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lunedì 3 agosto 2026

Dal mare alla musica, il Parco Riviera di Ulisse continua a emozionare

COMUNICATO STAMPA


La bellezza di un territorio si misura anche dalla capacità di essere vissuto in modi diversi. C'è chi sceglie il mare, chi il silenzio di un sentiero, chi un concerto tra le rovine romane o uno spettacolo sotto le stelle. È proprio questa la filosofia che continua a caratterizzare il cartellone estivo del Parco Regionale Riviera di Ulisse, capace, settimana dopo settimana, di trasformare il patrimonio naturale e culturale dell'area protetta in un'esperienza condivisa da centinaia di persone.

Gli ultimi appuntamenti ne sono stati la conferma.

La veleggiata al chiaro di luna nel Golfo di Gaeta, andata in scena giovedì sera nelle acque di Vindicio, ha regalato ai partecipanti un'esperienza difficilmente descrivibile a parole. Le vele spiegate, il vento leggero, il mare calmo e la luna a fare da cornice hanno trasformato una semplice uscita in barca in un viaggio emozionale tra natura e silenzio. Un'iniziativa che ha riscosso grande apprezzamento e che il Parco è già al lavoro per riproporre, permettendo a un numero sempre maggiore di persone di vivere uno dei volti più suggestivi del Golfo di Gaeta.

Grande partecipazione anche per il concerto "Sea Crête", inserito nella XXII edizione del JazzFlirt Festival, che venerdì sera ha trasformato il Porticciolo Romano di Gianola in un autentico teatro naturale affacciato sul mare. Le note del sax di Domenico Vellucci e della tromba di Vittorio Iavarone hanno accompagnato il pubblico in un percorso musicale immerso nella storia millenaria del sito archeologico, dimostrando ancora una volta quanto luoghi di straordinario valore storico e ambientale possano diventare scenari ideali per eventi culturali di qualità.

lunedì 14 agosto 2023

Il sogno Jannik Sinner e quel tennis che a Toronto ci ha fatto sognare


Jannik Sinner ha vinto il Master 1000 di Toronto in Canada
. A un soffio dai 22 anni (li compie il 16 agosto), colui che era una grande speranza del tennis italiano si conferma una realtà.

Quando accade qualcosa di grosso, sportivamente parlando, ci se ne rende conto perché ne parlano anche i media che non danno tanto "peso" a cose, tipo un tizio con una racchetta in mano che corre per ore appresso ad una pallina gialla, o che in prima pagina dei quotidiani di area, quella notizia trova spazio tra quelle del calcio.

lunedì 27 gennaio 2020

Il tempo

 

Il tempo è un l'antidoto ai dispiaceri e il nemico dei bei ricordi. È lo spazio nel quale elaboriamo le emozioni forti. 

Il tempo è quel luogo che ci aiuto a volte a cambiare la prospettiva, a volte facendoci vedere qualcosa che non avevamo colto, altre ingannandoci profondamente.

La verità, però, è che la storia seppur letta nel futuro si scrive nel presente e per quanto il tempo possa operare, non può cambiare i fatti, ma solo le sensazioni.

"Il tempo trasforma, non cambia la storia" - Simone Nardone


venerdì 1 novembre 2019

Berrettini fa la storia, è alle Atp Finals


Troppo facile dire "ve l'avevo detto", ma per chi segue uno sport, bilanciare tra l'entusiasmo del commento di un appassionato, e l'oggettività di un grande risultato è davvero difficile. 


Un italiano, Matteo Berrettini, centra il torneo più prestigioso, quello che significa essere diventato uno che conta in giro per il mondo. 

Dopo 41 anni, un italiano va alle Atp Finals di Londra. Una notizia che da sola fa storia

Che giocatore, e che emozioni Matteo, capo delegazione di una pattuglia di italiani del tennis che dimostrano come sempre più questo sport sta crescendo.

Un sogno che si avvera non solo per lui, ma un po' per tutto un Paese di appassionati, senza considerare, che quel torneo (dei migliori otto al mondo), tra due anni ce lo abbiamo in casa nostra, a Torino.


lunedì 25 febbraio 2019

Un sogno che si chiama Casa della Cultura

In Post-In su Obiettivo Comune

23 febbraio 2019

di Simone Nardone

Articolo apparso sul “Gazzettino della Piana” il 30 febbraio duemilamai 
Lunedì 31 febbraio del duemilamai la cultura conquista Fondi. Apre presso il nuovo palazzo San Rocco, dove un tempo sorgeva l’omonima chiesa – e dove per anni sono sopravvissuti solo dei ruderi romani – la Casa della Cultura. Gli spazi, saranno gestiti dalle associazioni culturali del posto e le principali aule sono dedicate agli illustri concittadini locali che si sono distinti nei propri ambiti. Oltre a Dan Danino Di Sarra, Domenico Purificato, Giuseppe De Santis e Libero De Libero – i cui volti splendono in una scultura che sorge nell’adiacente e centralissima piazza Unità d’Italia – sono stati ricordati anche Nino Canale, Gaetano Carnevale, Geremia Iudicone, Ettore Capasso e Egidio Daniele, cercando, in tal modo, di rendere onore alla loro ‘fondanità’.

