venerdì 7 maggio 2010

A proposito di nuovo


“A proposito di nuovo”. Sono queste le parole che hanno scelto i 6 consiglieri di opposizione del centrosinistra per commentare le novità dei nomi della nuova assise comunale e dei volti della nuova amministrazione presentata dal Sindaco De Meo proprio lunedì nel corso del primo consiglio comunale. La puntualizzazione, fatta di una velata polemica, è proprio in merito alle percentuali di nuovi volti della nuova assise. I consiglieri Maria Civita Paparello, Luigi de Luca, Giancarlo Di Manno, Arnaldo Faiola, Bruno Fiore e Vincenzo Trani sottolineano che le percentuali più alte di volti nuovi è proprio riscontrata nella coalizione di centrosinistra con l’83,3%. Quasi 10 punti in più del 73,7% della maggioranza di centrodestra. “Ci corre l’obbligo di rammentare - si legge nella nota - che ben sei degli otto assessori nominati dal nuovo sindaco erano tra i consiglieri della precedente amministrazione dimessisi alla vigilia del probabile scioglimento da parte del Consiglio dei Ministri”. Nello stesso documento sono inequivocabili le parole che seguono: “Uno soltanto è in verità il volto nuovo nella giunta ed è in quota UDC, mentre lo stesso primo cittadino era un componente della precedente giunta”. Al di là di ciò lo scontento maggiore che trapela dagli esponenti dell’opposizione di centrosinistra è tutta inerente alle logiche di partito che a loro giudizio hanno notevolmente influenzato la costituzione del nuovo esecutivo cittadino, affermando: “Abbiamo per l’ennesima volta assistito ad una mera spartizione di deleghe in nome di una evidente logica di potere e non di servizio alla collettività”. Tuttavia, nonostante lo scontento, i consiglieri del centrosinistra fondano si dichiarano speranzosi dell’azione amministrativa della nuova giunta alla quale gli stessi precisano: “Auguriamo buon lavoro con il sincero auspicio che i suoi componenti possano sempre avere a cuore il bene della nostra città”.
Simone Nardone

mercoledì 28 aprile 2010

Rifiuti e degrado al mare



Lo spettacolo che si sono trovati dinanzi giovani e famiglie che nella giornata del 25 aprile si sono recati a fare una passeggiata a Sant’Anastasia è stato tristemente unico. Infatti, avvicinandosi al mare, era facile scorgere un qualcosa che assomigliasse a un ammasso di lamiere che stava sulla battigia, per metà sommerso dalle onde dal mare. Ma avvicinandosi ulteriormente era facile capire che quell’ammasso di lamiere non fosse nient’altro che un comune cassonetto dell’immondizia ribaltato, forse frutto di una bravata, ma di certo qualcosa che difficilmente si vede in riva al mare, tanto che il bidone a tratti diventava quasi un’attrattiva. Ma non è tutto, perché se sulla spiaggia lato Sperlonga vi era questo scenario, che accompagnava il degrado di scale e rampe di legno abbandonate e semidistrutte nella totale incuria dell’uomo, sulla spiaggia verso Terracina aleggiava l’incuria della natura. Accompagnata, infatti, da odori nauseabondi era facile far ricadere lo sguardo verso una carogna di animale, probabilmente un cane, contornato oltre che dalla puzza quasi asfissiante, da mosconi e altri insetti che ronzavano intorno al corpo dell’animale senza vita. Questo appena scese le scale del ponte, vicino ai massi che fanno da piattaforma alle rampe che permettono di passare sull’altro argine del canale, non lontano da alcuni ragazzi che giocavano a pallone o da altri che avevano deciso la spiaggia come luogo di stazzo nella giornata in cui si festeggia la Liberazione. Tutto questo senza neppure accennare alle decine di scritte di ogni genere fatte con le bombolette arrivate fino alla parte superiore del ponte. Una situazione di abbandono, che va a completarsi con il famoso ascensore costruito e mai entrato in funzione che ormai non è altro che l’ennesima discarica inserita perfettamente in un triste contesto di degrado. La Polizia Municipale di Fondi, trovatasi sul posto per un giro di ricognizione e prontamente avvisata dell’assurda situazione da cittadini e da semplici turisti, ha promesso che entro massimo un paio di giorni provvederà a far portare via il cassonetto e l’animale morto. Mentre per il resto forse ci vorrebbe una migliore educazione da parte dei cittadini e una più grande attenzione da parte delle amministrazioni per poter completare e curare una zona sistemata solo alcuni anni fa. Non c’è da dimenticare, infatti, che l’intera riqualificazione della zona è avvenuta circa cinque anni fa e l’unica cosa che ricorda la bellezza dell’area da poco ristrutturata sono le immagini dell’inaugurazione sui pannelli appena dietro il chiosco sulla duna.
Simone Nardone

De Meo assegna le deleghe


Il Sindaco Salvatore De Meo ha assegnato ieri, durante una conferenza stampa, le deleghe agli 8 Assessori che ha nominato lunedì durante il primo consiglio comunale della nuova stagione amministrativa. A Onorato De Santis oltre alla carica di vice sindaco, è stata affidata la gestione delle Attività Produttive e delle Politiche Giovanili. Dove l’Assessore De Santis dovrà essere in grado di saper dare risposte sulle questioni economiche e sul rilancio dell’occupazione, specie di quella giovanile. All’Assessore Lucio Biasillo è stata affidata la delega alla Cultura e alle Politiche della Scuola. “La scelta – spiega il Sindaco – è stata dettata dal suo alto profilo professionale e che per questo sarà la persona che per mio conto seguirà sia la scuola che la cultura”. L’Assessore al Bilancio, invece, sarà Vincenzo Capasso, al quale spetteranno anche compiti di programmazione finanziaria. Piergiorgio Conti sarà l’Assessore all’Urbanistica e agli Usi Civici. “L’idea – spiega De Meo – è di fare una programmazione urbanistica che abbia una visione di insieme”. In merito al compito sugli Usi Civici, invece si andrà alla ricerca di quella che lo stesso Sindaco definisce: “Una sinergia tra comune e regione in piena collaborazione”. E’ toccata a Onorato Di Manno l’importante delega ai Lavori Pubblici, che però è integrata da quella alla Protezione Civile e all’Edilizia Scolastica. Anche qui il primo cittadino fondano in più di un passaggio ci ha tenuto a sottolineare quella che deve essere una grande riqualificazione delle zone periferiche. Beniamino Maschietto presiederà l’assessorato al Turismo, Agricoltura, Demanio, Caccia e Pesca. Lo stesso Sindaco sottolinea: “Maschietto avrà un gran da fare”. Oltre alle parole d’obbligo sullo sviluppo turistico, De Meo torna ad evidenziare anche l’importante comparto dell’Agricoltura. Silvio Pietricola, invece, sarà Assessore all’Ambiente, Trasporti e Viabilità. “Bisogna dare all’ambiente la giusta importanza - anticipa il primo cittadino - partendo dalla raccolta concezione del rifiuto come una risorsa. Allo stesso tempo dobbiamo rafforzare i trasporti pubblici e pensare ad un nuovo piano di viabilità”. Infine c’è Arcangelo Peppe al quale è stata data la delega alle Politiche Sociali, per rafforzare e studiare le modalità per tenere vivo questo importante settore, con l’intento di rimanere capofila tra i comuni del distretto di cui Fondi fa parte. Infine, De Meo chiarisce che tutti gli ambiti non menzionati tra le deleghe rimarranno nelle facoltà del primo cittadino come ad esempio lo Sport e la Sanità. Ma la cosa che tutta la nuova amministrazione ci tiene a sottolineare è che questa non sarà una giunta a settori stagni ma ci sarà un interscambio quasi quotidiano tra tutti gli assessori.
Simone Nardone

martedì 27 aprile 2010

Primo consiglio dell'era De Meo, ecco la giunta


Si è ufficialmente insediata la nuova assise civica di Fondi e la nuova giunta comunale. Con l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale e il giuramento del Sindaco è stato ratificato ciò era emerso dalle urne lo scorso 28 e 29 marzo. La seduta del primo consiglio comunale della nuova amministrazione De Meo è iniziata con Onorato Di Manno, primo eletto, che ha preso la presidenza temporanea dell’assise civica dando inizio ai lavori. Così dopo la convalida degli eletti all’unanimità, si è passati alle dimissioni di Onorato De Santis, Silvio Pietricola, Beniamino Maschietto e lo stesso Onorato Di Manno, in quanto costretti a lasciare la carica di consiglieri per poter assumere quella di Assessori. Di conseguenza si è arrivati alle surroghe dei consiglieri dimissionari, con l’ingresso in consiglio comunale di Claudio Spagnardi, Carlo Saccoccio e Biagio Coppa per il Pdl e di Giulio Cesare Di Manno per Litorale e Sviluppo Fondano. Così si è arrivati ad uno dei punti caldi all’ordine del giorno, ovvero l’elezione del Presidente del Consiglio comunale. La maggioranza ha proposto l’esponente della lista Io Si, Maria Luigia Marino. Dal canto loro le opposizioni hanno lanciato la proposta di candidare il presidente temporaneo Vincenzo Trani. Naturalmente l’ha spuntata la maggioranza che alla seconda votazione ha eletto Presidente dell’assise la Preside del Liceo Classico con 18 voti a favore e 11 contrari. La Presidente neo eletta, dopo aver assunto l’incarico, evidentemente emozionata, ha ringraziato i componenti del consiglio comunale, gli elettori fondani e i compagni di coalizione. Poi, ricordando le parole del Presidente della Repubblica e di quello del Consiglio, la Marino ha auspicato: “La politica e il nuovo consiglio siano una convivialità di differenze con tutti e fra tutti”. Poi la maggioranza ha eletto a vice Presidente vicario Vincenzo Mattei del Pdl e vice Presidente Elisabetta Giuliano della lista Io Si per poi arrivare alla nomina della giunta. Giunta composta da 8 assessori. Oltre ai 4 già menzionati ci saranno Piergiorgio Conti dell’Udc, che però non era stato eletto in consiglio comunale, come non erano stati eletti i colleghi del Pdl Lucio Biasillo e Vincenzo Capasso. Esterno invece Arcangelo Peppe. I nomi finalmente ci sono, ma non ci sono le deleghe per le quali dobbiamo aspettare la conferenza stampa di oggi, nella quale il Sindaco presenterà personalmente i membri della giunta ai quali assegnerà il mandato nella nuova amministrazione. Curiosa la scelta di non dire subito l’ambito in cui opererà ogni assessore e che da adito alle voci che mormorano delle difficoltà di trovare un accordo sulle nomine che hanno portato alla formazione del nuovo esecutivo presieduto dal Sindaco Salvatore De Meo, che avrà come suo vice Onorato De Santis.

