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domenica 25 ottobre 2020

Se il nuovo Dpcm non arriva...

Ho aspettato che arrivasse sera, anzi notte, il rientro per il coprifuoco e una leggera riletta ai media. Niente non c'è un nuovo Dpcm.

Verrebbe quasi da arrabbiarsi perché che diamine, ce l'hanno promesso. Che dico, lo abbiamo letto, anzi, lo abbiamo già commentato e ovviamente - come consuetudine - lo abbiamo già cambiato una quindicina di volte, come abbiamo fatto con la formazione della nostra squadra del cuore.
Forse, ma dico forse, potremmo ogni tanto imparare ad attendere.
Sento spesso parlare dell'insofferenza del presente. Legittima, per l'amore di Dio. Non capita a tutte le generazioni di dover affrontare una pandemia. E sento anche una certa indifferenza verso le istituzioni, forse più marcata rispetto la primavera scorsa. Anche qui legittimo: ci hanno promesso "mai più", ci hanno detto che sarebbe andato tutto bene...

domenica 4 febbraio 2018

“Civiche Pontine” rilancia sulle proposte per il territorio

da www.h24notizie.com

4 febbraio 2018

di Simone Nardone

I movimenti civici della provincia si sono incontrati ieri a Latina per condividere e sottoscrivere un documento che somiglia più ad un elenco di problematiche da affrontare, che un vero e proprio manifesto. Non una linea politica vera e propria – quella rimane compito dei vari movimenti a livello locale – ma una serie di problematiche e programmi che i civici si impegnano a portare avanti insieme.

A introdurre, coordinare e presiedere l’incontro pubblico, il leader di Latina Bene Comune, nonché sindaco di Latina, Damiano Coletta, che ha spiegato le difficoltà di realtà diverse come quelle civiche di riuscire ad unirsi insieme in un unico contenitore. Il primo cittadino del capoluogo ha anche sottolineato come: “In molti guardano alle esperienze civiche della nostra Provincia, da Aprila a Sabaudia passando per Latina e anche al sud Pontino”.

sabato 21 aprile 2012

"Fedeli al Pdl", Fazzone spiega il documento di Pisanu


La notizia fa rumore e il senatore fondano spiega a suo modo il perché della firma al documento "Oltre il Pdl"

Fedeli a Berluconi e al partito. Si potrebbe sintetizzare con queste parole la nota del senatore Claudio Fazzone, il quale è voluto intervenire per spiegare la firma al documento “Oltre il Pdl” che vedeva come primi firmatari l’ex ministro Pisanu e l’ex premier Dini. “Il documento – ha sottolineato Fazzone – era rivolto ai nostri colleghi senatori come contributo di riflessione interna per accelerare il progetto di aggregazione dei moderati nel quale il segretario Angelino Alfano è impegnato. Qualsiasi tentativo di strumentalizzare questa iniziativa contro il Pdl e contro il presidente Berlusconi - prosegue il senatore fondano - è fuorviante e lontano anni luce dalla realtà, e basterebbe una lettura attenta del testo e dei nomi dei firmatari per rendersene conto. L'intento è aggregare in Italia ciò che in Europa è unito sotto le insegne del popolarismo europeo, e solo il Pdl può essere protagonista di tale percorso per il bene del Paese”. Dunque, nessuna presa di distanza ma una volontà ad essere da pungolo per il bene del partito. Anche perché, se alcune indiscrezioni dovessero risultare confermate, Berlusconi stesso avrebbe letto il testo della lettera già giorni fa on ponendo alcun out out ai “frondisti”. Nessun distinguo, dunque, ma il tentativo di riportare il Pdl ad essere quella forza bipolare che in contrapposizione al Pd dovrebbero concorrere alla guida del paese. Eppure le voci che si rincorrono sono davvero tante. Alcuni, ad esempio, oltre a trovare spiegazioni alla vicinanza con il senatore Pisanu, le trovano anche nell’evitata rottura con l’amico e presidente della provincia di Latina Cusani che da qualche mese sembra stia “giocando” a seguire una linea morbida di dissenso dal partito. Evidentemente – sostengono in molti – i due hanno optato per seguire una linea comune, che li possa portare ad aumentare il peso politico anche all’interno dei palazzi romani. Anche perché se Berlusconi ufficialmente non si è pronunciato sul documento, molti dirigenti del partito tra cui i capogruppo non lo hanno molto gradito e altri hanno anche provocatoriamente invitato Fazzone, Pisanu e compagni a presentarsi alle urne sotto un altro simbolo per “contarsi”. Nel frattempo dal Terzo Polo, Cesa apre ai dissidenti per far incontrare tutti i moderati nel nascente Partito della Nazione. Alla fine chi vivrà vedrà.
Simone Nardone


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