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giovedì 8 agosto 2019

Salvini lancia da Sabaudia la sfida al Governo, adesso c’è aria di crisi

da www.h24notizie.com

8 agosto 2019

di Simone Nardone

Che sul Tav c’erano tutti i presupposti per la crisi nell’esecutivo si sapeva. Dopotutto lo stesso Salvini, dopo la divisione in Senato di ieri mattina aveva tuonato su come si fosse creato un “caso politico”, ma tutti credevano che alla fine l’incontro romano con il premier Conte rimettesse le cose a posto. In realtà non sembra sia stato così. Non per ora almeno, con il ministro dell’Interno che a Sabaudia ha usato parole forti, che a molti già fanno pensare ad una crisi di governo. 
Crisi che in realtà – per ora – ancora non c’è, ma le parole che il leader leghista ha pronunciato ieri in terra pontina, chiudono anche ad un’altra ipotesi, quella di rafforzare la compagine del Carroccio nell’esecutivo: “Non mi interessano rimpastini e rimpastoni”. Della serie: perché accontentarsi quando si potrebbe tentare di prendere il governo? Proprio dopo il voto sul Tav, infatti, Salvini secondo indiscrezioni avrebbe girato un messaggio ai suoi spiegando che era meglio non andare in ferie. Cioè, meglio rimanere a Roma in caso di crisi.
Ma la crisi ancora non c’è anche perché come spiegato nel comizio di Sabaudia l’obiettivo rimane quello di premere sull’acceleratore su le istanze leghiste. Cosa, però, che diversi pentastellati non vogliono più. E quindi ecco che si apre una – l’ennesima – settimana complicata per la tenuta del governo. Si apre proprio dal voto sul Tav e dal comizio di Sabaudia dove Salvini ha parlato anche, ironizzando, delle polemiche al mare tra cubiste, dorso nudo e passione per la musica disco.
Un Salvini che continua il suo tour estivo da domani, ma con occhi e orecchie puntati su Roma dove nei prossimi giorni non è escluso si possa aprire in modo più o meno formale una crisi di maggioranza. Fonti vicine alla Lega parlerebbero già di una “finestra” per andare al voto a ottobre. Certo è che è difficile pensare di rinnovare le Camere proprio a ridosso dell’approvazione della legge di bilancio con una legge elettorale che non è detto esprima una maggioranza chiara.
Nel limbo della politica italiana, che nel corso dei decenni è passata dai governi balneari alle battaglie politiche del caldo d’agosto, Sabaudia – e il comizio del vice premier di ieri – rischia di diventare lo snodo verso una crisi di governo che in molti auspicano, in cui pochi credono e chissà, forse che nessuno vuole fino in fondo

martedì 31 maggio 2016

Elezioni a Terracina, aria di ballottaggio?

da www.h24notizie.com
30 maggio 2016

di Simone Nardone


Delle Frecce tricolori, sfrecciate ieri sui cieli di Terracina, ne è rimasto solo il fascino del tricolore. Quel tricolore che rimane di moda nel Comune rivierasco almeno fino al 5 giugno, data nella quale i terracinesi saranno chiamati a rinnovare la propria amministrazione comunale.

Una sfida che come annunciato più volte vede in corsa sette aspiranti sindaci. L’alto numero dei pretendenti ha fatto paventare l’ipotesi ballottaggio, che per molti rimane la più accreditata, anche se altri sembrano non crederci. O si tratta solo di strategia, chissà. In realtà nei giorni scorsi l’ex preside Carmelo Paletta, organizzatore del confronto tra gli aspiranti sindaci, che ne ha visti partecipare alcune settimane fa quattro su sette pretendenti, ha confermato chi sono coloro che hanno aderito all’eventuale confronto pubblico a due in caso di ballottaggio.

Per leggere l'articolo originale cliccare al seguente link: http://www.h24notizie.com/2016/05/elezioni-a-terracina-aria-di-ballottaggio/

giovedì 3 novembre 2011

Itri, Aria di crisi in maggioranza. Stasera conferenza stampa del sindaco

0311/11 - Iudicone chiede chiarezza al primo cittadino il quale dovrà "spiegare" i rapporti con la Palazzo e con Petrillo

Ci siamo, oggi è il “giorno della verità” per l’amministrazione comunale itrana. Da questa sera, con ogni probabilità le cose non saranno più come prima. Quella che fino a qualche giorno fa sarebbe stata una normale conferenza stampa per delineare il bilancio dei primi cinque mesi di quest’amministrazione si è trasformata in un banco di prova, per la tenuta del governo cittadino e per la credibilità dello stesso sindaco De Santis. Alla luce, infatti, dello spostamento a destra, verso il Pdl degli esponenti politici vicini all’assessore Elena Palazzo, delle vicende che ruotano attorno all’Udc, e di un presunto avvicinamento politico di De Santis al segretario provinciale dei centristi Michele Forte, il consigliere comunale di maggioranza Luca Iudicone ha puntato i piedi. Quello che si aspettavano arrivasse anche da una parte dei dirigenti del Pd e dell’Idv è arrivato da un singolo esponente della maggioranza, tra l’altro colui che è più spostato a sinistra di tutta la compagine del governo cittadino. Ma Iudicone è anche il consigliere che ha raccolto più voti alle urne tra tutti coloro che sono stati eletti in maggioranza, dunque, uno che ha il suo peso politico. Ecco perché l’esponente di Sinistra Protagonista non ne vuole sapere di stare in silenzio e soprattutto vuole chiarezza dal sindaco Giuseppe De Santis, invitandolo pubblicamente nei giorni scorsi a rendere chiara e limpida l’azione politica e spiegando a cittadini ed elettori dove inizia e dove finisce l’attuale maggioranza. Difficile sapere quanto si sbilancerà il sindaco, ma qualche risposta la deve, perché ora a chiederla non è più solo l’opinione pubblica che lo incalzava già in campagna elettorale per via della coalizione troppo allargata, ma anche i singoli esponenti di opposizione. Di certo De Santis non può screditare l’azione politica dell’assessore Elena Palazzo, perché vorrebbe dire invitarla a rassegnare le dimissioni e i conseguenza uscire dalla maggioranza. Allo stesso tempo, sarà difficile credere che difenderà la sua linea di avvicinamento al Pdl, perché vorrebbe dire perdere il primo eletto della coalizione, Iudicone, che anche se non l’ha detto esplicitamente sta meditando di lasciare la maggioranza se le cose non cambiano. E non può neppure chiudere le porte a Petrillo e all’Udc, perché con questi equilibri precari anche il peso di un singolo consigliere può valere la maggioranza. Dunque a Itri tutti attendono le parole di De Santis, nella speranza, per dirla con le parole di Iudicone “che facciano chiarezza”.
Simone Nardone