Le opposizioni a bocca asciutta


Le opposizioni rimangono a bocca asciutta. E’ questo il primo responso del nuovo consiglio comunale. Infatti dopo le parole all’insegna del confronto e del dialogo pronunciate dalla Presidente del Consiglio Comunale Maria Luigia Marino, gli 11 consiglieri di opposizione si aspettavano un minimo riconoscimento che servisse realmente ad “abbassare i toni con i fatti”. Come ha commentato lo stesso Bruno Fiore del PD che facendosi quasi portavoce delle opposizioni ha ribadito: “Alle parole sarebbe meglio far seguire i fatti” e in tono polemico ha espresso la volontà di tutti e gli 11 consiglieri di non formulare alcuna proposta per la vice-presidenza limitandosi così ad esprimere un voto contrario alla proposta della maggioranza. Da evidenziare, comunque il fatto che entrambi gli schieramenti di opposizione hanno scelto la linea comune su ogni proposta fatta per l’elezione del presidente e dei vice presidenti dell’assise confermando la voglia di inaugurare un “nuovo corso”come espresso in una nota congiunta pochi giorni addietro.
Simone Nardone

Pendolari, i soliti problemi


I problemi con cui devono fare i conti i pendolari sono davvero innumerevoli. Si parte dal come raggiungere la stazione per poi passare al dove dover lasciare la macchina, o quanto pagare un parcheggio, o sperare che passino gli autobus. Per poi passare agli orari per così dire “particolari” della biglietteria, per giungere ai disagi cronici dei ritardi o della sporcizia sui treni. E’ questo ciò che vivono le centinaia di cittadini fondani che ogni giorno prendono il treno per recarsi a lavoro o a studiare. Proprio per questo dopo la raccolta firme dei mesi scorsi di Forza Nuova, questa volta La Destra rilancia l’idea di una petizione per stare vicini ai cittadini. Cittadini che però, già si sentono abbastanza abbandonati dalle istituzioni e che nonostante l’avventura di ogni singola giornata passata sui treni regionali della tratta Roma-Napoli, hanno ancora il coraggio e il diritto di sognare. Proprio per questo, sembra che un gruppo di pendolari, stia studiando il modo di richiedere alle Ferrovie dello Stato di avvantaggiare i cittadini di questa zona aggiungendo una fermata agli intercity. Però, cosa strana, nell’idea dei cittadini fondani non c’è l’intenzione di far fermare l’intercity a Fondi, ma alla stazione di Monte San Biagio. La scelta deriverebbe da un’analisi più che logica e che fa quasi arrossire la stazione di Fondi-Sperlonga, ovvero il problema dei parcheggi. Problema risolto a Monte San Biagio da qualche anno, ma che non lo è di certo a Fondi, dove i posti auto sono quasi interamente all’interno di spazi privati.
Simone Nardone

Sperlonga: il mistero delle carte negate

Polemiche ancora a Sperlonga sulla questiona dei parcheggi a pagamento e dei rapporti dell’amministrazione comunale con la società SIS che li gestisce. Il caso, esploso durante il consiglio comunale dello scorso 30 marzo al momento dell’intervento nel merito del consigliere d’opposizione Benito Di Fazio dell’Udc non accenna a placarsi. Infatti, dopo le accuse, l’intera opposizione si è schierata accanto a Di Fazio decidendo di fare quadrato attorno la sua inchiesta e facendo partire esposti alla Procura della Repubblica di Latina, alla Procura della Corte dei Conti ed alla Seziona Regionale di Controllo Enti locali della Corte dei Conti. Infatti oltre alle divergenze sul totale dei ricavi tra i dati ufficiali del comune e quelli teorici calcolati dal consigliere Di Fazio – che ricordiamo hanno una discrepanza di 2 milioni di euro a svantaggio del comune – ci sono le accuse molto pesanti rivolte dallo stesso consigliere alla poca trasparenza dell’amministrazione comunale riscontrata proprio nei sei mesi dell’inchiesta e nei tanti fascicoli e documenti che spesso gli sono stati negati o consegnati con oltre 30 giorni di attesa. Un comportamento che lo stesso consigliere dell’Udc definisce: “In pieno contrasto con quanto prevede la legge”. Infatti sembra che al momento che il consigliere Di Fazio abbia cercato di informarsi sulle pratiche, il contratto e tutta la documentazione relativa ai rapporti tra il comune di Sperlonga e la società, e i ricavi dei parcheggi dalle strisce blu, gli sia stata esplicitata come scusa dal Segretario Comunale che sulla pratica si dovrebbe segnalare il nominativo di colui che chiede di visionare il permesso di costruire. Tant’è che nell’assise comunale Di Fazio non ha esitato a definire questo comportamento come un comportamento “risibile e del tutto fuori legge, come se si fosse in uno stato di polizia, o in un Comune da repubblica delle banane”. Certo è che difficilmente il segretario comunale o chi per esso riuscirà a contraddire le accuse espresse dal consigliere Di Fazio sulla mancata consegna dei documenti, poiché egli stesso è in possesso delle richieste che inizialmente sono state fatte in data 8 ottobre 2009. Dopo ben 30 giorni, e la mancata evasione delle richieste, lo stesso consigliere comunale ha dovuto sollecitare la pratica e allo stesso tempo per conoscenza ha inoltrato l’atto anche alla procura della repubblica. Il 16 novembre, però, finalmente una parte degli atti richiesti sono stati consegnati nelle mani di Di Fazio che comunque ha lamentato e fatto rilevare nella ricevuta la mancanza di altri atti, mai più consegnati da metà novembre 2009 fino alla fine di marzo del 2010 dopo ben 6 mesi di continue e pressanti richieste.
Simone Nardone

Parcheggi a Sperloga: i conti non tornano

Secondo un calcolo approssimativo fatto dall’opposizione al comune di Sperlonga mancano all’incirca 2 milioni di euro del ricavo dei parcheggi a pagamento. Esatto ben 2 milioni di euro. Benito Di Fazio, consigliere di opposizione dell’Udc, dopo un’inchiesta durata ben sei mesi è arrivato a tirare le somme, somme che però non tornano. Stando ai dati forniti dal settore finanziario del comune di Sperlonga, il ricavo totale prodotto dalle strisce blu nell’anno 2009 è stato di 453.247 euro. Peccato, però, che da una stima fatta dal consigliere Di Fazio, considerando il numero totale dei posti auto, le tariffe orarie, il numero di abbonamenti e soprattutto le riduzioni degli utili nei mesi di maggio giugno e settembre ha prodotto l’ammontare degli introiti teorici di 2.470.973 euro. Quasi sei volte più di quanto certificato dall’ufficio comunale e soprattutto senza inserire i ricavi seppur minimi del mese di aprile. Essendo una stima approssimativa, di erto non si possono escludere degli errori, che però difficilmente vedrebbero una riduzione di circa 2 milioni di euro, perché qui non si parla di bruscolini, ma di ben 2 milioni di euro che per il 65% dovrebbero entrare nelle casse comunali e che per il restante 35% andare alla società che gestisce i parcheggi. Perché stando all’art.8 del contratto stipulato dal comune con la società S.I.S., al comune a scadenza mensile dovrebbero essere versati il 65% dei ricavi. Ma come d’incanto non solo ciò non avviene, riscontrando ad esempio allo scorso settembre un incasso comunale del solo 3,07% dei 275 mila euro per l’anno 2009, ma che stando sempre ai dati forniti dal settore finanziario alla fine del mese di agosto la stessa SIS aveva già versato oltre l’89% del totale. La cosa più curiosa è che entrambi i dati sono emessi dallo stesso ufficio e che a distanza di pochi giorni le divergenze abissali sono nell’ordine dell’86% a svantaggio del comune. Senza considerare che a quanto pare la stessa SIS nel 2009 ha trattenuto il 38,11%, e non il 35% come previsto dal contratto. Tutto questo ha portato i consiglieri di minoranza a far partire degli esposti alla Procura della Repubblica di Latina, alla Procura della Corte dei Conti ed alla Sezione Regionale di Controllo Enti locali della Corte dei Conti, in quanto si ritiene che ci sia stata una cattiva gestione amministrativa dei parcheggi a pagamento. Inoltre lo stesso consigliere Di Fazio ha denunciato anche in consiglio comunale che non tutti i documenti da lui richiesti agli uffici competenti gli sono stati consegnati o fatti visionare, adducendo spesso delle scuse fuorvianti come il fatto che servirebbe l’assenso degli interessati per poter visionare cose che sono esposte all'albo e che chiunque può visionare.
Simone Nardone

