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mercoledì 28 aprile 2021

Le élite a caccia di potere, la Superlega è un avvertimento?

www.obiettivocomunefondi.com

Rubrica - Post-It



Quando gli interessi di pochi minano la stabilità di un sistema, si è di fronte ad una rivoluzione oligarchica 

All’inizio della pandemia ci eravamo chiesti se i sistemi di potere avessero retto allo tsunami sanitario prima ed economico e sociale poi. Il mondo del calcio ci ha dato una prima risposta.
Quanto accaduto negli scorsi giorni è ormai di dominio pubblico, tutti sanno del progetto lanciato, e precipitato (per il momento) rispondente al nome di Superlega. Un vero tentativo, da parte di 12 club di calcio di tre Paesi europei, di cambiare le carte in tavola e di gestire in autonomia un torneo continentale.

mercoledì 18 marzo 2020

Siamo chiamati alla responsabilità prima dell’obbedienza

obiettivocomunefondi.com - post-it

Smettiamola con questa smania di sicurezza, o meglio, vivetela nella responsabilità. È antipatica per tutti questa situazione, lo stare in casa in modo obbligato, il non poter godere del principio di libertà tanto caro a tutte le democrazie liberali e che tutti riteniamo, evidentemente, caposaldo imprescindibile della nostra vita sociale. Peccato – o per fortuna – che le nostre Istituzioni ci abbiano ricordato come alcuni principi in certi momenti valgono più di altri, e garantire l’assistenza sanitaria ai nostri concittadini è talmente sacrosanto che possiamo essere anche posti “ai domiciliari” – seppur non agli arresti – per qualche tempo.
Qui non conta il tempo – che sarà da valutare man mano che passano i giorni – né tanto meno il motivo, che conosciamo tutti e sappiamo essere sintetizzabile in quel nemico invisibile che si trasferisce da persona a persona. Qui conta la nostra prontezza nell’affrontare una crisi. una prontezza che finora non c’è stata, almeno pienamente.

lunedì 25 febbraio 2019

Un sogno che si chiama Casa della Cultura

In Post-In su Obiettivo Comune

23 febbraio 2019

di Simone Nardone

Articolo apparso sul “Gazzettino della Piana” il 30 febbraio duemilamai 
Lunedì 31 febbraio del duemilamai la cultura conquista Fondi. Apre presso il nuovo palazzo San Rocco, dove un tempo sorgeva l’omonima chiesa – e dove per anni sono sopravvissuti solo dei ruderi romani – la Casa della Cultura. Gli spazi, saranno gestiti dalle associazioni culturali del posto e le principali aule sono dedicate agli illustri concittadini locali che si sono distinti nei propri ambiti. Oltre a Dan Danino Di Sarra, Domenico Purificato, Giuseppe De Santis e Libero De Libero – i cui volti splendono in una scultura che sorge nell’adiacente e centralissima piazza Unità d’Italia – sono stati ricordati anche Nino Canale, Gaetano Carnevale, Geremia Iudicone, Ettore Capasso e Egidio Daniele, cercando, in tal modo, di rendere onore alla loro ‘fondanità’.

I cittadini, attraverso un’iniziativa popolare, poi trasformatasi in petizione e in incontri aperti, hanno partecipato al progetto e alla stesura del regolamento. Superate le perplessità iniziali per i costi di realizzazione e gestione, l’intera comunità ha compreso che “con la cultura non si mangia” non è altro che uno stereotipo e che Fondi ha il diritto e il dovere di rincorrere periodi storici come quello vissuto ai tempi di Giulia Gonzaga, quando la cittadina della Piana era considerata la “piccola Atene”.

mercoledì 11 luglio 2018

Riportiamo la Politica in piazza

pubblicato in POST-IT

di Simone Nardone

Nell’epoca in cui il dibattito politico si è trasferito sui social e in cui sta prendendo sempre più piede la figura dell’influenzer, evoluzione del “tuttologo del web”, c’è davvero bisogno di confrontarsi in un’arena pubblica che ricordi addirittura la tradizione classica.
C’è un incredibile bisogno di confrontarsi sui temi, di entrarci dentro capendo, o almeno rispettando, il pensiero altrui. C’è un profondo bisogno di dire la propria – e questo non può che essere un bene, è il sale della libertà e della democrazia – ma c’è altrettanta necessità di non nascondersi dietro pensieri approssimativi, conclusioni affrettate.

