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domenica 25 marzo 2018

Fondi, Sant’Anastasia nel degrado tra l’indifferenza generale

da www.h24notizie.com

24 marzo 2018

di Simone Nardone

Tra conseguenze naturali per via delle mareggiate, inquinamento, incuria dell’uomo e delle amministrazioni, il litorale di Fondi mostra in questi giorni il suo volto peggiore.

Dopo la questione dei dischetti sul litorale del centro e sud Italia è stata la volta del ritrovamento del delfino spiaggiato in zona Capratica. Ma è sempre l’area di Sant’Anastasia a regalare lo spettacolo più triste. Come messo in evidenza nei giorni scorsi da un’associazione locale che aveva lanciato una denuncia pubblica, sulla spiaggia di Sant’Anastasia si trovano, ormai da diversi giorni, dei natanti abbandonati. Ma non solo. Il camminamento con tavole in legno adiacente alla piazza, è chiuso da due transenne con su la dicitura del Comune di Fondi e qualche stecca a delimitarne l’area. La fontana è non funzionante, se non a fasi alterne, ormai da anni, mentre quasi tutta la parte in legno dovrebbe conoscere un vero restyling. Nei mesi scorsi, sono state sostituite alcune tavole sul ponte, ma non nulla è stato fatto sui camminamenti laterali e sulle due scale che portano alla spiaggia lato Terracina. Scale che se esposte ancora all’incuria del tempo e della salsedine, potrebbero finire di deteriorarsi già prima dell’estate.

domenica 18 marzo 2018

Fondi, La denuncia dell’associazione locale: “Litorale abbandonato a se stesso”

Sulla spiaggia c'è di tutto, da imbarcazioni spiaggiate a fusti di plastica passando per calcinacci e detriti vari


17 marzo 2018

di Simone Nardone

L’associazione “Noi di Selvavetere” ha voluto documentare il livello di degrado in cui versa il litorale di Fondi in questi giorni. Lo ha fatto scandagliando i chilometri e chilometri di litorale, che tra qualche mese dovrà ospitare turisti, villeggianti e bagnanti, che a vedere le foto scattate dagli attivisti dell’associazione locale, potrebbero benissimo pensare di dover migrare su altri lidi.

La questione, infatti, è quasi allarmante se si considera che sulla battigia e sulla duna c’è davvero di tutto, materiale di ogni genere, riportato dalle acque delle mareggiate di quest’ultimo periodo, ma anche dall’incuria dell’uomo.

venerdì 23 marzo 2012

"Favelas vista mare", Ecco il retroduna fondano


Fondi, Il documentario realizzato da Bruno Fiore e da Fondi Web Tv.com

“La nostra favelas vista mare”, questo il nome del servizio-documentario realizzato dal consigliere comunale del Pd Bruno Fiore grazie alla collaborazione di Fondi Web Tv di Danilo Pezzola. I due sono andati a documentare lo sconcertante stato della duna e del retroduna del “mare dei fondani”. “Va considerato – spiega Bruno Fiore nella nota – che sono centinaia le occupazioni abusive di quei terreni con una varietà di costruzioni e accampamenti che vanno dalle baracche di lamiere e coperture in eternit, a piccoli appezzamenti recintati con tanto di roulotte, a villini più o meno in stile “casa vacanza”, a edifici di più piani con sei appartamenti, a lottizzazioni abusive con diversi edifici ben recintati e in cui si leggono cartelli ben in vista ‘Proprietà privata, vietato l’accesso’ ”. Alcune abitazioni sono dotate di numero civico, quindi, vuol dire che il Comune di Fondi le ha, in qualche modo, censite, si spiega nel documentario. “Ci chiediamo – prosegue il capogruppo del Pd – se queste occupazioni abusive sono in regola con i pagamenti dell’ex Ici, se pagano la Tarsu, se pagano i passi carrabili. Se insomma, seppur occupatori abusivi di un bene pubblico, versano almeno al Comune il dovuto per i servizi essenziali che vengono assicurati e pesano sull’intera collettività. Ci chiediamo – prosegue Fiore – come è possibile che tutte le baracche, casupole, villini, roulotte, sono dotati di fornitura di energia elettrica e di acqua. Chi ha permesso che l’abuso fosse legalizzato fino a questo punto?”. Ma non solo anche incuria, degrado e rifiuti di ogni genere, oltre a scarichi fognari e abusivi che versano nei piccoli canali che arrivano fino al mare. Una vergogna per un Comune come Fondi che punta allo sviluppo turistico soprattutto sul proprio litorale.
Simone Nardone