De Meo interviene sulla polemica dell'ex casa comunale


Il neo sindaco Salvatore De Meo, risponde alle richieste di delucidazioni espresse dal consigliere del PD Bruno Fiore in merito alla destinazione dei locali dell’ex casa comunale presso palazzo San Francesco. All’indomani delle polemiche montate attorno alla comparsa della targa con su scritto “Ufficio Parrocchiale” in corrispondenza dell’ex ufficio URP De Meo precisa: “Ho fatto una ricognizione degli atti con cui il Commissario ha concesso alcuni locali dell’ex casa comunale. In merito al caso specifico c’era una richiesta della parrocchia, e un accordo informale derivato anche da un colloquio con il Vescovo, ma evidentemente lo stesso commissario non ha avuto il tempo materiale per formalizzare la cosa”. Stando agli atti, quindi, sembra che non ci sia nulla di riconducibile a qualcosa di concreto che abbia permesso in via ufficiale ai frati di “occupare” l’ex ufficio dell’URP esponendo anche la famosa targa. Al di là di ciò, lo stesso sindaco, sottolinea che non esclude che questi atti possano essere ratificati appena investito dei pieni poteri e di assegnare alla parrocchia di San Francesco questi locali, che a quanto pare, però, la parrocchia già si è presa. Lo stesso De Meo ricorda di aver parlato sia con il Vescovo che con il parroco e ha promesso di: “Prestare attenzione alle richieste fatte dalla parrocchia”. Tutto lascia pensare che appena il sindaco si insedi in via ufficiale concederà in comodato gratuito questi locali alla parrocchia di San Francesco, anche perché secondo la teoria della curia, l’atto con cui il commissario ha deciso di spostare l’Avis, liberando gli ex uffici dell’URP è sembrato fosse un accoglimento implicito delle richieste dei locali per uso pastorale. Insomma, l’ennesimo tassello di un puzzle di polemiche che il Commissario Nardone aveva inaugurato assegnando, poi togliendo e spostando ad altra sede l’ufficio centrale dell’Avis e sulle quali continuano a montare polemiche sulla legittimità della targa posta sopra quello che pare essere ormai l’Ufficio Parrocchiale di San Francesco.
Simone Nardone

Frati abusivi


Una strana targa è apparsa improvvisamente all’ingresso della vecchia sede comunale di palazzo San Francesco, in corrispondenza dell’ex ufficio URP. Sulla targa è ben visibile la scritta Ufficio Parrocchiale. L’aggettivo parrocchiale è naturalmente rivolto alla chiesa di San Francesco che è adiacente all’ex sede comunale. I Frati della Parrocchia di San Francesco hanno attualmente in uso gratuito due locali interni alla vecchia sede comunale per le loro attività, ma non hanno mai ricevuto alcun affidamento per quel che riguarda i locali dell’ex ufficio URP. Curioso, perché questi stessi locali erano stati concessi in comodato gratuito, con delibera del Commissario straordinario Guido Nardone all’Avis, salvo poi con altra delibera sostituirli con quelli dell’ex ONMI. Su tale cambiamento di donazione girano anche stravaganti e intriganti leggende metropolitane che vedrebbero un susseguirsi di forti pressioni che avrebbero visto lo stesso commissario Nardone “costretto” a fare retromarcia non assegnando questi locali che pare erano già stati promessi – da non si sa bene chi – ai frati francescani. L’apparizione improvvisa della targa su quei locali lascia comunque perplessi per le modalità e la tempistica. E’ vero che i Frati francescani di Fondi non hanno mai nascosto l’intenzione di appropriarsi dell’intero stabile dell’ex casa comunale, ma allo stesso tempo è pur vero che salvo promesse elettorali non c’è alcun atto formale che permette loro di poter espandersi nei locali che in un lontano passato erano di appartenenza della stessa parrocchia. Puntuale arriva la protesta del PD per voce dell’ex coordinatore cittadino, da poco eletto consigliere comunale Bruno Fiore il quale rivolgendosi direttamente al sindaco De Meo chiede di: “Provvedere immediatamente alla rimozione della targa “abusiva” e di chiarire quale sia l’intenzione della sua giunta in merito alla destinazione dei locali dell’ex casa comunale.”
Simone Nardone

venerdì 9 aprile 2010

Affissioni abusive, pagano tutti


La campagna elettorale è finita da diversi giorni e il comune fa i conti con gli oneri economici della defissione dei manifesti della campagna elettorale abusiva. Soldi che non sono pochi quelli già spesi dallo stesso comune – e quindi dai contribuenti – durante la campagna elettorale per coprire i manifesti affissi abusivamente. Infatti, nonostante gli oltre 200 verbali da parte della polizia municipale l’illegalità nell’affissione ha regnato sovrana, specie da parte di alcune parti politiche. Ciò ha portato gli addetti della ditta che ha lavorato per il comune a coprire all’incirca 300 manifesti al giorno, numero raddoppiato e triplicato negli ultimi giorni di campagna elettorale. Copertura tra l’altro che ha avuto un costo per il comune che si è visto costretto a far stampare oltre 8 mila manifesti bianchi con la scritta “pubblicità elettorale abusiva” per un totale di spesa di poco al di sotto dei mille euro. Costo a cui va aggiunto il rimborso di oltre 2 mila euro alla ditta che si è occupata della defissione dei manifesti abusivi. Tutto ciò nonostante erano state esplicite le parole di alcuni dei candidati a sindaco durante uno dei confronti tra gli aspiranti primi cittadini, che interrogati in merito non esitarono a fare “mea culpa” o a impegnarsi nell’evitare questo tipo di affissione. Impegno venuto meno fin da subito e che ha visto la situazione degenerare come quando Mastromanno ha denunciato il collega De Meo perché con i suoi manifesti aveva coperto i propri spazi. Diverse le lamentele anche da parte della Paparello che in alcuni casi ha anche scritto al Commissario Nardone. Ora stando a quanto prescritto dalla legge la procura ratificando i verbali dovrà far pagare a coloro che nell’illegalità hanno affisso i manifesti, le spese della defissione. Cosa che però stando agli addetti ai lavori non è mai accaduta negli ultimi vent’anni. La speranza è che le lacrime amare che versa il bilancio comunale costringano chi è competente a richiedere che le spese vengano realmente affibbiate a coloro che hanno fatto affiggere i manifesti e non che vadano a gravare sui conti pubblici e quindi su tutti i cittadini.
Simone Nardone

Gli ascensori che non funzionano


E’ passato all’incirca un anno dall’apertura del nuovo palazzo comunale con annesso il parcheggio sotterraneo a pagamento e i due ascensori che collegano il piano sotterraneo adibito a parcheggio con piazza Municipio non sono ancora entrati in funzione. Tutto questo senza considerare che ci sono diversi posti auto per disabili al piano sotterraneo e che quindi è normale che una persona diversamente abile possa scegliere di voler parcheggiare anche nei posti auto al livello sotterraneo. Meno normale è che al momento che qualcuno si avvicini a uno di due ascensori e prema il tasto per azionare il congegno elettronico non trovi alcun tipo di risposta, poiché questi non sono in funzione, o meglio, non lo sono mai entrati. Un problema che va a colpire non solo i disabili ma anche le famiglie con passeggini o le persone più anziane che faticano a fare anche solo una rampa di scale. Una disattenzione da parte di chi ha amministrato il comune di Fondi negli ultimi anni che già aveva visto nascere un problema analogo con il rifacimento del ponte di Sant’Anastasia a pochi metri dello sbocco al mare, dove l’ascensore che si trova tra le due rampe di scale anche lì non è mai entrato in funzione malgrado ormai sono diversi anni che i lavori sono stati ultimati e nonostante ciò nessuno si preoccupa di risolvere questo problema, che naturalmente non fa altro che alzare il muro invalicabile con le persone diversamente abili, che in realtà una buona amministrazione dovrebbe essere in grado di saper abbattere.
Simone Nardone

Elezioni: le coalizioni si dividono ma i dati sono cristallizzati

Che Salvatore De Meo è il nuovo sindaco di Fondi non ci sono dubbi. Come non ci sono dubbi che la politica della legalità attuata dal centrosinistra non ha premiato. Tutto ciò è detto dai dati. Infatti, seppur è vero che Maria Civita Paparello ha conquistato all’incirca 200 voti più del suo predecessore del centrosinistra fondano Fernando Di Fazio, è pur vero che il totale dei voti della Paparello e di Pedica sono inferiori di poco più dell’1% rispetto a quelli dei due aspiranti sindaci di centrosinistra del 2006. Ciò non vuol dire che comunque la coalizione capitanata dalla Paparello abbia avuto una debacle, infatti questi dati devono tener conto del fatto che questa volta in campo c’era un terzo candidato di grande spessore qual’è è stato Franco Cardinale e che con buone possibilità Dante Mastromanno - fuoriuscito dalla vecchia maggioranza - abbia stranamente intercettato nella sua corsa in solitaria dei voti che sarebbero potuti andare al centrosinistra. Addentrandoci più nello specifico con i voti di lista possiamo capire cosa è cambiato e cosa invece è rimasto cristallizzato a distanza di quattro anni. Ad esempio nel 2006 la somma dei voti di Forza Italia e Alleanza Nazionale mostrava una forza al di sopra del 52% delle preferenze. Oggi, invece, aggiungendo ai voti del Pdl quelli della lista Io si, di De Meo, notiamo che le preferenze sono calate di quasi il 3%. Un altro calo netto dell’1% è anche quello che ha riscontrato la lista di Litorale e Sviluppo Fondano. Decisamente fallimentare l’ingresso dei Moderati per Fondi nell’Udc che ha visto precipitare la forza di queste due formazioni di oltre il 4,5%. Allo stesso tempo è facile notare che ha avuto un discreto incremento il PD che all’epoca si chiamava L’Ulivo e che ha migliorato di poco più dell’1,5%. Da evidenziare anche il lieve calo di circa lo 0,5% di quella che è l’estrema sinistra sullo scacchiere che nel 2006 era Rifondazione Comunista, e ora è Sinistra Ecologia e Libertà. Come allo stesso tempo è lievemente calata la lista del candidato a sindaco nel centrosinistra che è andato a vantaggio di altre liste della coalizione. Praticamente identica, invece la forza della lista civica di Progetto Fondi capitanata da Giorgio Fiore che nonostante il salto di coalizione dalla maggioranza a quella di Cardinale ha praticamente mantenuto identica la sua forza ferma intorno all’8,8%. Una situazione comunque abbastanza cristallizzata quella del panorama politico fondano nonostante abbia visto diversi mesi di accesa campagna elettorale.
Simone Nardone

