami del Parlamento fondamentalmente identici e che differiscono tra loro solo per elettorato attivo e passivo. 

Allora come si esce da questa crisi di governo? Sempre allo stesso modo: o con una maggioranza parlamentare che possa sostenere un nuovo esecutivo o con il ritorno alle urne che non è detto corrisponda alla definizione di una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Tradotto servirebbe una modifica alla normativa elettorale attraverso un esecutivo di scopo, che punti ad uniformare le due normative vigenti (Italicum per la Camera, Consultellum per il Senato), ma su tutto ciò pende una sentenza della Consulta che non arriverà prima del 24 gennaio.

La domanda da porre allora diventerebbe: ci sono i numeri in Parlamento per sostenere un nuovo governo? Tecnicamente dovremmo pensare (perché sappiamo che in politica tutto può essere messo in discussione), che un reincarico al premier uscente, per il così detto Renzi bis, garantirebbe la formazione di un esecutivo con una maggioranza analoga se non identica, a quella che abbiamo conosciuto finora. Il problema è che difficilmente Renzi accetti di guidare un esecutivo di scopo. Allo stesso tempo, il premier dimissionario si sente troppo debole per formare un governo che arrivi a fine legislatura. Tradotto è difficile possa accettare un nuovo incarico in questa fase.

mercoledì 6 novembre 2013

L. Elettorale, cambiarla? No, modificarla

www.26lettere.it

4 novembre 2013

In un periodo in cui il tema della riforma elettorale è tornato di moda se ne sentono di tutti i colori. In questo contesto la polemica è tra chi vuole un sistema più maggioritario, e chi invece preservando la premessa della governabilità tra gli obiettivi, lavora ad individuare un sistema proporzionale capace di consolidare un sistema politico già in precarie condizioni.

In pochi, però, pensano ad una modifica della legge 270 del 2005, che per ovvi motivi di semplicità chiameremo proposta di legge 270 bis. Questo innanzi tutto, perché anche migliorando sostanzialmente la legge elettorale vigente, difficilmente si riuscirebbe a togliere di dosso all’attuale sistema elettorale il vestito del Porcellum. Eppure l’idea con cui si dovrebbe ragionare è proprio quella di non demonizzare il sistema elettorale vigente, ma lavorare per poterlo migliorare e garantire un'applicazione più dignitosa di quelle del 2006 e del 2013.

Pertanto sulla base della proposta di legge 270 del 2005, si è provveduto a lavorare per improntare un ipotetico sistema capace di migliorarsi. Anche perché è da dare atto al Porcellum che comunque nel corso delle sue tre esperienze elettorali ha prodotto dei risultati. Risultati che in molti non considerano proprio sulla base di altri effetti ipotetici o certi che la stessa legge 270 ha creato parallelamente a quanto appena affermato. Malgrado ciò bisogna sostanzialmente ammettere che quando dalle urne escono dei risultati elettorali definibili come “casi limite”, come quelli emersi nel 2006 e nel 2013, è difficile pensare di costruire un sistema elettorale in grado di definire “per forza” una maggioranza all’indomani del voto.

Pertanto una modifica di un sistema proporzionale – andando comunque a ritoccare quei correttivi come premi di maggioranze e sbarramenti - forse avrebbe cambiato, senza stravolgere i risultati, gli equilibri e le maggioranze. Il condizionale è d’obbligo, ma una lente d’ingrandimento su tutto questo ce l’abbiamo grazie alla simulazione sulle elezioni 2006, 2008 e 2013 con la legge 270 bis.

Il risultato, come si può osservare dall’analisi completa, è semplicemente speculare alle esperienze elettorali degli ultimi sette anni, ma il dubbio su come si sarebbero comportati partiti, coalizioni e elettori è lasciato all’ipotesi fantasiosa di esperti e lettori o della supposizione azzardata della ricerca stessa.

*riproduzione riservata*

mercoledì 30 ottobre 2013

"Legge 270 bis" - Proposta di modifica della normativa elettorale

Si è tornato a parlare in modo dirompente di riforma elettorale.
Senza entrare nei dettagli di posizioni politiche e partitiche tra chi vuole un sistema più maggioritario, preservando la premessa della governabilità tra gli obiettivi, e chi invece, lavora ad individuare un sistema proporzionale capace di consolidare un sistema politico già in precarie condizioni, non potevo non prendere posizione. 
L'idea di massima è di non demonizzare il sistema elettorale vigente, ma lavorare per poterlo migliorare e garantire un'applicazione più dignitosa di quelle del 2006 e del 2013.
Pertanto sulla base della legge 270 del 2005, si è provveduto a lavorare per improntare un sistema capace di migliorarsi.


Un sistema, però non è pienamente valutabile fin quando non è applicabile. Siccome non abbiamo la possibilità di applicarlo ad elezioni da svolgere, ci siamo limitati a simulare i risultati che avrebbe prodotto nelle elezioni 2006, 2008 e 2013.


Per farsi un'idea completa su ciò di cui stiamo parlando si invitano i lettori a leggere i due documenti citati.

domenica 6 ottobre 2013

Il Punto - 06/20/2013

Leggi, purtroppo o per fortuna, vanno rispettate in tal caso applicate anche quando sono assurde. Come è assurdo indagare i superstiti di una tragedia per reato di immigrazione clandestina. Ma non si può non accusare una legge vergognosa come questa. L’Europa deve prendere una posizione chiara, limpida e possibilmente anche severa. Ma la severità non può imporre la vergogna di una legge, la “Bossi-Fini” che mai come nella tragedia di Lampedusa mostra tutti i suoi limiti. Nessuno probabilmente ha la ricetta della legge “giusta”, ma il popolo ha il diritto di protestare, la magistratura di operare e allo stesso tempo di farlo notare e la politica di trovare le soluzioni. In poche parole serve un paese che funzioni normalmente, in contenitore Europa che si comporti di conseguenza.  

sabato 22 ottobre 2011

Turismo, Bruno Fiore contro assessore Zappalà

21/10/11 - Il capogruppo del Pd fondano critica l'amministratore regionale dopo i 'dubbi' espressi dal Governo 



Secondo il consigliere comunale del Pd di Fondi Bruno Fiore “cresce l’incertezza nel settore del turismo all’area aperta”. Tale dichiarazione non arriva in modo casuale, ma a causa di una messa in discussione della stessa legge da parte del governo italiano. “Il Governo ‘amico’ Berlusconi mette in discussione la legittimità della Legge Zappalà con una impugnativa davanti alla Corte Costituzionale. L’Assessore al Turismo della Regione Lazio Stefano Zappalà – spiega Fiore nella nota – aveva annunciato in pompa magna l’approvazione della sua legge ‘salva campeggi’ ma, evidentemente, non aveva fatt i conti con il fuoco amico del suo Governo nazionale che la boccia ritenendola incostituzionale là dove eccepisce che qualsiasi struttura edilizia ancorata al suolo debba considerarsi un mutamento dello stato dei luoghi e del profilo ambientale degli stessi. Ora, secondo quanto affermato dal capogruppo democratico in consiglio comunale l’intero settore tornerà nella totale incertezza, come tutte le aziende campeggistiche. “Anche a Fondi – secondo Fiore – nonostante la delibera di consiglio comunale di ‘perimetrazione delle aree campeggistiche’ ora la situazione diventa più preoccupante, non solo per quelle aziende già toccate dai provvedimenti di sequestro da parte della Magistratura ma anche per tutte le altre”.
S.N.