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lunedì 3 febbraio 2020

Sul palco di Italia Viva il sindaco di Minturno Stefanelli – VIDEO

da h24notizie.com

Si è svolta a Roma nel fine settimana la prima assemblea nazionale di Italia Viva, il neo partito di Matteo Renzi.
Oltre all’intervento dell’ex premier, ci sono stati molti esponenti di spicco che hanno preso la parola, insieme ad esponenti locali, invitati a parlare per dare il senso di un partito che parte dal basso.
Tra questi, l’unico pontino sul palco dell’evento politico è stato il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, primo sindaco del comprensorio ad aderire al nuovo soggetto politico.

lunedì 27 gennaio 2020

Nuova adesione ad Italia Viva, da Sezze arriva Bernasconi



da www.h24notizie.com

Nuova adesione ad Italia Viva, da Sezze arriva Bernasconi
L’ex Pd, già vice presidente della Provincia, oggi consigliere comunale a Sezze che qualche mese fa aveva abbandonato il gruppo del Partito Democratico fa il salto verso Italia Viva.

Nei giorni scorsi il primo sindaco pontino aveva aderito al partito di Matteo Renzi e si trattava del primo cittadino di Minturno Gerardo Stefanelli che con un post sui social accoglie la nuova adesione di Giovanni Bernasconi dando il benvenuto.

lunedì 20 gennaio 2020

Italia Viva trova il primo sindaco in provincia, Stefanelli va con Renzi



da www.h24notizie.com

20 gennaio 2020

di Simone Nardone

Italia Viva trova il primo sindaco in provincia, Stefanelli va con Renzi
L’ex esponente Dem e sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, che aveva lasciato la compagine del Partito Democratico con una nota di polemica verso il segretario nazionale e una nota musicale – condividendo un brano di Tommaso Paradiso – ha fatto la sua scelta.

La decisione dello scorso inizio novembre aveva in parte spiazzato, poiché a chiare lettere dal proprio profilo social spiegava: “Preciso con chiarezza che non ho alcuna intenzione di aderire ad altri partiti nazionali” . Ma a quanto riportato da Latina Oggi, il primo cittadino di Minturno deve aver cambiato idea, aderendo ad “Italia Viva”.

venerdì 8 novembre 2019

Stefanelli lascia il Pd sulle note di Tommaso Paradiso: “Non avere paura”



da www.h24notizie.com

8 novembre 2019

di Simone Nardone

Stefanelli lascia il Pd sulle note di Tommaso Paradiso: “Non avere paura”
Un addio, probabilmente meno rumoroso di quello che qualche settimana fa ha sancito l’addio del cantante Tommaso Paradiso al gruppo The Giornalisti. Eppure, casualità del caso, il primo cittadino di Minturno Gerardo Stefanelli ha scelto proprio una sua canzone “Non avere paura”, per spiegare la sua decisione.La canzone allegata da Stefanelli al post su Facebook.



giovedì 19 settembre 2019

“Non capisco le motivazioni di Renzi”, Moscardelli parla di unità del Pd

da www.h24notizie.com

19 settembre 2019

di Simone Nardone

Più di qualcuno si aspettava, sicuramente non una rivoluzione, ma almeno lo spostamento di alcuni assetti politici nel Pd provinciale. Spostamenti, però, che al momento non ci sono.

Vuoi che l’esponente più influente del Pd renziano di Latina sia l’attuale segretario Dem provinciale, vuoi che prima di essere legatissimo a Renzi, l’ex senatore Claudio Moscardelli sia stato un punto di riferimento della corrente “Area Dem” che fa capo al ministro Dario Franceschini – oggi capo delegazione del partito di Zingaretti nel governo con i Cinque Stelle. Ma soprattutto vuoi che la mossa dell’ex premier Matteo Renzi per ora si presenta come una strategia di palazzo, volta a sostare numeri e seggi in seno ai due rami del Parlamento e solo successivamente sui territori. Ma non solo, ci potrebbe anche essere il rischio che la virata al centro dell’ex sindaco di Firenze possa “recuperare” esponenti di Forza Italia (magari anche pontini) in crisi d’identità con una base e troppi vertici che hanno abbandonato la rivoluzione liberale per seguire il nuovo leader di area Matteo Salvini.

mercoledì 26 marzo 2014

Perfezione e assurdità

La situazione politica renzicentrica continua a vivere di alti e bassi. Soprattutto, per dirla come dovrebbe giustamente far notare un osservatore politico, vive a cavallo tra la “perfezione” e “l’assurdità”. In poche parole, siamo alle solite.