Scatta il toto-giunta


Ancora non c’è la proclamazione degli eletti per i consiglieri comunali e già inizia il valzer dei papabili per rivestire quei ruoli che contano nella nuova amministrazione. Iniziano nelle sedi dei partiti di maggioranza delle vere e proprie consultazioni. Però come sappiamo bene, al di là delle chiacchiere della piazza fondana, sarà il neo sindaco Salvatore De Meo ad assegnare le deleghe degli assessorati. Quel che è sicuro è che queste poltrone, rispondono comunque a dei giochi di potere all’interno della coalizione, dettati sia dal numero delle preferenze che i singoli candidati hanno ottenuto, sia da equilibri tra le forze politiche di maggioranza. Proprio per questo motivo, ci sembra ovvio che una poltrona della nuova giunta toccherà sicuramente all’Udc e con ogni probabilità al suo esponente di spicco già membro della scorsa amministrazione comunale Maurizio Cima. Come una poltrona toccherà ad un esponente del movimento politico di Litorale e Sviluppo Fondano, dove si contenderanno il posto, il consigliere eletto Beniamino Maschietto e l’ex vice-sindaco – che non è riuscito ad essere rieletto – Giulio Cesare Di Manno. Allo stesso modo, per garantirsi salda l’alleanza, non è da escludere che un posto di spessore possa toccare a un esponente locale de La Destra (o Francesco Ciccone o Angelo Macaro) anche per permettergli di essere presenti nella macchina amministrativa, visto che nessuno del partito di Storace è riuscito ad entrare in consiglio comunale. Con ogni probabilità ci sarà anche un assessorato assegnato a uno degli eletti nella lista del candidato a sindaco Io si, tra i quali spicca il nome della preside del liceo classico Gobetti alla quale potrebbe essere assegnata la guida dell’istruzione o della cultura. Un posto di grande rilievo, invece, toccherà al primo eletto Onorato Di Manno al quale potrebbe essere proposto di scegliere la poltrona preferita. Ma allo stesso tempo sembra che un ruolo determinante e di primissimo piano nell’amministrazione spetterà a Onorato De Santis, ex leader di Alleanza Nazionale a Fondi, il quale non è escluso possa addirittura rivestire il delicato ruolo di Presidente del Consiglio Comunale. Gli altri assessorati toccheranno agli altri esponenti del Pdl. In corsa ci sono Silvio Pietricola e Piero Parisella che dall’alto delle loro cinquecento preferenze possono rivendicare un posto. La partita è aperta e tutto è nelle mani del primo cittadino De Meo il quale dovrà fare le sue scelte ed assegnare le deleghe. Tutto questo, sempre se alla fine la nuova maggioranza non decida di allargare la giunta a qualche “tecnico” o qualcuno comunque esterno dal panorama politico e al di fuori degli schieramenti. E sempre se non si faccia la scelta di assegnare la presidenza del consiglio a qualche esponente dell’opposizione. Magari della coalizione di Cardinale, anche se gli attacchi incrociati della campagna elettorale fanno difficilmente pensare che ciò possa accadere.
Simone Nardone

mercoledì 17 marzo 2010

167, la zona incompleta


Fondi, zona 167, cantiere chiuso e lavori fermi. Questo è lo scenario che si presenta dinanzi agli occhi dei semplici passanti e dei residenti della zona. Questa è la situazione che fa da cornice a quello che doveva essere un parco scuola per l’educazione stradale e che per ora continua a rappresentare solamente il termine abbandono in tutta la sua pienezza. Infatti il contratto d’appalto è stato sottoscritto il 5 febbraio del 2008 e la durata dei lavori doveva essere in “390 giorni naturali e continui” come si legge dal tabellone esposto sul cantiere. Inizialmente i lavori sono stato costanti e infatti il presunto parco scuola ha preso velocemente forma. Poi per via della curiosa tribuna in cemento armato i lavori sono iniziati a rallentare. Questo perché l’esiguo numero di operai sono stati impegnati prima nella realizzazione di questa tribuna per poi passare a realizzare le varie aiuole che dovrebbero delimitare le varie stradine del percorso. Stradine che non sono ancora asfaltate e aiuole che sono caratterizzate da erbacce che assomigliano ormai a dei piccoli cespugli. Uno stato di degrado che vede momentaneamente andare in fumo una somma che sfiora i 2 milioni di euro di denaro pubblico. Precisamente ben 1.235.061 euro per il progetto e 687.536 euro per la realizzazione. Lavori che già hanno sforato i 390 giorni previsti per la consegna e che vedono il cantiere costantemente chiuso e abbandonato a se stesso. Situazione tra l’altro che va ad iscriversi perfettamente in un contesto di degrado cronico qual è quello della 167 fondana, dove continuano ad esserci strutture abbandonate come lo stabile vicino alla biblioteca comunale o la pista di pattinaggio nascosta tra le erbacce di via Toscana, e dove la diseducazione sociale e civile di buona parte dei residenti va d’accordo con la scarsa attenzione che le varie amministrazioni comunali hanno dato all’intera zona. Tutto questo mentre i cittadini che vivono in questa zona si domandano quali sono le promesse dei vari candidati per riqualificare nuovamente questa zona di Fondi.
Simone Nardone

Altragricolura chiama in causa il Parlamento


La crisi agricola non accenna a rallentare. Basta guardare le cifre Eurostat per il 2009, per rendersi conto che il reddito agricolo dei Paesi europei ha subito una diminuzione del 12,2% e la riduzione dei redditi degli agricoltori italiani ha raggiunto l’impressionante cifra del 25%. Se poi si considera che quel dato del 25% è un valore medio, è normale che molti imprenditori agricoli sono sull’orlo della bancarotta. Naturalmente, i livelli della crisi sono molto preoccupanti anche nelle zone di Fondi e Sperlonga, dove il settore agricolo è un settore centrale dell’economia. In merito a questa situazione che continua ad aggravarsi interviene Altragricoltura, che afferma: “Il fenomeno rischia di arrivare dimensioni tali da ripercuotersi sull’ordine pubblico, pertanto dobbiamo chiedere un intervento delle istituzioni”. Un ricorso alle istituzioni che i rappresentanti di Altragricoltura intendono come un appello diretto al Parlamento auspicando che un sano confronto in merito porti a delle soluzioni, evitando così di “compromettere seriamente l’intero sistema economico e segnare la fine dell’agricoltura con il conseguente reale rischio che le aziende una volta fallite, possano finire nelle mani della mafia, della delinquenza, della criminalità”. Un rischio che gli agricoltori e la comunità locale non vuole correre, ma che allo spesso si sente stretta e vincolata in dinamiche economiche e giuridiche che non gli competono e che a volte sembrano non interessare neppure a coloro che sono chiamati a rappresentare tutti i cittadini.
Simone Nardone

Osservatorio per la legalità e la sicurezza

Partirà a breve a Monte San Biagio l’Osservatorio comunale per la cultura della legalità e della sicurezza sociale. Il progetto è una proposta che vede d’accordo tutti i gruppi consiliari e i vari esponenti di tutte le forze politiche presenti in paese. Infatti, dopo i vari eventi degli ultimi periodi che hanno creato un dibattito sul problema della sicurezza e dell’ordine pubblico, i consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno deciso di confrontarsi su come poter risolvere questa emergenza. Al termine di questo confronto molto costruttivo, gli esponenti delle varie forze politiche hanno ritenuto inopportuno richiedere un intervento direttamente al Prefetto. Al contrario, la scelta più opportuna è sembrata quella dell’Osservatorio. La questione della sicurezza oggigiorno è certamente un problema che appartiene a tutti i cittadini. Inoltre in questo particolare momento storico, tutte le persone sono alla ricerca di risposte a una domanda di sicurezza che va costantemente accrescendosi. Queste risposte competono naturalmente alle amministrazioni locali. Proprio per questo il compito di questo Osservatorio dovrebbe essere quello di studiare i vari fenomeni inerenti alle tematiche della legalità e della sicurezza sociale e porre all’attenzione delle forze dell’ordine i risultati di questo studio, potendo in piena sintonia con esse lavorare per il bene di tutta la comunità cittadina. L’Osservatorio, sarà una struttura composta da un plenum che raccoglie al proprio interno una rappresentanza del Consiglio Comunale in dialogo con il panorama economico-sociale e culturale del paese facendo in modo che si lavori per la comunità e con la comunità. L’Osservatorio deve riuscire a realizzare un sistema permanente di monitoraggio e di valutazione delle iniziative eventualmente già esistenti atte a contribuire alla costruzione di risposte alla domanda di sicurezza espressa da tutta la comunità locale. Ricercare una soluzione al problema della sicurezza significa concepirla come variabile di valutazione e di verifica sulla presenza o meno di progettualità condivisa da parte di coloro che sono coinvolti o intendono farsi coinvolgere nella soluzione dei problemi sociali. Infine è da aggiungere che nell’ultima conferenza dei capigruppo è stato già stilato un regolamento che delinei il modo in cui tale Osservatorio sarà chiamato ad operare. Tale regolamento, condiviso dai vari capigruppo sarà portato nel prossimo Consiglio Comunale il quale dovrà approvarlo per far sì che l’Osservatorio possa essere immediatamente inaugurato.
Simone Nardone