PLAY VIDEO - Documentario “La nostra favelas vista mare”

giovedì 2 febbraio 2012

Fondi, cittadini di via San Sossio in rivolta

01/02/12 - “Siamo stanchi di essere considerati cittadini di serie B”


Cittadini in rivolta a Fondi: “Siamo stanchi di essere considerati cittadini di serie B”. A denunciarlo sono i residenti della zona a cavallo tra le Querce e le Vetrine che transitano giornalmente per via San Sossio. L’arteria stradale che si imbocca proprio all’inizio di via Querce e che collega direttamente a via Vetrine nel corso degli anni è diventata sempre maggiormente trafficata, sia per via del moltiplicarsi delle abitazioni che per i campi da tennis che si trovano in zona, ma anche per il fatto che nelle mezze stagioni la strada viene anche usata come passeggio o come area adatta a fare jogging, tutto nel degrado più totale. Infatti, Il manto stradale eccessivamente stretto, il terriccio presente, alcuni tombini rialzati e persino canneti e cespugli a bordo strada fanno dell’arteria una vera via di “serie B” come continuano a mettere in evidenza i residenti. Questi, infatti, denunciano, oltre al degrado della zona, facilmente appurabile oltre che da una discarica a cielo aperto, anche dalla scarsissima manutenzione dell’asfalto e dalla pericolosità della viabilità. I mezzi che transitano per via San Sossio, infatti, sanno bene che su quella strada c’è un alta possibilità di uscita dalla carreggiata, con il rischio concreto che con qualche manovra appena più azzardata si possa finire nell’adiacente piccolo canale o addirittura nelle terre messe a coltura accanto al manto stradale. Ma non solo, perché la strettissima carreggiata aumenta anche il rischio di tamponamenti o incidenti con altri mezzi che provengono dalla parte opposta. Come se non bastasse, in alcuni punti ci si mettono anche i pali della luce a creare qualche problema: alcuni sono posizionati in curva, appena oltre l’asfalto con la sola segnalazione fatta con la vernice da qualche cittadino che ha voluto mettere in guardia del problema gli automobilisti che transitano nella zona. E come se non bastasse a tutto questo ci si aggiungono numerosi cani randagi che tra la discarica e alcuni terreni di campagna incolta continuano a girovagare nella zona creando paura tra i passanti a piedi o in bicicletta. “Siamo una zona di serie B” continuano a rilanciare dunque i residenti di via San Sossio che vogliono a tutti i costi le attenzioni delle istituzioni e dell’amministrazione comunale che in campagna elettorale aveva più volte auspicato una particolare attenzione alle zone periferiche e decentrate.
Simone Nardone  

mercoledì 18 gennaio 2012

Degrado stazione di Fondi, Alternativa fondana rilancia

18/01/12 - L'ultimo episodio ieri mattina, una porta aperta fino a Monte San Biagio


Il movimento politico di Alternativa Fondana torna a denunciare lo stato di degrado dei treni sulla tratta Roma-Napoli. L’ultimo episodio messo in evidenza dai responsabili del movimento politico è quello accaduto sul regionale partito da Napoli Centrale alle ore  5.36 e diretto a Roma Termini, il quale solo per fortuna ha avuto un risvolto non tragico. “Alla sosta e partenza dalla stazione di Fondi – spiegano nella noa da Alternativa Fondana – una delle porte del treno non si è richiusa, rimanendo così aperta con il treno in corsa. Soltanto presso la stazione di Monte San Biagio l'intervento di un non meglio identificato lavoratore delle Fs, perché in abiti civili ma dotato di regolare chiavetta di chiusura delle porte ha posto termine all'increscioso episodio. Come si evidenzia da quest'ultimo episodio, il grido d'allarme lanciato dal movimento – denunciano nella nota – non è affatto esagerato, ed Alternativa Fondana si riserva di
effettuare un esposto in procura per l'accaduto”.
S.N.