domenica 27 maggio 2018

Moriremo tutti berlusconiani

Pubblicato in POST-IT

di Simone Nardone

In una vita fa, dopo l’epoca del compromesso storico e a seguito della nascita del pentapartito, si iniziò a diffondere il detto “non moriremo tutti democristiani”. In realtà, la DC è morta già da oltre un ventennio, ma le egemonie politiche del pensiero e della forza democristiana, continuano a vivere ed influenzare il sistema partitico italiano, anche in un momento unico e a tratti spiazzante, come quello attuale. C’è una teoria molto accreditata nella sociologia politica, che spiega come il popolo abbia una memoria talmente corta, che tende a non rivotare l’ultimo partito in carica, dimenticandosi di chi l’abbia preceduto. Una memoria che tende a riaccreditare molti esponenti politici e altrettanti partiti. Teoria accredita dal fatto che dal 1994 ad oggi non c’è mai stata una riconferma elettorale e che passa dall’ideologizzazione di un leader quasi fosse un mito,  dividendo la società in berlusconiani e antiberlusconiani.
Oggi, mentre erroneamente si parla di Terza Repubblica, Berlusconi viene giudiziariamente e politicamente riaccreditato, e, una parte dei suoi nemici storici che provengono dalla tradizione post comunista – e  non solo – potrebbero vedere in questo, non un intensificarsi del numero di nemici sul campo, ma un possibile interlocutore dall’altra parte della staccionata. Sembra quasi si sia venuta a creare una nuova “frattura”storica difficile da individuare, ma che affonda le radici nell’euroscetticismo e nell’anti-establishment. L’Europa è, o potrebbe essere, una frattura politica italiana, che se da una parte fa incontrare Lega e Cinque Stelle, dall’altra non è escluso avvicini Partito Democratico e Forza Italia.

domenica 11 marzo 2018

Nessuna maggioranza, bentornata Prima Repubblica

Pubblicato in POST-IT

di Simone Nardone

Lo scorso fine settimana si è attivata la macchina democratica del nostro Paese. Con non poche difficoltà e qualche novità ingarbugliata, si sono recati ai seggi quasi il 73% degli aventi diritto, dato simile seppur in calo (poco più del 2%), rispetto alle Politiche del 2013. Il 4 marzo si è registrata la percentuale di affluenza più bassa della storia per le massime elezioni in Italia.

Come sancito dalla Costituzione abbiamo votato per eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento e per esprimere (indirettamente) lo nostra visione sul futuro governo del Paese. Ovviamente – ma questo è dato per scontato che tutti lo sappiano – non abbiamo di certo votato il Presidente del Consiglio, che è espressione di una maggioranza parlamentare ed è nominato dal Presidente della Repubblica.

Detto ciò, ci troviamo in una situazione strana, dove ci sono partiti che esultano per aver “vinto”, altri che cercano di capire perché hanno perso e una situazione istituzionale più unica che rara, perché per la prima volta dall’avvento della Seconda Repubblica, viviamo una crisi politica e di governo già all’indomani del voto. Anche nel 2013 ci trovavamo in una situazione analoga, ma allora una maggioranza (per via del diverso meccanismo elettorale), alla Camera c’era, ma era monca per via della questione numerica al Senato. Questa volta no, né alla Camera, né al Senato ci sono i numeri. Eppure c’è chi esulta, addirittura chi parla dell’avvio della Terza Repubblica. Un cambiamento, non si capisce quale, sembra a portata di mano; dalle urne sono uscite sicuramente bocciate le forze protagoniste dell’ultimo governo. Ma, vedendo i primi atteggiamenti post voto, potremmo rimpiangere la cooperazione politico-istituzionale della tanto vituperata Prima Repubblica.

lunedì 5 febbraio 2018

Occhio ai sondaggi, ricordando che non sono voti

Pubblicato in POST-IT

di Simone Nardone

Come accade prima di ogni tornata elettorale, anche in questo periodo, a farla da padrone sono i sondaggi. C’è il consueto partito in crescita, quello in calo, la coalizione che vola verso il premio di maggioranza e lo schieramento che deve superare lo sbarramento per riuscire ad entrare in Parlamento. Questa volta, però, in chiave elezioni Politiche, si somma anche la questione dei collegi uninominali. Ma bisogna ricordare, come se ce ne fosse ancora bisogno, che non sempre i sondaggi si trasformano in modo speculare in seggi.