Luci spente di sera e accese di giorno

Se la sera vi capita di attraversare Corso Appio Claudio o il centro storico, è molto facile che vi ritrovate a camminare al buio, o solo con la luce proveniente dalle vetrine dei negozi. Infatti, quella cittadina è spenta da ormai diversi giorni. La cosa è ancora più curiosa perché non ci troviamo di fronte ai soliti problemi tecnici che non permettono all’illuminazione di entrare in funzione, visto che di giorno le luci funzionano perfettamente. Esatto luci accese di giorno e spente di notte provocando così spreco di denaro pubblico e un disservizio cronico all’intera cittadinanza considerando che la cosa va avanti da un’intera settimana. Il problema potrebbe dipendere dal timer mal regolato, visto che spesso le luci si attivano durante la notte o se si è fortunati in serata. Il culmine, però, si è toccato nel tardo pomeriggio e nella serata di lunedì quando facendosi buio per via del tramonto del sole è calata la notte per tutto il corso di Fondi visto che tutti i negozi del centro erano chiusi per il riposo settimanale e anche le loro luci spente. Quello che si domandano i residenti e anche i passanti è se sia mai possibile che dopo una settimana, nessuno si sia accorto del problema, o se qualcuno si stia prodigando per poterlo risolvere. Nel frattempo meglio portare con se una torcia per illuminarsi la strada.
Simone Nardone

martedì 9 marzo 2010

intervista a Mastromanno, candidato a sindaco


Il dottor Dante Mastromanno è uno dei cinque candidati alla carica di sindaco alle amministrative di fine mese. La sua è una corsa in solitaria poiché appoggiato da una sola lista civica che si chiama Mastromanno per Fondi. Consigliere uscente di maggioranza ora sfida i vari De Meo, Cardinale, Paparello e Pedica. Con lui cerchiamo di capire qual è la proposta amministrativa che presenta alla città.
Qual è la vostra idea per sviluppare il turismo a Fondi? La priorità a nostro avviso è incentivare il turismo sulla fascia costiera. Il tutto attraverso nuovi parcheggi e accessi al mare. Ma allo stesso tempo bisognerebbe risistemare e abbellire il centro storico e trovare qualche modalità che possa incentivare il turismo in vari periodi dell’anno come un palio o una lotteria cittadina.
Come pensate di abbattere il muro tra il centro e le varie contrade? Il vero obiettivo sarebbe quello di avere la rappresenta in consiglio comunale. Infatti noi pensiamo che ogni contrada dovrebbe riuscire a far eleggere un proprio rappresentante superando gli schieramenti politici. E questa nostra idea è anche una proposta che lasciamo ai vari comitati di zona che si facciano carico di portare un proprio rappresentante in consiglio comunale.
Per quanto riguarda la sanità e in particolar modo l’ospedale di Fondi? In qualità di medico sono molto felice che mi abbiate fatto questa domanda. Comunque la nostra idea di base è cacciare la politica dalla sanità in quanto troppo spesso ne vanno di mezzo i malati. In secondo luogo puntiamo a potenziare le nostre eccellenze come chirurgia e ginecologia e a fare in modo che l’ospedale non venga smantellato. Infine il nostro obiettivo deve essere puntare a farlo diventare un fiore all’occhiello della nostra città come era una volta e non come è diventato ora, con i cittadini che hanno paura a farsi curare in questa struttura.
Passiamo alla crisi agricola e alla gestione del Mof, quali proposte presentate in merito? Puntiamo ad un vero sviluppo agricolo che passi attraverso un controllo diretto dei prezzi e un accorciamento della filiera. Cercando naturalmente di andare a difendere i contadini che troppo spesso rappresentano l’anello debole della catena.
Sullo sviluppo economico cittadino, avete altre idee? Sicuramente lo sviluppo deve avvenire attraverso gli incentivi per la nascita di una grande area artigianale in tutto il territorio fondano e attraverso alcune infrastrutture.
A quali infrastrutture pensate? Pensiamo alla costruzione di una nuova circonvallazione che allevi il traffico troppo spesso strozzato dai mezzi pesanti o anche di una bretella che colleghi Fondi al mare e faccia diminuire il traffico nei periodi estivi.
In merito all’urbanistica? Qui abbiamo una proposta davvero innovativa perché proponiamo un metodo che sia un poco il contrario di ciò che avviene oggi. La nostra idea è di creare prima i servizi e la viabilità, poi creare aree edificabili e solo infine rilasciare la licenza edilizia. Così si potranno evitare degli scempi come quelli fatti a Le Spinete.
Infine una domanda elettorale: quante possibilità avete di vincere e quali sono i vostri obiettivi? Siamo realisti e non abbiamo alcuna possibilità di vincere. Ma sappiamo che ci sono ottime possibilità di ballottaggio. Noi pensiamo di essere una forza che sta attorno al 4%, ma di sicuro non faremo alleanze solo per la poltrona. Ci coalizzeremo solo con chi ci garantirà di applicare il nostro programma, altrimenti non daremo l’appoggio a nessuno.
Simone Nardone

presentata la lista Civita per Fondi


“Abbiamo deciso la piazza perché l’agorà è il punto di incontro di una città e noi vogliamo rappresentare un luogo di incontro”. E’ con queste parole che Maria Civita Paparello ha aperto la presentazione della propria lista Civita per Fondi. Con lo sfondo del castello baronale da una parte e di una buona cornice di pubblico dall’altra, la candidata a sindaco per il centro-sinistra fondano ha precisato le priorità della proposta amministrativa. Priorità che ruotano attorno ai punti cardine della solidarietà e della partecipazione. Perché come sottolinea la stessa candidata: “Governare vuol dire pensare a tutta la cittadinanza”. Così dopo aver ricordato le varie liste che la sostengono in questa campagna elettorale - Civita per Fondi, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Lido di Fondi e Unione delle Contrade Fondane - la stessa Paparello ha presentato tutti i membri della sua lista. Una lista variegata fatta di giovani e meno giovani, schierati e meno schierati, cattolici e laici, ma tutti con un solo punto in comune la voglia di ricominciare. Infatti, quasi tutti i candidati presentandosi alla cittadinanza ci tengono a ripetere quello che è lo slogan principale della candidata a sindaco “ricominciamo”. Diversi i temi proposti dai vari candidati che vanno dalla riqualificazione del centro storico, fino a riscoprire il termine di comunità cittadina passando attraverso l’ambiente, la raccolta differenziata, la sanità e l’attenzione alle contrade. Presentati anche i tre fondani candidati alla carica di consigliere regionale all’interno delle formazioni di centro-sinistra che sono: Silvia Aceto per il Partito Democratico, Daniele Vecchio per Sinistra Ecologia e Libertà e Onorato Mazzarrino nel listino della Bonino. Il tutto mentre continua la polemica a distanza tra la candidata a sindaco del centro-sinistra e lo sfidante De Meo sugli usi civici. Polemica che ha visto attacchi e difese incrociate al Commissario Nardone. In particolar modo è da evidenziare che la Paparello ha esplicitamente affermato che “il Commissario Nardone non è al di sopra delle parti”. Tale affermazioni molto pesanti sono scaturite dopo un video andato in onda sull’emittente locale di canale 7 con la quale lo stesso Commissario intendeva dare un chiarimento pubblico. Chiarimento evidentemente non avvenuto visto che la Paparello accusa lo stesso commissario di “una disinformazione tesa a fuorviare la buona fede degli elettori”.
Simone Nardone

Auento mensa scolastica

Continua la politica di risanamento del bilancio pubblico adottata dal Commissario Nardone. Ultima novità che inizia a provocare qualche polemica all’interno della città di Fondi è la decisione di aumentare il costo della mensa scolastica del 25 per cento annuo. Un dato che nasce da un semplice calcolo – come spiega il commissario nella delibera di adozione del provvedimento – scaturito dalla rivalutazione delle tariffe in base ai nuovi indici Istat. Infatti le tariffe erano ferme ai dati Istat del 1999 e l’adeguamento ha portato a questo oneroso 25 per cento. In merito alla faccenda sono intervenuti anche gli esponenti locali di Sinistra Ecologia e Libertà i quali affermano: “Non ci piace mascherare con ragioni burocratiche una scelta antipopolare, che colpisce in primo luogo le classi meno abbienti di Fondi”, accusando indirettamente l’amministrazione uscente. Allo stesso tempo gli esponenti di SEL si dicono in attesa di una delibera che specifichi quali sono gli oneri economici a carico direttamente dei genitori, poiché è scontato che almeno una parte dell’aumento ricada direttamente sulle famiglie. Una decisione che inizia ad incontrare diverse polemiche trovando addirittura l’accusa di “togliere i contributi a servizi essenziali e farli rimanere o aumentare in altri settori, cambiando l’orchestra ma facendo in modo che la musica resti sempre la stessa”.
Simone Nardone

Fondi e i suoi "non" trasporti pubblici


Che a Fondi manchi un vero servizio di trasporto pubblico è cosa nota. Ora in tempo di campagna elettorale la voce si fa più insistente e ancor più assillante la richiesta di un servizio che possa realmente essere un modo per collegare le varie contrade al centro. Anche se all’atto pratico nei programmi dei vari candidati la voce inerente a questo tema è difficilmente rintracciabile. Eppure sono infiniti i disagi che la mancanza di un servizio di navette pubbliche crea alla comunità. Per cominciare l’impossibilità degli abitanti delle contrade di potersi recare in paese in modo autonomo. La difficoltà per le persone più anziane di poter essere indipendenti nel recarsi al cimitero. Ma anche come semplice elemento per poter abbattere quello che da molti è considerato come il muro che divide la città dalle contrade e dalle periferie. Anche perché l’unico vero sistema di trasporti presente a Fondi è privato e collega solo una parte della città, con la stazione ferroviaria e con il Salto Covino. Anche su queste due linee c’è molto da ridire, poiché il tragitto che compie l’autobus copre solo una parte di Fondi passano solo attraverso via Appia e via Stazione. Inoltre per quanto riguarda i problemi legati alla stazione, c’è da dire che la risorsa del trasporto pubblico sarebbe molto preziosa in quanto nei pressi della ferrovia mancano i parcheggi comunali e quelli privati sono molto dispendiosi, come lo è la singola corsa con l’autobus del costo di 1 euro. Una spesa costante troppo alta per chi è obbligato ad usufruirne per lavoro quasi tutti i giorni. Eppure nonostante la gravità del problema, mancano progetti concreti e valide alternative, visto che l’unico venuto fuori negli ultimi tempi è quello difficilmente realizzabile di: “Una metro leggera che possa unire centro e periferia” proposta da De Meo durante il confronto con gli altri candidati, organizzato dall’associazione geometri alcuni giorni addietro.
Simone Nardone

