10/10/11 - La Giunta di Fondi approva il progetto preliminare. Un altro milione di euro per metterlo in funzione
Spesso a Fondi si è parlato dei così detti “Monumenti allo spreco”, quando ad essere chiamati in causa erano lo stabile dell’ex carcere sito in zona Porta Roma o la struttura abbandonata che doveva ospitare il centro sociale di Portone della Corte costruita all’inizio degli anni ’90 e mai resa funzionante. Ebbene con una delibera della giunta municipale, la numero 330 dello scorso 30 settembre, l’amministrazione comunale ha dimostrato che vuole ristrutturare lo stabile adiacente la biblioteca Dan Danino Di Sarra, o per meglio dire ha iniziato l’iter perché ciò possa essere fatto. Per quanto si legge nel documento amministrativo, l’organo esecutivo ha approvato all’unanimità il progetto preliminare per il “recupero e riuso funzionale del centro sociale dismesso nel Quartiere Portone della Corte”. A dire il vero, più che parlare di ‘riuso’ si sarebbe dovuti intervenire con qualche termine più appropriato che avrebbe spiegato come questa struttura, malgrado abbia visto investiti su di se numerosi soldi pubblici, non è mai entrata in funzione. Al di là dei costi di realizzazione, infatti, nel 2006 l’intero stabile era stato ristrutturato con un finanziamento da 287 mila euro. Poi hanno fatto seguito i nuovi atti vandalici che hanno costretto l’amministrazione comunale a intervenire costantemente con nuovi lavori di restyling fino all’incendio che meno di due anni fa ne ha distrutto gli interni. Ora si riparte con l’approvazione del progetto preliminare e l’introduzione nel piano delle opere triennali del Comune di Fondi. Il progetto prevede un nuovo impegno di spesa di quasi un milione di euro. Precisamente un importo lordo di 975.000 euro che dovrebbero servire a mettere finalmente in funzione questa struttura facendola diventare uno spazio polivalente. Nella speranza che questo ennesimo intervento sia più fortunato di quelli passati.
Simone Nardone
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lunedì 10 ottobre 2011
martedì 19 aprile 2011
Fondi, il Comune si dimentica dell'erba alta nel quartiere Portone della Corte
19/04/2011 - Siamo alle solite. Il quartiere Portone della Corte, zona 167 del Comune di Fondi, di tanto in tanto viene dimenticato dalle istituzioni. Da ormai diversi mesi, infatti, il Comune non provvede a tagliare l’erba in tutto in quartiere con le aiuole che assomigliano sempre più a delle piccole foreste di erbacce. Non è esagerato definire in questo modo il tutto, visto che l‘erba ha abbondantemente superato il metro di altezza. I cittadini continuano a far presente la situazione agli uffici comunali che evidentemente fanno orecchie da mercante. Una situazione davvero insostenibile se si considera che nella zona ci sono due scuole, quella elementare Giulia Gonzaga e quella media Don Milani.
Ma sempre nello stesso quartiere c’è anche il centro multimediale Dan Danino Di Sarra nonché la frequentatissima parrocchia di San Paolo. Poi è ancora più strano il fatto che nella vicina pista ciclabile che costeggia per alcune centinaia di metri Via Stazione le aiuole, che tante volte sono state dimenticate per mesi, sono state da poco sistemate con un giusto taglio delle erbacce che vengono fuori nel periodo primaverile. Un intervento che come si può ben vedere dalle foto non è stato fatto nelle vicine Via Toscana, Via Liguria, Via Trentino Alto Adige e Via Lazio. Una situazione intollerabile per la maggior parte dei cittadini residenti nella zona, che oltre a lamentare la situazione, si dicono seccati che ogni volta, per arrivare a far fare qualsiasi intervento nella zona si deve arrivare a queste condizioni di degrado.
Simone Nardone
mercoledì 17 marzo 2010
167, la zona incompleta
Fondi, zona 167, cantiere chiuso e lavori fermi. Questo è lo scenario che si presenta dinanzi agli occhi dei semplici passanti e dei residenti della zona. Questa è la situazione che fa da cornice a quello che doveva essere un parco scuola per l’educazione stradale e che per ora continua a rappresentare solamente il termine abbandono in tutta la sua pienezza. Infatti il contratto d’appalto è stato sottoscritto il 5 febbraio del 2008 e la durata dei lavori doveva essere in “390 giorni naturali e continui” come si legge dal tabellone esposto sul cantiere. Inizialmente i lavori sono stato costanti e infatti il presunto parco scuola ha preso velocemente forma. Poi per via della curiosa tribuna in cemento armato i lavori sono iniziati a rallentare. Questo perché l’esiguo numero di operai sono stati impegnati prima nella realizzazione di questa tribuna per poi passare a realizzare le varie aiuole che dovrebbero delimitare le varie stradine del percorso. Stradine che non sono ancora asfaltate e aiuole che sono caratterizzate da erbacce che assomigliano ormai a dei piccoli cespugli. Uno stato di degrado che vede momentaneamente andare in fumo una somma che sfiora i 2 milioni di euro di denaro pubblico. Precisamente ben 1.235.061 euro per il progetto e 687.536 euro per la realizzazione. Lavori che già hanno sforato i 390 giorni previsti per la consegna e che vedono il cantiere costantemente chiuso e abbandonato a se stesso. Situazione tra l’altro che va ad iscriversi perfettamente in un contesto di degrado cronico qual è quello della 167 fondana, dove continuano ad esserci strutture abbandonate come lo stabile vicino alla biblioteca comunale o la pista di pattinaggio nascosta tra le erbacce di via Toscana, e dove la diseducazione sociale e civile di buona parte dei residenti va d’accordo con la scarsa attenzione che le varie amministrazioni comunali hanno dato all’intera zona. Tutto questo mentre i cittadini che vivono in questa zona si domandano quali sono le promesse dei vari candidati per riqualificare nuovamente questa zona di Fondi.
Simone Nardone
martedì 17 novembre 2009
Zona 167 nel degrado
Fondi, zona 167, piazzale delle Regioni. E’ qui che sorge da circa vent’anni questa strana struttura che da rudere è passata in abbandono senza mai entrare in funzione. Fu costruita quando il piazzale delle Regioni della zona 167 ancora non era neppure in progetto e la pista ciclabile stava nascendo. L’edificio in questione era stato pensato come una struttura che dovesse ospitare un centro per gli anziani o magari un centro sociale. Insomma un luogo di aggregazione sociale. Nonostante i nobili intenti, però, lo scheletro è rimasto così per anni, in totale abbandono e degrado; luogo di fortuna per senza tetto e di spaccio per tossicodipendenti. Con la rivalutazione dell’intera area avvenuta con la nascita della scuola elementare prima e del centro multimediale poi, si era ben pensato che quella struttura ristrutturata e rimessa in funzione potesse divenire un ottimo luogo per creare un punto nevralgico dell’intero quartiere inserendo nei suoi locali un piccolo ufficio postale. Ad onor del vero bisogna riconoscere che i lavori sono stati fatti, ma una volta inaugurata la biblioteca lì accanto, la piccola struttura è rimasta in stato di abbandono. <
Simone Nardone
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