I cittadini, attraverso un’iniziativa popolare, poi trasformatasi in petizione e in incontri aperti, hanno partecipato al progetto e alla stesura del regolamento. Superate le perplessità iniziali per i costi di realizzazione e gestione, l’intera comunità ha compreso che “con la cultura non si mangia” non è altro che uno stereotipo e che Fondi ha il diritto e il dovere di rincorrere periodi storici come quello vissuto ai tempi di Giulia Gonzaga, quando la cittadina della Piana era considerata la “piccola Atene”.

venerdì 13 aprile 2018

HC Fondi, una storia di sport, passione e amicizia

Onorato di aver contribuito - insieme al collega e amico Francesco Carnevale - a ripercorrere, recuperare e raccontare, un pezzo di storia della nostra città, attraverso i 50 anni dell' HC Fondi

La presentazione del volume, domenica 22 aprile alle ore 18,30 presso la sala conferenze del Castello di Fondi.

giovedì 8 febbraio 2018

Cos'è? - Storia

Una memoria, un ricordo scritto. Una trascrizione di qualcosa accaduto. Il rivivere attraverso una testimonianza un pezzo dell'esistenza impersonale del genere umano, del nostro pianeta; di ciò che è conosciuto. Non una materia, seppur troppo spesso servita a porzione. La storia è un diritto di conoscenza, un dovere verso i posteri, una responsabilità verso i contemporanei, un vaccino verso gli errori. La storia ha un potere; a volte viene strumentalizzata, altre dimenticata, raramente rivisitata. Rappresenta un frammento di ciò che siamo stati, un assaggio di quel che saremo.

sabato 26 agosto 2017

"Elisir" ancora in spiaggia, al Knulp

Altra presentazione in spiaggia sul litorale di Fondi, per il romanzo “Elisir” di Simone Nardone. Dopo la riuscitissima serata tra letteratura e cinema allo stabilimento “Chalet”, lunedì 28 agosto, a partire dalle 19,00 serata musicale e letteraria al “Knulp in spiaggia”.

L’evento riguardante l’ultima fatica del trentenne fondano, si svolgerà nel mentre dell’esibizione del gruppo Quizás. La serata verrà aperta dalla band composta da: Antonietta Caporiccio (Voce), Ilenia De Meo (Violino), Luigi Teseo (Chitarra), Michele Catena (Percussioni e Voce) e Sandro Sposito (Chitarra). Sarà poi la volta del momento letterario che vedrà intervenire anche Gianmarco di Manno che colloquierà con l’autore di “Elisir”. Poi ancora musica.

lunedì 19 giugno 2017

Nardone presenta "Elisir"

Si è svolta sabato sera nella cornice del Castello Caetani di Fondi la presentazione del primo romanzo di Simone Nardone “Elisir”, organizzata dall’Associazione Amici per la Cultura, con la collaborazione dell’associazione Libero De Libero, di Obiettivo Comune e grazie al patrocinio del Comune di Fondi e del Sistema Bibliotecario del Sud Pontino.

Dopo i saluti istituzionali del vice sindaco con delega alla Cultura e al Turismo Beniamino Maschietto e di Fabrizio Macaro per il Sistema bibliotecario, hanno preso la parola i diversi relatori.

venerdì 16 settembre 2016

Storia della Repubblica, Storia dei Partiti

COMUNICATO STAMPA

L’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune esprime soddisfazione per la presentazione del volume “I Partiti della Repubblica. Storie di idee e uomini dal 1946 al 2016”, realizzato da un gruppo di soci e simpatizzanti.

L’evento dello scorso 9 settembre, patrocinato dal Comune di Fondi e del Sistema Bibliotecario del Sud Pontino, si è tenuto a Fondi nella splendida cornice della Sala Lizzani, all’interno del Complesso San Domenico ed è stato condotto dal segretario dell’AssociAzione Gianmarco di Manno. 