Giorgio Fiore dalla parte degli autotrasportatori


Progetto Fondi e il proprio leader Giorgio Fiore si schierano dalla parte degli autotrasportatori ortofrutticoli provenienti dal sud Italia. Per loro la situazione è radicalmente cambiata da quando a Formia sono in corso i lavori sulla Flacca per il rifacimento del ponte di Mola. Infatti agli autotrasportatori dell’ortofrutta che devono arrivare al mercato di Fondi non è permesso transitare nella zona dei lavori e pertanto sono obbligati a fare un giro molto più lungo, che di solito li costringe a perdere l’intera mattinata, arrivando al Mof solo nel primo pomeriggio con ingenti perdite di tempo e di denaro. La situazione è ancora più seccante, in quanto l’autorizzazione non concessa agli autotrasportatori dell’ortofrutta, viene invece rilasciata a quelli di altre categorie e di altre attività commerciali. Pertanto, tale posizione di Fiore e della lista civica di Progetto Fondi vuole essere un modo per porre all’attenzione del comune di Formia quello che sta divenendo un vero e proprio danno all’economia fondana. Cercando in tal modo di focalizzare il problema e tentando di far rilasciare l’autorizzazione al transito anche ai mezzi pesanti di questa categoria di autotrasportatori. E’ da sottolineare il fatto che il Mercato Ortofrutticolo di Fondi opera in particolar modo nelle prime ore della mattina e proprio per questo motivo, il danno è ancor più elevato. Un protrarsi nel tempo delle stesse problematiche potrebbe indurre alcuni grossisti a cambiare strategie aziendali andando ulteriormente ad incidere sull’economia del Mof e automaticamente su quella della città di Fondi. Anche perché la consegna dei lavori riguardante il ponte – sperando non vi siano proroghe – avverrà non prima del 31 maggio, e quindi, in caso di mancate autorizzazioni, il problema continuerebbe a gravare sulla categoria per altri tre mesi.
Simone Nardone

lunedì 1 marzo 2010

Prg e varianti. Le posizioni dei candidati

Si è svolto nei giorni scorsi presso la sala del Castello Baronale l’incontro tra i quattro candidati a sindaco – Maria Civita Paparello, Dante Mastromanno, Salvatore De Meo e Franco Cardinale – e l’associazione dei geometri. Tema centrale dell’incontro l’eterno dibattito tra la necessità di un nuovo piano regolatore o il ricorrere a varianti urbanistiche. Importante la posizione di tutti e quattro i candidati, i quali concordano sulla necessità di un nuovo Prg per ridisegnare lo sviluppo urbanistico della città di Fondi. In particolar modo la Paparello parla di: “Snellire le procedure per il rilascio di autorizzazioni, attraverso una regolamentazione preciso e trasparente.” Cardinale, invece dal canto suo punta a un: “Ripristino della Commissione Edilizia Comunale e del relativo Regolamento”. Mastromanno, va più sul concreto accusando: “Non si può parlare di costruzioni per l'aggregazione e la vita sociale quando manca l'illuminazione, a volte strade sicure, addirittura in certi casi l'acqua”. Infine De Meo, ex assessore all’Urbanistica, afferma: “Va combattuto l'abusivismo e dovremo occuparci seriamente di viabilità rurale ma allo stesso tempo di ciò che è in progetto, come una metro leggera che possa finalmente unire centro e periferia”. Fatto sta che gli abitanti delle nuove aree, come la zona delle Spinete e delle varie traverse di via Madonna delle Grazie, sono abbastanza seccati dal dibattito che continua a produrre un costante “nulla di fatto”. Proprio su questo la candidata del centro-sinistra insiste dicendo che “le Spinete sono un quartiere dormitorio, in cui mancano i servizi primari”. Infatti, i disservizi in tali zone continuano ad essere numerosi. Ci sono ancora svariate abitazioni che nonostante siano state costruite in piena regola non godono del sistema fognario, come ad esempio le costruzioni in via Svizzera. In tante altre strade, invece, è paradossale come siano state costruite case senza pensare ai collegamenti. Tant’è che la maggior parte delle traverse delle Spinete e di via Madonna delle Grazie sono strade senza uscita, perché la via termina con un’abitazione o semplicemente non si collega a traverse corrispondenti – anch’esse senza uscita – distanti poche decine di metri. Assurdo anche come in altre strade si è prima fatto costruire in modo selvaggio tralasciando i servizi. Questo è il caso ad esempio di via Emilia, dove la carreggiata e poco più ampia della stazza di un’utilitaria, e dove il doppio senso di marcia non fa di certo migliorare la situazione della viabilità. Il tutto senza considerare le condizioni dell’asfalto che in queste zone assomiglia a quello di un territorio del terzo mondo, con buche che con il passare del tempo si trasformano in voragini. Una condizione che gli abitanti non riescono più a tollerare, specie dopo che al temine di anni di battaglie e di richieste hanno ottenuto come unica risposta concreta un cartello a inizio strada che segnala un pericolo e un limite di velocità di 30 Km/h.
Simone Nardone

domenica 28 febbraio 2010

Cinque candidati a sindaco


I giochi sono fatti. Le liste sono state presentate e la partita non è più a quattro come tutti si attendevano, ma a cinque. Infatti oltre ai candidati a sindaco già noti – Franco Cardinale, Salvatore De Meo, Dante Mastromanno e Maria Civita Paparello – si è aggiunto il senatore Stefano Pedica che con il solo supporto della lista dell’Idv, con la quale correrà da solo alla carica di primo cittadino di Fondi. La scelta non si capisce se sia scaturita da una problematica burocratica della coalizione di centro-sinistra o da una volontà dei vertici del partito di Di Pietro, anche se a quanto il tutto sembra rintracciabile all’interno della prima ipotesi. Fatto sta che la coalizione con al vertice la Paparello perde una lista che a questo punto correrà da sola. In realtà la mattinata di presentazione delle liste ha visto come sempre molta effervescenza presso i locali comunali per la presentazione dei documenti che permettevano di accreditare le liste alla corsa per le amministrative. Movimento, quello attorno al nuovo palazzo comunale che ha visto momenti di discussioni e scontenti delle varie coalizioni confrontarsi anche animatamente, per via di particolari posizionamenti all’interno della graduatoria. Non sono mancate le presentazioni delle liste “last-minute” con corse e raccolte di firme nella piazza antistante il comune. Gli esperti direbbero che è sempre la solita storia, ma in realtà qualcosa di diverso c’è in quanto lo scenario politico fondano è a dir poco colorito. Le liste in totale sono ben 16, anche se non tutte sono completate dai 30 candidati. Gli sfidanti per la carica di sindaco come già detto in precedenza sono 5 e sono: Franco Cardinale appoggiato da 4 liste - Uniti per Fondi, Progetto Fondi, Lega Lazio e Città Nuova -; Salvatore De Meo supportato da 5 liste - Io si con Salvatore De Meo, Popolo della libertà, La Destra, Litorale e Sviluppo Fondano e l’Unione di Centro -; Dante Mastromanno con una sola lista in proprio sostegno quella di Mastromanno per Fondi; Maria Civita Paparello che raccoglie tutto il centro-sinistra esclusa l’Idv - Civita per Fondi, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Lido di Fondi e Unione delle Contrade Fondane -; e infine il neo candidato Stefano Pedica con il sostegno della lista dell’Italia dei Valori. Un frazionamento e una dispersione del voto che fa comunque aumentare l’ipotesi del ballottaggio che ormai quasi tutti a Fondi danno per certo. Resta da capire il peso - seppur minimo - dei due outsider Mastromanno e Pedica, e soprattutto come verrà frazionato il voto degli elettori di centro-destra, oltre a vedere quale sarà l’effetto novità della Paparello. Insomma una campagna elettorale tutta da seguire, specialmente ora che entra nel vivo.
Simone Nardone

Al voto dopo quelle famose dimissioni


Siamo ad un mese esatto dalle elezioni amministrative del prossimo marzo. A Fondi si arriva al voto per via di quello che potrebbe essere definito come un curioso caso di scioglimento ordinario. Non è difficile infatti dimenticare la vicenda della commissione d’accesso e il “Caso Fondi” che impazzava sulla stampa e la televisione nazionale. Ancor meno difficile è da dimenticare le improvvise dimissioni di un’amministrazione che si reggeva su una maggioranza solidissima, solo due giorni prima che il Consiglio dei Ministri si dovesse pronunciare sullo scioglimento o meno del Consiglio Comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. Dimissioni, tanto controverse quanto interessanti negli assetti politici all’interno del centro-destra cittadino, in quanto bisogna sottolineare che i consiglieri di Progetto Fondi – lista dell’ex Presidente del Consiglio Comunale Giorgio Fiore – furono gli unici a rifiutarsi di lasciare la propria carica. Frattura quella consumata su questo fatidico evento che non solo ha incrinato i rapporti tra il Pdl e la forte lista civica fondana, ma che ha portato a numerose fuoriuscite dalla coalizione di centro-destra “ufficiale” per passare al raggruppamento con a capo Franco Cardinale. I nomi sono diversi, anche se i più interessanti sono sicuramente gli ex amministratori Turchetta, Cacciola, De Arcangelis e lo stesso Giorgio Fiore. Situazione che ha portato anche alla fuoriuscita del dottor Dante Mastromanno che ha deciso di abbandonare il gruppo del Pdl di cui faceva parte per correre da solo: “Per evitare di stare altri 4 anni in consiglio comunale a scaldare solo la sedia”. Ma soprattutto, questa condizione ha portato il centro-sinistra a formare una coalizione omogenea – tranne la fuoriuscita dell’Idv – frutto anche del lavoro all’interno del Comitato Permanente Antimafia. Interessanti le proposte di liste civiche delle varie contrade, per cercare di battere lo strapotere del centro-destra sia a San Magno che a Le Querce, fin’anche al Salto di Fondi, dove la coalizione della Paparello presenta addirittura una lista autonoma con capolista Vincenzo Trani dell’Associazione Caponnetto. Tanti candidati e soprattutto tante novità in ambito elettorale che arricchiscono questa corsa all’amministrazione cittadina.
Simone Nardone