sabato 19 novembre 2011

Vandali in Piazza a Fondi

19/11/11 - Scritte, disegni e degrado nel piccolo passaggio tra le mura di Palazzo San Francesco


E’ stato inaugurato da poco più di cinque mesi il nuovo complesso di Piazza De Gasperi a Fondi, ma alcune di queste zone sono già in totale degrado. L’area più malconcia è quella del passaggio che da via Padre Alessio Falanga collega direttamente a Piazza IV Novembre, che in molti a Fondi ormai conoscono come Piazza San Francesco per via della statua del Santo. Un passaggio che di fatto servirebbe solo per accorciare la strada dal “passeggio fondano” di via Viale Vittorio Emanuele verso Piazza Municipio senza passare per la nuovissima Piazza De Gasperi. Purtroppo, questo piccolo vicolo, divenuto luogo di ritrovo per giovani e giovanissimi nelle ore serali e pomeridiane è piombato nel più desolante degrado. Muri scorticati e semi distrutti. Scritte di ogni genere, spesso volgari e aggressive. Piedate, disegni, e strisciate. Tutto nella più grande incuria e diseducazione civica delle fasce più giovani della popolazione. “L’avevamo detto”, potrebbero commentare in molti. Sia alcuni cittadini, che già prima della riapertura temevano il degrado che si potesse creare in un vicolo stretto in pieno centro, sia alcuni esponenti dell’amministrazione comunale che erano intervenuti a riguardo. La stessa presidente del consiglio comunale Maria Luigia Marino, lo scorso luglio aveva tentato un appello alle più giovani generazioni affinché avessero cura dei beni pubblici e delle piazze quali beni di tutti. Appello che a quanto pare è caduto nel vuoto, con i muri di Palazzo San Francesco che attendono di ospitare il centro anziani fondano che ora sono totalmente imbrattati e semi distrutti. Un vandalismo che continua a reiterarsi a Fondi in pieno centro, soprattutto nella zona più nuova, quella di Piazza Municipio e Piazza De Gasperi. Ultimo caso in ordine cronologico quello di poco più di una settimana fa con un gruppo di giovanissimi che lanciavano delle bottiglie di vetro dalle gradinate dell’anfiteatro.
Simone Nardone


giovedì 28 ottobre 2010

Campo sportivo a Madonna degli Angeli, spogliatoi nel degrado


28/10/2010 - Il campo sportivo di Madonna degli Angeli a Fondi versa in condizioni di degrado estremo. La cosa peggiore è che a farne le spese sono tutte le squadre amatoriali e dilettantistiche di giovani, adulti e bambini che ogni giorno si recano nella struttura calcistica per allenarsi e il fine settimana, per giocare le gare casalinghe. Il degrado degli spogliatoi è tristemente unico. L’anno scorso, molte società calcistiche hanno lamentato dei disservizi primari come ad esempio l’acqua delle docce sempre fredda. Problema che è stato solo parzialmente migliorato quest’anno. I grandi problemi, però riguardano i pavimenti e le mura degli spogliatori che sono in uno stato pietoso. I primi riscontrano delle buche tra le mattonelle e nel pavimento che sono sempre più simili a delle voragini, mentre le mura non conoscono più il colore iniziale che era molto vicino al bianco, per via della muffa che ormai regna sovrana. Ma c’è anche un altro aspetto molto importante che diverse squadre che si allenano in questa struttura continuano a mettere in evidenza, ovvero la scarsità di sicurezza, dovuta a diversi interruttori della luce rotti vicini alle docce, con il rischio concreto che ci vada a finire dentro l’acqua. Rischio che comporta un’alta probabilità di un corto circuito. Tutte cose che molti calciatori dilettanti e amatoriali continuano a mettere in evidenza al custode del campo che però a quanto pare non ha mai fatto partire delle segnalazioni al comune. Una situazione di degrado indescrivibile che per forza di cose continua a far crescere lo scontento delle varie società che usufruiscono delle struttura sportiva, probabilmente in molti casi sottovalutando il problema.
Simone Nardone