Vito Saracino, giovane ricercatore della Fondazione Gramsci di Puglia ha presentato un’analisi approfondita sul ruolo dei partiti politici nei primi settant’anni della Repubblica, ponendo la lente di ingrandimento sui concetti di idee e leadership, che a suo avviso rappresentano le caratteristiche dei partiti stessi nella “Prima” e nella “Seconda” Repubblica. 

venerdì 9 gennaio 2015

Aforismi: La storia

Ogni volta che si rincorrono eventi tragici in giro per il mondo mi torna in mente uno dei miei aforismi più datati. 
"La storia non si ripete, ha solo dei tragici punti in comune"
Un corso e ricorso storico, un dato di fatto e allo stesso tempo un fattore emotivo che accomuna le varie tragedie dell'umanità. Che sia una calamità naturale, una guerra, un atto di terrorismo, la verità è una sola: che dopo tutto non è vero che la storia si ripete, perché tutti gli attori storici, tentano di mettere sempre la propria firma. Al contrario, i punti in comune, le similitudini tra vari "fatti" è quasi inquietante per quanto questi si somiglino tragicamente l'un l'altro.

"La storia non si ripete, ha solo dei tragici punti in comune" Simone Nardone

domenica 29 settembre 2013

La storia lo giudicherà

Pubblicato su www.26lettere.it
Scritto da Simone Nardone   
Martedì 07 Maggio 2013 
Cinquant’anni di storia politica del nostro paese. In una frase è così che può essere sintetizzato Giulio Andreotti, e forse è come si sarebbe definito anche lui.

Belzebù, il divo, o zio Giulio, poco importa come veniva chiamato, vagamente diversa è la questione della sua fama. Una fama fatta di luci ed ombre. Di un processo per mafia chiuso con la prescrizione, di un uomo che è stato il bello e il cattivo tempo dal dopoguerra alla fine della Prima Repubblica. Non solo cinquant’anni di potere, perché i numeri sono davvero rilevanti, e sono quelli di7 volte Presidente del Consiglio, 19 volte ministro e sempre alto dirigente della Democrazia Cristiana.

Stimato e apprezzato all’estero, sempre amato e odiato in patria. 94 anni di vita in primo piano, nello scacchiere che conta. Bella una sua intervista di qualche anno fa, in cui spiegava che alle superiori i suoi voti non erano eccellenti, ma di come all’università aveva capito che per diventare qualcuno bisognava studiare.
Celebri, le sue citazioni, la più famosa sicuramente quella che rappresentava anche il suo cinismo politico e il senso dell’ultimo grande statista che il nostro panorama politico ci ha regalato: “Il potere logora chi non ce l’ha”. E di fatto, lui che di potere ne aveva avuto, non si era così logorato, non agli occhi del mondo. Le ombre sull’uccisione del giornalista Pecorelli, assassinato dalla mafia, con le ombre della lunga mano del politico centrista hanno tenuto banco per anni sulla cronaca giudiziaria nazionale. Ma il celebre Giulio non ha mai esitato a rispondere cosi: “Se dovessi morire tra un minuto, so che non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, ne’ della mafia. Di altre cose sì, ma su questo ho le carte in regola”.

Le polemiche non si sono placate neppure nei secondi immediatamente successivi alla scomparsa dell’ex premier. I social network hanno ironizzato e demonizzato a tratti la figura di per sé abbastanza controversa del politico italiano, al Senato non si è riuscita neppure a fare la commemorazione, mentre in consiglio regionale in Lombardia, la scelta silenziosa dell’uscita dall’aula di Umberto Ambrosoli, figlio del celebre Giorgio, assassinato nel ’79, accusato dallo stesso Andreotti, di essere uno che “se le andava cercando”, sono una di quelle cose che ti lasciano nel dubbio non della grandezza ma dell’autorità delle istituzioniAnche perché nel bene e nel male Andreotti era il potere.

Manzoni, diceva “ai posteri l’ardua sentenza”, “sarà la storia a giudicarlo”, ha invece detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Forse, più semplicemente a caldo, potremmo constatare con semplice spirito di osservazione, che nella storia, Giulio Andreotti, già c’era prima dell’ultimo respiro. Diverso sarà il giudizio che essa gli riserverà. Più facile, agli occhi del grande pubblico, che tutto rimarrà coperto per sempre da luci ed ombre, così come è stata la carriera politica e la vita del “divo”, che come messo in evidenza nel film di Sorrentino, nell’89 formava quasi a sorpresa il suo ultimo governo e nel ’92 entrava a Montecitorio con l’elezione al Colle in tasca, uscendo con la più bruciante sconfitta politica, che di fatto ne segnava il declino.

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