Denunciato colui che minacciò di far saltare in aria una sede elettorale

Gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi hanno denunciato il 46enne P.D.. Al pregiudicato fondano è contestato il reato di “procurato allarme”. Infatti, stando alle indagini, tale P.D. sarebbe colui che nella tarda serata di mercoledì della scorsa settimana aveva effettuato la telefonata anonima al commissariato di polizia di Fondi minacciando di “far saltare in aria” un comitato elettorale in una nota via della città. Grazie all’intensificazione dell’attività di vigilanza e controllo disposta dalla Questura di Latina, al fine di prevenire il verificarsi di atti illeciti vista la vicina scadenza elettorale e grazie ad accurate indagini, le forze dell’ordine sono riuscite ad arrivare all’uomo. Questo, con ogni probabilità, sentitosi alle strette ha anche confessato, ma si è giustificato affermando che la telefonata era stata fatta solo “per fare uno scherzo”. Gli agenti hanno comunque operato una perquisizione nell’abitazione del finto attentatore. Perquisizione che ha scongiurato il possesso di armi e materiale esplosivo e di conseguenza ogni tipo di rischio per i candidati e per la cittadinanza tutta. Ricordiamo che fin dai primi momenti della vicenda le forze dell’ordine avevano intuito che si potesse trattare della solita bravata di cattivo gusto. Tra l’altro, alcuni dei degli aspiranti primi cittadini – che ricordiamo sono Franco Cardinale, Salvatore De Meo, Dante Mastromanno e Maria Civita Paparello – erano venuti a sapere della stessa notizia da un passaparola o dagli organi di stampa, non essendo stati contattati direttamente dalla polizia. La vicenda si era così assopita in un “falso allarme”, permettendo ai candidati di poter continuare la propria campagna elettorale senza alcun rischio, anche se si attendeva che il colpevole di tale gesto venisse prontamente identificato. Ciò è avvenuto nella giornata di ieri e il soggetto che ha compiuto tale atto di intimidazione ora dovrà rispondere delle sue azioni davanti all’Autorità Giudiziaria di Latina.
Simone Nardone

giovedì 25 febbraio 2010

Giorgio Fiore smentisce


Giorgio Fiore, fa marcia indietro, non sarà candidato alle regionali nella lista della Bonino. La notizia che ha tenuto banco in questi ultimi giorni si è dissolta nel nulla. Il panorama politico fondano continua a tingersi di incertezza. Infatti dopo che l’annuncio era stato fatto passare per ufficiale, arriva la secca smentita. In realtà, però, le notizie non emergono mai dal nulla e forse qualcosa in cantiere c’è stato per davvero. Comunque al di là degli annunci e delle smentite di questi ultimi giorni, rimane quella che può essere definita come un’unità di intenti con la coalizione di centro-sinistra, che parte da questo presunto accordo informale sulle regionali ma che automaticamente potrebbe ripiegarsi anche su quello che è l’ambito cittadino in caso del probabile ballottaggio. Rimane questa sintonia nel contrastare il potere del partito di Fazzone su Fondi che è un punto comune alla linea di entrambe le coalizioni non allineate al Pdl - sia di quella con a capo Franco Cardinale che di quella con in testa Maria Civita Paparello -. Sta di fatto che la non candidatura di Giorgio Fiore nella lista della Bonino, di certo va a rasserenare i rapporti con lo stesso Cardinale e i vari partiti e liste fermamente orientati a destra di questa coalizione. Allo stesso tempo, anche la maggior parte dei simpatizzanti di centro-sinistra tirano un sospiro di sollievo per quella che infondo sarebbe stata una candidatura scomoda. Ancor più, perché cambiando le variabili non cambiano i contenuti, facendo rimanere sul tavolo i principi alla base dell’accordo che era stato erroneamente annunciato nei giorni scorsi. Insomma, in queste ultime battute prima della chiusura delle liste tutto rimane caratterizzato dall’incertezza, mentre si avvicina la data di un mese esatto dalla scadenza elettorale.
Simone Nardone

La Paparello e De Meo sulla posizione di Fiore


Continua a tenere banco la candidatura dell’ex Presidente del Consiglio comunale Giorgio Fiore alle regionali. La notizia è eclatante soprattutto perché l’esponente di spicco della politica fondana viene da due mandati di governi cittadini di centro-destra, ma alle regionali il suo nome sarà inserito nella lista della Bonino. Un repentino cambiamento di sponda, nonostante alle contemporanee amministrative, lo stesso Fiore si candida a consigliere comunale nelle lista civica di Progetto Fondi a sostegno di Franco Cardinale in quella che è una coalizione dichiaratamente di centro-destra, anche se “non ufficiale”. A tal proposito, l’ex alleato e candidato a sindaco Salvatore De Meo afferma: “Sono convinto che è una scelta consapevole, anche se questa posizione è diametralmente opposta a quello che è stato un percorso politico di centro-destra che lo ha contraddistinto negli ultimi anni. Al di la di questo – continua De Meo – penso che sia il popolo tramite il voto a doversi esprimere e giudicare tale scelta”. Più riflessiva l’interpretazione della candidata a sindaco del centro-sinistra Maria Civita Paparello, la quale sostiene: “E’ la manifestazione del forte malessere all’interno del centro-destra fondano. L’ennesima rappresentazione di un senso di soffocamento dovuto ad una leadership troppo oppressiva”. Fatto sta che la candidatura ha spaccato le posizioni dei vari schieramenti. Scontenta la gran parte del popolo del centro-sinistra che si ritrova un alleato che fino a pochi mesi fa è stato un acerrimo nemico politico. Problematica la posizione di Progetto Fondi e dello stesso Fiore all’interno della coalizione dichiaratamente orientata a destra. E più preoccupata la coalizione del centro-destra ufficiale che potrebbe trovarsi privata di una parte di voti anche alle regionali, che l’ex Presidente del Consiglio comunale potrebbe trascinare con se a sostegno della lista della Bonino. Continua ad avvicinarsi la scadenza elettorale e l’ipotesi sui risultati delle urne si fa sempre più intrigante man mano che accordi e candidature si rivelano più veritiere.
Simone Nardone

Gorgio Fiore alle regionali con la lista Bonino


Giorgio Fiore è candidato al consiglio regionale nella lista della Bonino. Manca ancora l’ufficialità, ma la notizia rimbalza di bocca in bocca acquistando sempre più peso e creando stupore in tutto il panorama politico fondano. I simpatizzanti del centro-sinistra non si spiegano questa repentina svolta. Gli ex alleati del Pdl la giudicano come il tentativo di trovare un accordo cittadino in caso si arrivi al ballottaggio. Mentre i suoi sostenitori lo giustificano definendolo uno stratega politico in questo quadro di alleanze trasversali. In realtà sarebbe da chiedersi come abbia preso la decisione l’alleato Franco Cardinale essendo un uomo di centro-destra che si rifà comunque ad esponenti del Pdl. Allo stesso modo però, non è da sottovalutare quello che potrebbe risultare un importante accordo in vista di un ipotetico ballottaggio. Infatti a Fondi, da diverse settimane la domanda che in molti si pongono ruota attorno a quali preferenze avrebbero Fiore e Cardinale in caso restassero esclusi dal ballottaggio. O, allo stesso modo, quali diventerebbero le scelte del centro-sinistra in caso la Paparello rimanesse al di fuori dello scontro a due. Sulla carta questa candidatura potrebbe avvicinare i due schieramenti anti-Pdl in vista di quel ballottaggio che a Fondi sembra ormai nell’aria. Una sorta di accordo implicito, che, in caso dovesse trovare dello stesso parere anche il capo coalizione Cardinale, farebbe realmente tremare i vertici del partito di Fazzone. Senza considerare che potrebbe far trovare al governo cittadino, o all’opposizione, una grande coalizione che andrebbe da Forza Nuova a Sinistra e Libertà. Naturalmente questa – per adesso - è fantapolitica. Ma le elezioni si avvicinano e le voci, gli accordi, le alleanze e le scissioni diventano ora dopo ora più reali.
Simone Nardone

Emergenza furti, questa volta colpo alle Querce

A Fondi torna di nuovo a farsi sentire l’emergenza furti. Vittime, come al solito, i residenti delle varie contrade. Nonostante le continue lamentele dei comitati spontanei e di semplici cittadini, i furti registrati sul territorio fondano sempre molto numerosi. Spesso, messi a segno in piena notte, vedono colpite abitazioni isolate. Inoltre, i colpi vengono messi a segno con una certa facilità e similitudine di stile, anche se a quanto pare, non sono collegabili tra loro. Fatto sta che l’emergenza furti è un fattore di una certa importanza e un tema molto caro a coloro che abitano nelle contrade. Questa volta le vittime sono i cittadini della contrada Le Querce. Il colpo è stato messo a segno nella notte tra giovedì e venerdì, non si sa di preciso in quale orario. Il bottino del furto è stato un furgoncino, un telefono cellulare, dei soldi in contanti e anche un’ape car. Quest’ultima è stata ritrovata sulla strada, non troppo lontana dall’abitazione, abbandonata nella fuga dai ladri. L’ennesimo furto ha prodotto oltre alla collera dei derubati, quella degli abitanti dell’intera zona, i quali in coro dicono: “Non si può più stare tranquilli neppure in casa propria”. In realtà, le forze dell’ordine spesso interpellate in merito dai cittadini, cercano di avere un monitoraggio continuo sull’intero territorio. Ma è pur vero che allo stesso tempo, almeno di precise segnalazioni faticano ad essere costantemente presenti in ogni zona, per via anche del grande territorio abitato e delle numerose contrade presenti sul territorio fondano. Con ciò di certo non devono essere abbassati i riflettori su quello che per gli abitanti delle contrade rimane un tema molto scottante e di primissimo piano sulla sicurezza personale e delle proprie abitazioni.
Simone Nardone

lunedì 22 febbraio 2010

Telefonata anonima: un comitato elettorale salterà in aria!