sabato 16 ottobre 2010

Biblioteca comunale in balia di pioggia e teppisti


15/10/2010 - Siamo alle solite, al primo temporale si allaga la biblioteca. Il punto è che malgrado sia una cosa a cui sono ormai abituati sia gli addetti che gli studenti che abitualmente si recano nella biblioteca comunale non è una cosa normale. Ancor più
se si considera che l’intera struttura che comprende anche il centro multimediale e la sala conferenze è stata ultimata solo nel 2005. Eppure è già uno stabile massacrato dalle intemperie e dai teppisti. Al suo ingresso, proprio dinanzi alla porta principale il controsoffitto fatto di pannelli in cartongesso è completamente andato distrutto dall’umidità e dalle infiltrazioni, mentre all’ingresso, è facile scorgere una pozzanghera. Se poi si entra all’interno della struttura, all’indomani di un temporale la scena che ci si trova avanti è davvero allucinante con l’acqua che si trova praticamente ovunque e i secchi posizionati nel bel mezzo della sala per cercare di ovviare alla pioggia che penetra dal soffitto. I funzionari della biblioteca dicono di aver più volte messo in evidenza il problema senza avere alcun tipo di risposta. Nel frattempo i lavori al tetto sono già cominciati, ma non comprendono l’isolamento e l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua, o l’eliminazione dei rumori assordanti che provoca la pioggia che si infrange sui pannelli del soffitto, perché paradossalmente per ora si sta pensando ad eliminare i disagi e i problemi dovuti ai raggi del sole, non prendendo in considerazione quelli dovuti alla pioggia.

Eppure è stata l’acqua dovuta alle infiltrazioni a far bagnare, e, rovinare una parte dei libri donati da Dan Danino Di Sarra e non il sole. Ma ancora non è tutto, perché oltre a tutti questi disagi strutturali ci si mettono anche i teppisti, che nel corso degli anni hanno massacrato l’esterno dell’intera struttura, tappezzandola di scritte di ogni genere e prendendo a sassate e distruggendo le videocamere che erano posizionate all’esterno.
Simone Nardone

venerdì 11 giugno 2010

Spinete nel degrado, scatta l'interrogazione


10/06/10 - La zona le Spinete versa in un totale stato di degrado ed abbandono nonostante sia uno dei quartieri di più recente realizzazione. Quando e come si potrà riportare il quartiere ad un livello accettabile di civiltà? Un poco tutti a Fondi, residenti e non, si pongono questo interrogativo. Un interrogativo che però va avanti da anni senza trovare alcuna risposta da parte delle istituzioni e della amministrazioni che si sono succedute. Un interrogativo che pone anche il consigliere comunale di Progetto Fondi ed ex assessore nelle precedenti giunte di centro-destra Egidio Turchetta. In un comunicato aperto indirizzato alla presidente del consiglio Maria Luigia Marino, al sindaco Salvatore De Meo e all'assessore ai lavori pubblici Onorato Di Manno, propone anche tutta una serie di interventi. Interveti che vanno a richiamare tutti i disagi che i residenti delle Spinete vivono giorno per giorno da sempre. Disagi che partono sicuramente dalla viabilità, con un fondo stradale del tutto dissestato e dalla carreggiata che spesso va a restringersi tra le recinzioni delle costruzioni adiacenti, quasi fosse la strada a passare attorno le case e non le case ad essere costruite vicino la strada. Ma i servizi che mancano in questa zona sono davvero tanti, come ad esempio l’illuminazione che è una grave mancanza per un’area che non gode neppure di marciapiedi o di semplici passaggi pedonali. Ma c’è anche di peggio, come la mancanza di altri servizi primari, come la rete fognaria che in alcuni tratti manca totalmente e che non sembra sia un problema risolvibile a breve. Infatti Turchetta, nell'incipit dell'interrogazione, spiega innanzitutto le motivazioni del suo intervento: “Perché si tratta di una zona ad espansione residenziale, perché mancano anche le minime infrastrutture pubbliche, perché la strada in diversi punti si restringe per il mancato tombinamento dei fossi, perché sono presenti pali laterali sulla carreggiata e soprattutto perché manca anche la minima traccia di segnaletica orizzontale”.
Lo stesso consigliere evidenzia il fatto che lo scorso 28 ottobre si è costituito il Comitato Spinete che nell'ultima campagna elettorale ha esposto le problematiche della zona a tutti i candidati a sindaco tra cui Salvatore De Meo. Per poi concludere precisando: “Rendere civile il quartiere Spinete non è un'utopia dal momento che esistono tutta una serie di progetti cantierabili”.
Simone Nardone

