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martedì 24 dicembre 2019

De Meo “saluta” la città, ieri l’ultima conferenza stampa #VIDEO

da www.h24notizie.com

24 dicembre 2019

di Simone Nardone



Ci sarà un incontro pubblico, non appena la Brexit sarà effettiva – probabilmente il 31 gennaio – ma nel frattempo, in quello di rendicontazione con gli operatori dell’informazione del 23 dicembre, il sindaco di Fondi Salvatore De Meo precisa che quella natalizia è l’ultima conferenza stampa del suo mandato. La scelta è anche dovuta al fatto che la prossima cadrebbe in piena campagna elettorale.

domenica 24 novembre 2019

Anche piantare un albero è fare Casa, è fare Cultura


Ringrazio gli amici di Fare Verde Fondi che giovedì mattina mi hanno invitato a fare un saluto a nome della Casa della Cultura Fondi per la Giornata Nazionale degli Alberi, in cui hanno piantato un Corbezzolo presso la scuola Alfredo Aspri di Fondi.

Come ho detto nel mio brevissimo intervento rivolto a bambini e insegnanti: Non dobbiamo correre l'errore che solo aprire un libro o andare a teatro sia qualcosa di culturale. Anche piantare un albero è fare Cultura 

venerdì 22 novembre 2019

La Casa della Cultura è di tutti, un sogno che si raggiunge insieme

Con gioia e un pizzico di emozione, lo scorso 17 novembre ho portato il saluto della Casa della Cultura Fondi all'evento dell' Associazione Culturale Musicinecultura. 

Nel mio intervento ho ricordato come la cultura non è qualcosa di esclusivo ma di inclusivo e come né il comitato, né tanto meno la futura "casa" fatta di mattoni, sarà di qualcuno. 

La cultura è di tutti e per questo, solo insieme si può perseguire questo sogno.

domenica 25 dicembre 2016

Ciao Nino, l'ultima uscita di scena



Ci sono momenti in cui ti viene spontaneo scrivere. Perché la vita è strana, incontri qualcuno, lo conosci, ne apprezzi la sua grandezza ed umiltà e quando vieni a sapere che quel qualcuno ha deciso di fare la più grande uscita di scena, prima che si chiuda il sipario, per di più la notte di Natale, è come se ti sentissi in dovere di dire qualcosa, di raccontare qualche atto, di ripercorrere la performance storica di una commedia vissuta tutta d’un fiato. Perché Nino è (la scelta del tempo verbale non è casuale) di quegli attori che sono in grado di interpretare diecimila parti, senza mai lasciar cadere l’unicità della sua persona.

Ricordo con un briciolo di emozione la prima commedia che vidi, credo che all’epoca non avessi spento neppure le dieci candeline. Il dialetto per un ragazzino non è mai facile da comprendere nelle sue più intriganti e irriverenti sfaccettature, ma agli occhi di chi ora scrive, sembrava la lingua internazionale per far ridere un pubblico attento a quella retorica. L’ultima opera invece, non aveva copione, ce la concedeva tra una risata, tanta umanità e la sua innata simpatia, due volte a settimana in palestra, perché per lui far ridere e sorridere con garbo è sempre stato un dono di natura.