Sì, parafrasando la parola “perfezione”, si sottolinea come le accelerate della leadership del premier continuano a scandire i tempi dell’esecutivo. Una tabella di marcia che malgrado qualche giorno di ritardo rispetta, quello che appariva un assurdo crono programma degno della fantasia e dell’illusione del più giovane Presidente del consiglio della storia d’Italia.

mercoledì 26 febbraio 2014

La forma è contenuto

Non si tratta di giudicare se sia l’uomo giusto o il “messia” della politica nostrana. Si tratta di constatare che Matteo Renzi è il più giovane Presidente del Consiglio che l’Italia ha mai avuto, a capo del più piccolo Governo che si è mai visto (si parla di numero di ministri, 16) e con il più alto numero di donne. Osservatori politici e cittadini hanno il dovere di constatare e giudicare sui fatti. Pertanto, da un punto di vista politico è praticamente impossibile giudicare in questo frangente, dove sappiamo a mala mena la linea guida dell’esecutivo e la sua composizione.

Qualcuno potrebbe obiettare, come in realtà è stato fatto da più parti, che in politica a certi livelli “la forma è il contenuto, ed è proprio sulla base di questa affermazione che si può constatare che un “segnale”, seppure ancora minimo, è stato dato.

sabato 12 ottobre 2013

L'Italia cambi verso


L’Italia potrebbe cambiare verso. Di sicuro le primarie per la segreteria del Pd sono il punto di non ritorno di un partito in primis e di una classe dirigente in secundis. Perché le cinque candidature annunciate siamo ad una vera svolta rinnovatrice nel Pd. Cuperlo più di ogni altro rappresenta le idee della vecchia classe dirigente, Pittella l’outsider che tale dovrebbe rimanere, e poi ci sono loro due: Matteo Renzi e Pippo Civati. Il primo, il grande favorito, il secondo lo sfidante, quello che un tempo gli era amico – anche politicamente parlando – e ora lo sfida perché lo sconfessa.

Ma in cosa si sconfessa Renzi? Perché sinceramente non capisco:

- ha perso le primarie lo scorso autunno e si è messo a disposizione facendo campagna elettorale accanto a Bersani;
- quando il centrosinistra non ha vinto le elezioni, ha invitato i dirigenti a fare un’analisi sulle responsabilità oggettive;
- ha detto che Marini forse non era la persona giusta per fare il Presidente della Repubblica e il suo partito, il Pd ha deciso di votarlo uguale innescando la vergogna dell’elezione presidenziale;
- non ha “trombato” Prodi, al contrario delle accuse, lo stesso Professore in una delle ultime interviste ha dichiarato che da alcune dichiarazioni ha dedotto che il “fuoco amico” è arrivato dai d’alemiani;
- ha sempre detto di essere contro le larghe intese, ma giustamente ha spiegato, che a seguito delle elezioni, è inutile rivotare, poiché il risultato sarebbe lo stesso, quindi, meglio una stabilità al paese.

Poi si può contestare lo stile. Ma non posso sopportare chi contesta a Matteo che gli slogan e il liberismo non sono di sinistra, in un paese dove di sinistra non è rimasta neppure la parola stessa “sinistra” che è stata amputata proprio da chi si diceva di questo schieramento.
Gli slogan non sono di destra o di sinistra, sono uno strumento. Il liberismo non è né di sinistra né i destra, è una strada politica in materia di sviluppo economico.
Sono di sinistra i diritti, quei diritti che in Italia spesso non vengono garantiti. E’ di sinistra fare le cose secondo il giusto, secondo legge, secondo equità, è di sinistra dare speranza. Pensiamo a cosa è, e non a cosa non è.

Io personalmente vedo il nostro paese come è oggi e come potrebbe diventare e non mi piace, per quello voglio che L’ITALIA CAMBI VERSO. E come può farlo se non con MATTEO RENZI?!