Parco scuola del traffico in stato di abbandono


27/05/10 - Il cantiere del parco scuola per l’educazione del traffico è chiuso ormai da svariati mesi. L’erba continua inesorabilmente a crescere e lo stato di abbandono ad intensificarsi. La situazione è abbastanza triste, per quella che continua a sembrare l’ennesima cattedrale nel deserto della 167 fondana. Ma è anche molto grave, visto che per la realizzazione di questo progetto sono stati stanziati oltre 1 milione e 922 mila euro. Quasi 2 milioni di euro, che a quanto pare sono andati in fumo, per un progetto che non si sa se mai verrà ultimato considerando che di questo progetto e di questa realizzazione non si è mai parlato in campagna elettorale e non sembra tra le priorità della nuova amministrazione. Lavori che dovevano finire intorno la metà del 2009 e che ormai sono fermi a diversi mesi. Le aiuole non sono mai state sistemate, e le stradine mai state asfaltate. Il tempo scorre, l’erba cresce e lo stato di abbandono, ormai concretizzatosi con il passare del tempo, continua a consolidarsi all’interno di quella che già appare agli occhi dei passanti come una zona di serie B. Da non dimenticare che più di due mesi addietro avevamo cercato di portare all’attenzione dell’opinione pubblica lo stato della struttura e dei suoi lavori fermi da tempo. Ora a distanza di due mesi dalle elezioni e di oltre un mese dall’insediamento della nuova amministrazione comunale la situazione è totalmente invariata. I lavori sono fermi, i cittadini residenti nella zona continuano a lamentarsi e sembra che nessuno faccia nulla per far riprendere i lavori. L’unica cosa che effettivamente ha cambiato lo scenario rispetto a due mesi fa è la lunghezza dell’erba che ormai è sempre più simile a piccoli cespugli. E pensare che la realizzazione di questo parco scuola per il traffico avrebbe potuto risolvere alcuni problemi per le autoscuole che sono costrette a fare le guide per le due ruote nel parcheggio accano l’ex pretura. E soprattutto, vista la vicinanza di alcune strutture scolastiche, questo parco scuola, sarebbe stato utile anche per dare ai ragazzi delle scuole medie una prima infarinatura sulle regole della strada e sulla segnaletica di base. Invece, tutto tace e nessuno pare abbia la benché minima idea di impegnarsi per far sì che i lavori siano ultimati.
Simone Nardone