In realtà, nel recente passato, abbiamo osservato come queste analisi hanno spesso “tradito” le attese, notando come all’indomani dello spoglio, il risultato emerso dalle urne non sempre è stato simile a quello disegnato dalle agenzie di ricerca. Il consiglio è di stare attenti e di prendere i numeri dei sondaggi con le pinze. Il consiglio va rivolto agli elettori, che per curiosità è giusto che consultino questi strumenti senza lasciarsi da essi influenzare. Ma va rivolto anche a dirigenti di partito e strateghi di campagne elettorali. Perché? Perché mai come in questa tornata troppi meccanismi vanno ad inserirsi nella psicologia elettorale.

sabato 30 dicembre 2017

La Costituzione Italiana, un sogno lungo settantant’anni

pubblicato in POST-IT

di Simone Nardone

Per la nostra generazione di trentenni, nati un battito di ciglia prima del crollo dell’Unione Sovietica, non può sapere quali erano le sensazioni, l’effetto e la concretezza di un senso di Stato, di Paese, che settanta anni fa provava a riconoscersi tale e che tentava di venire fuori attraverso un documento che entrava in vigore il 1 gennaio 1948: la Costituzione della Repubblica Italiana.

Quel fantastico scritto ha dei numeri, tanti, il più importante quello degli articoli; ma soprattutto ha un nome. Come tutti sanno si tratta di un documento intenso, profondo, frutto di un compromesso politico e umano che, forse, non si è mai più visto nel nostro Paese. La Carta è, con ogni probabilità, l’unica legge del nostro ordinamento giuridico di cui conosciamo, anche se in modo superficiale, almeno qualche frase o una serie di parole messe in fila. Eppure è da sempre così amata, da un lato, e odiata, dall’altro. Politica, istituzioni, gruppi di pressione e semplici cittadini l’hanno difesa e provata a modificare senza sosta e con pochi risultati per settant’anni. “Toccarla” è sempre qualcosa che ci scuote nell’animo, perché quel documento è uno dei pochi che ci fa percorrere il brivido di sentirci parte di qualcosa. Bisogna precisare che ogni proposta, o modifica effettuata alla Costituzione è stata sempre inerente alla Parte Seconda, quella della struttura e del funzionamento delle istituzioni. Nessuno ha mai pensato di andare a ridisegnare quella sensibilità che mostrano i 12 articoli fondamentali o l’umanità che si evidenzia nella Parte Prima, quella dei diritti e doveri del cittadino.

lunedì 4 dicembre 2017

Pluralità, analisi e proposte: Post-It, una piattaforma di Cultura Politica

pubblicato in POST-IT

Gianmarco di Manno e Simone Nardone

Creare dibattito e dare a tutti la possibilità di esprimersi. Quando Obiettivo Comune è nata, ormai tre anni e mezzo fa, queste erano alcune – probabilmente le più importanti – linee guida che ci siamo dati. Uno scopo che abbiamo tenuto presente e abbiamo perseguito in ogni nostra singola iniziativa e che oggi vogliamo rilanciare. Con queste premesse nasce Post-It, uno spazio web di Cultura Politica, una proiezione in rete del nostro impegno di fare comunità, confronto.

Inizialmente, non è stato semplice, far comprendere le nostre finalità non politiche ed elettorali, ma bensì di Cultura Politica e cittadinanza attiva. Qualcuno ci aveva immaginato come progetto elettorale di qualche consigliere comunale, ma noi abbiamo risposto con un trasparente e partecipato confronto tra i vari candidati a sindaco della nostra città. Siamo stati definiti utopici sognatori, al che abbiamo attivato un fermento non trascurabile tra scuole, operatori, istituzioni e cittadini sul tema del turismo, lasciando al territorio una testimonianza scritta di ciò che si potrebbe fare. Abbiamo organizzato dei focus sulla normativa elettorale, sulla Costituzione, sulla storia dei partiti. Abbiamo incontrato molte persone e insistito su tante battaglie, come quella degli scrutatori disoccupati.uno scatto dell’assemblea di giugno 2017.