mercoledì 28 aprile 2010

Rifiuti e degrado al mare



Lo spettacolo che si sono trovati dinanzi giovani e famiglie che nella giornata del 25 aprile si sono recati a fare una passeggiata a Sant’Anastasia è stato tristemente unico. Infatti, avvicinandosi al mare, era facile scorgere un qualcosa che assomigliasse a un ammasso di lamiere che stava sulla battigia, per metà sommerso dalle onde dal mare. Ma avvicinandosi ulteriormente era facile capire che quell’ammasso di lamiere non fosse nient’altro che un comune cassonetto dell’immondizia ribaltato, forse frutto di una bravata, ma di certo qualcosa che difficilmente si vede in riva al mare, tanto che il bidone a tratti diventava quasi un’attrattiva. Ma non è tutto, perché se sulla spiaggia lato Sperlonga vi era questo scenario, che accompagnava il degrado di scale e rampe di legno abbandonate e semidistrutte nella totale incuria dell’uomo, sulla spiaggia verso Terracina aleggiava l’incuria della natura. Accompagnata, infatti, da odori nauseabondi era facile far ricadere lo sguardo verso una carogna di animale, probabilmente un cane, contornato oltre che dalla puzza quasi asfissiante, da mosconi e altri insetti che ronzavano intorno al corpo dell’animale senza vita. Questo appena scese le scale del ponte, vicino ai massi che fanno da piattaforma alle rampe che permettono di passare sull’altro argine del canale, non lontano da alcuni ragazzi che giocavano a pallone o da altri che avevano deciso la spiaggia come luogo di stazzo nella giornata in cui si festeggia la Liberazione. Tutto questo senza neppure accennare alle decine di scritte di ogni genere fatte con le bombolette arrivate fino alla parte superiore del ponte. Una situazione di abbandono, che va a completarsi con il famoso ascensore costruito e mai entrato in funzione che ormai non è altro che l’ennesima discarica inserita perfettamente in un triste contesto di degrado. La Polizia Municipale di Fondi, trovatasi sul posto per un giro di ricognizione e prontamente avvisata dell’assurda situazione da cittadini e da semplici turisti, ha promesso che entro massimo un paio di giorni provvederà a far portare via il cassonetto e l’animale morto. Mentre per il resto forse ci vorrebbe una migliore educazione da parte dei cittadini e una più grande attenzione da parte delle amministrazioni per poter completare e curare una zona sistemata solo alcuni anni fa. Non c’è da dimenticare, infatti, che l’intera riqualificazione della zona è avvenuta circa cinque anni fa e l’unica cosa che ricorda la bellezza dell’area da poco ristrutturata sono le immagini dell’inaugurazione sui pannelli appena dietro il chiosco sulla duna.
Simone Nardone

venerdì 9 aprile 2010

Gli ascensori che non funzionano


E’ passato all’incirca un anno dall’apertura del nuovo palazzo comunale con annesso il parcheggio sotterraneo a pagamento e i due ascensori che collegano il piano sotterraneo adibito a parcheggio con piazza Municipio non sono ancora entrati in funzione. Tutto questo senza considerare che ci sono diversi posti auto per disabili al piano sotterraneo e che quindi è normale che una persona diversamente abile possa scegliere di voler parcheggiare anche nei posti auto al livello sotterraneo. Meno normale è che al momento che qualcuno si avvicini a uno di due ascensori e prema il tasto per azionare il congegno elettronico non trovi alcun tipo di risposta, poiché questi non sono in funzione, o meglio, non lo sono mai entrati. Un problema che va a colpire non solo i disabili ma anche le famiglie con passeggini o le persone più anziane che faticano a fare anche solo una rampa di scale. Una disattenzione da parte di chi ha amministrato il comune di Fondi negli ultimi anni che già aveva visto nascere un problema analogo con il rifacimento del ponte di Sant’Anastasia a pochi metri dello sbocco al mare, dove l’ascensore che si trova tra le due rampe di scale anche lì non è mai entrato in funzione malgrado ormai sono diversi anni che i lavori sono stati ultimati e nonostante ciò nessuno si preoccupa di risolvere questo problema, che naturalmente non fa altro che alzare il muro invalicabile con le persone diversamente abili, che in realtà una buona amministrazione dovrebbe essere in grado di saper abbattere.
Simone Nardone

mercoledì 18 novembre 2009

Pista ciclabile da rifare


La pista ciclabile che costeggia parte di via della Stazione, è il classico esempio di cattiva gestione di uno dei pochi spazi verdi e di svago presenti sul territorio fondano. Il manto stradale non viene rifatto da anni e anni, anche per via degli alberi che hanno deformato e creato dune e gobbe per gran parte del tracciato e che creano non pochi problemi a coloro che l’attraversano. Non unico problema per i temerari ciclisti e pedoni che di tanto in tanto devono anche fare attenzione a qualche poco di buono che sfreccia a tutta velocità con scooter e motorini per le strette vie del tracciato. Le panchine, invece che fino a qualche anno fa erano all’incirca una quindicina sono state sradicate e distrutte e le poche rimaste - che possiamo contarle sul palmo di una mano - sono danneggiate e quasi inutilizzabili. I cestini sono stati abbattuti quasi fossero presidi nemici, e i resti di questi, - come delle panchine - si spostano a piacimento dei passanti, senza che nessuno faccia nulla per togliere di mezzo ciò che è danneggiato, magari sostituendoli con pezzi nuovi. Tutto sembra risolto con l’erba tagliata, non considerando che questo è solo uno degli elementi importanti per uno spazio verde che assomigli vagamente ad un piccolo parco pubblico. Neppure la progressiva centralità della pista ciclabile in tutta la zona, per via della costruzione della scuola elementare G. Gonzaga e della Biblioteca e Centro Multimediale, ha fatto si che l’intera area vivesse una seconda giovinezza e un minimo di risistemazione. Così gli scenari di progressivo degrado continuano ad esservi, sotto gli occhi di tutti; chi vuole sfogarsi e distruggere quel poco che ancora non è stato distrutto continua a farlo, e i nonni che magari accompagnano i nipotini a fare una passeggiatina devono fare una caccia al tesoro per trovare una panchina integra sulla quale potersi riposare anche solo per pochi istanti.

martedì 17 novembre 2009

Zona 167 nel degrado


Fondi, zona 167, piazzale delle Regioni. E’ qui che sorge da circa vent’anni questa strana struttura che da rudere è passata in abbandono senza mai entrare in funzione. Fu costruita quando il piazzale delle Regioni della zona 167 ancora non era neppure in progetto e la pista ciclabile stava nascendo. L’edificio in questione era stato pensato come una struttura che dovesse ospitare un centro per gli anziani o magari un centro sociale. Insomma un luogo di aggregazione sociale. Nonostante i nobili intenti, però, lo scheletro è rimasto così per anni, in totale abbandono e degrado; luogo di fortuna per senza tetto e di spaccio per tossicodipendenti. Con la rivalutazione dell’intera area avvenuta con la nascita della scuola elementare prima e del centro multimediale poi, si era ben pensato che quella struttura ristrutturata e rimessa in funzione potesse divenire un ottimo luogo per creare un punto nevralgico dell’intero quartiere inserendo nei suoi locali un piccolo ufficio postale. Ad onor del vero bisogna riconoscere che i lavori sono stati fatti, ma una volta inaugurata la biblioteca lì accanto, la piccola struttura è rimasta in stato di abbandono. <>. Naturalmente non è bastato questo a salvare la zona e la struttura: ora si possono infatti ammirare da lontano scritte a graffiti da ogni parte e ogni prospettiva dello stabile, e spesso capita addirittura che persone di passaggio la usino come servizi igienici. Tutto questo, è un vero peccato, dopo un cospicuo spreco di denaro pubblico.
Simone Nardone

sabato 14 novembre 2009

Via della Torre nel degrado

Via della Torre è un’importante punto di snodo tra via Spinete I e II da una parte e via Diversivo Acquachiara e Madonna delle Grazie dall’altra. Ma per chi è costretto a percorrerla per rientrare a casa o che imboccandola cerca di evitare il traffico nelle ore di punta, sa perfettamente che lo fa a proprio rischio e pericolo, specie di notte. Infatti gran parte di questa strada è sprovvista di illuminazione, il manto stradale - che probabilmente neppure merita questa dicitura - è sconnesso, danneggiato e presenta svariate buche che assomigliano a voragini e che costringono gli automobilisti a pericolosissimi slalom per evitarle. La segnaletica orizzontale è del tutto inesistente e capire quale sia la delimitazione dello stop diviene un’ennesima impresa. Poi come se tutto questo non bastasse, nella zona girano alcuni cani randagi di grossa taglia che durante il giorno si sdraiano al centro della carreggiata, e nelle ore notturne, spesso costringono gli automobilisti a manovre azzardate per evitare di investirli. Senza considerare il rischio per le persone che in questa zona amano andare in bicicletta o a fare jogging. Questo è un problema non solo di via della Torre, infatti, tutta lo zona, che è nuova e in continua espansione edilizia presenta gli stessi problemi, addirittura all’imbocco della vicina via Spinete da qualche mese si può ammirare un cartello che segnala pericolo, per via del fondo stradale molto danneggiato e sconnesso. Quasi come se le amministrazioni passate abbiano pensato a far costruire dimenticandosi dei servizi reclamati dai residenti, i quali, quasi ogni giorno, sono costretti a chiamare o a scrivere al comune per far si che qualcuno si degni di venire a sistemare o a tappare qualche buca. Sempre continuando a sognare un manto stradale nuovo.

Simone Nardone