Erano all’incirca le 22,30 di mercoledì sera, quando al Commissariato di Polizia di Fondi è giunta una telefonata anonima molto particolare. Stando a quanto è trapelato, sembra che in questa chiamata, una voce abbia preannunciato atti intimidatori ad uno dei quattro candidati a sindaco e alla propria sede elettorale, con la possibilità dello scoppio di un ordigno in uno dei quartier generali dei pretendenti alla carica di primo cittadino. Il tutto senza mai fare accenno a un candidato specifico o a qualche lista elettorale. Fatto sta, che immediatamente, sono stati allertati anche i Carabinieri e la Finanza, i quali hanno prontamente effettuato dei controlli, senza trovare fortunatamente alcun riscontro. I vari candidati si dicono all’oscuro di tutto, e che hanno appreso della notizia da “voci di piazza”. Sta di fatto che le varie forze dell’ordine continuano a presidiare i principali comitati elettorali partendo dai due di via Arnale Rosso di Cardinale e De Meo, fino a quelli di via degli Ausoni della Paparello e quello in via 24 maggio di Mastromanno. Non è da escludere il fatto che possa essere stato fatto tanto rumore per nulla. Gli organi inquirenti non tralasciano neppure l’ipotesi che il tutto potrebbe essere frutto della solita bravata di cattivo gusto di qualche ragazzo o megalomane. Ciò sembra sempre più probabile considerando che fin’ora la notizia è rimasta infondata. Insomma, dopo tutte le varie vicissitudini politiche e non degli ultimi mesi che hanno avvelenato il dibattito politico, questo sembra l’ennesimo elemento di disturbo ad un sano confronto politico e ad una campagna elettorale che già è entrata nel vivo da diverse settimane. Così, mentre le forze dell’ordine continuano il loro lavoro per cercare di individuare chi c’è dietro questa strana segnalazione, forse è compito dei vari candidati abbassare - già dalle prime battute di questa campagna elettorale - i toni e passare ad un sano confronto politico. Cercando così, di dare una mano a stemperare le temperature troppo accese del clima politico fondano.
Simone Nardone

Oltre 20 comitati elettorali solo in centro


Mancano ancora una decina di giorni alla chiusura delle liste, eppure Fondi è in piena campagna elettorale. Ciò lo si può osservare dai vari comitati elettorali e le diverse sedi delle liste che vanno a formarsi e a sorgere per le vie del centro e delle zone limitrofe. Abbiamo pertanto cercato di fare un giro nel centro città e abbiamo contato ben 20 sedi e comitati elettorali, sia appartenenti a candidati a sindaco che ad aspiranti consiglieri comunali. Una rivitalizzazione degli immobili sfitti del centro fondano che a quanto pare riesce a vivere a pieno solo in periodo elettorale. Senza contare altri che sicuro sono nati nelle periferie e nelle contrade che non abbiamo avuto modo di contare. Sperando di non esserci dimenticati di alcuna sede e di alcun comitato elettorale, possiamo affermare di averne contate ben 13 appartenenti al candidato a sindaco Salvatore De Meo e a candidati collegati alle liste che lo sostengono. Sono invece 3 quelli appartenenti alla coalizione di centro-sinistra che supporta la candidata a sindaco Maria Civita Paparello. 2 quelli in appoggio a Franco Cardinale e 1 solo per Dante Mastromanno e per la sua lista. Tutto questo senza conteggiare almeno un’altra decina di ex negozi tappezzati da manifesti elettorali e quindi trasformati a spazio pubblicitario per i diversi candidati. Insomma la corsa alla visibilità per gli aspiranti amministratori oltre a passare per i manifesti, la televisione locale e internet, inizia ad approdare – come capita ad ogni tornata elettorale – anche alle sedi di liste e partiti e ai vari comitati in sostegno dei singoli candidati. L’economia cittadina respira e i proprietari dei locali adibiti a uffici elettorali non disdegnano, ma è altrettanto evidente il fatto che il centro cittadino è sempre più vuoto di attività commerciali e che i vari spazi vuoti vengono occupati solo in tempo di campagna elettorale.
Simone Nardone

Bonino e Paparello tra regole, partecipazione e trasparenza


Sabato pomeriggio l’auditorium comunale di Fondi e l’universo di centro-sinistra si sono colorati di rosa mentre si parlava di politica, di campagna elettorale e di uno stile di amministrazione. Infatti l’incontro ha visto come attrici principali le due “prime donne” della sinistra in questa tornata elettorale sia in regione che al comune di Fondi, per parlare di quelle parole chiave che accomunano le loro campagne elettorali: partecipazione e trasparenza. Un incontro fortemente cercato da Emma Bonino che ha voluto confrontarsi con la prima candidata donna della storia di Fondi a concorrere alla carica di primo cittadino. Nella buona cornice di pubblico presente in sala, sono stati diversi i temi toccati dai due intensi interventi che trovano un unico filo conduttore: la voglia di ricominciare. Concetto che rappresenta soprattutto la “volontà di recuperare fiducia nelle istituzioni e riappropriarsi del bene comune”. In particolar modo la candidata a sindaco Maria Civita Paparello ha parlato di “Fondi, dove il cittadino deve ritornare ad essere protagonista e a cui bisogna restituire la dignità perduta”. Dignità, che secondo la Paparello va ricercata attraverso il lavoro. Diritto questo, di cui a Fondi non possono usufruire gli 8000 iscritti al centro per l’impiego. Ribadendo che questo “è un dato davvero allarmante” ed evidenziando il fatto che le passate amministrazioni non hanno fatto nulla per migliorare la situazione, “in particolar modo per i giovani, che spesso sono costretti al pendolarismo per avere una qualche garanzia di futuro”. La candidata a sindaco, ha anche toccato un altro tema molto delicato quale è il turismo, sul quale propone: “L’istituzione di un'agenzia turistica comunale, che programmi e coordini con i parchi e le associazioni operanti nel settore le iniziative che valorizzino tutti i settori produttivi, le risorse locali, storiche, paesaggistiche ed enogastronomiche”. Insomma malgrado le diversità, ambedue le candidate hanno dimostrato la volontà di impegnarsi per vincere e rappresentare l’intero popolo del centro-sinistra.
Simone Nardone

La corsa solitaria di Mastromanno


“Noi siamo i sostenitori a supporto della brigata Mastromanno per Fondi” è con queste parole che il tenente-colonnello Margaglio presenta, con la sua testimonianza, la candidatura a sindaco di Dante Mastromanno. E’ così che si presenta il noto dottore fondano alla cittadinanza, rappresentando la quarta forza in campo per concorrere alla carica di sindaco. Dopo alcune testimonianze di candidati è lo stesso Mastromanno a prendere la parola per precisare che la corsa sarà solitaria, perché la giovane formazione messa in campo non si riconosce in nessuno degli altri schieramenti. Nella stessa premessa un passaggio sentito è anche quello nel quale il candidato afferma: “Noi puntiamo a creare una moderna democrazia capace di saper dire basta allo scontro”. Da qui Mastromanno passa a sciorinare i vari punti chiave del programma amministrativo che propone di realizzare in caso di vittoria. Un programma conciso ma allo stesso tempo dettagliato, che parte dalla sanità e arriva alle infrastrutture passando per i parcheggi, il sociale, i rifiuti, le case popolari, la marina di Fondi, il piano spiagge e lo spaccato troppo grande tra centro e periferia. In tutto questo vi è il richiamo continuo e costante alla trasparenza e alla legalità che come viene detto “si può notare già nell’affissione dei manifesti elettorali”. Ma tornando al centro dei punti programmatici vi è un’attenzione particolare a quelli che sono da sempre dei temi cari alla cittadinanza fondana, ovvero: l’ospedale di Fondi, sul quale Mastromanno chiede il ripristino dei reparti depotenziati e soprattutto “di mandare via la politica dalla sanità”. Per poi passare al litorale e alla rivisitazione della Marina di Fondi “progetto da non abbandonare, ma allo stesso tempo da rivedere”. E infine la vicinanza a quelle zone periferiche o contrade che sono spesso abbandonate e sprovviste di tutti i servizi e che “divengono oggetto di corteggiamenti solo in campagna elettorale”. Per chiudere, il dottor Mastromanno precisa il perché si è allontanato dal gruppo della maggioranza uscente di cui faceva parte come consigliere, affermando: “Sono stato tre anni in un’amministrazione a scaldare una sedia. Non si può appoggiare una linea di un partito che a mio avviso è poco democratico, per quello ci proponiamo come forza alternativa”. Anche sull’ipotesi ballottaggio, qual’ora diventi realtà, Mastromanno propone un’unica via: “Noi abbiamo dei punti programmatici che sono completamente opposti agli altri schieramenti, o si trova un compromesso, o noi non appoggeremo nessuno . Non entreremo in un’amministrazione solo per ottenere una poltrona”.
Simone Nardone

giovedì 4 febbraio 2010

Aria di Ballottaggio

Come si dice già da qualche settimana a Fondi è iniziata insieme alla campagna elettorale la battaglia dei numeri e accanto a questa quella di sondaggi. Infatti dopo quelli apparsi e in costante aggiornamento sul forum locale di “fondani.it”, sono iniziati a girare sul web nuovi dati interessanti. Quelli più attendibili provengono da due società romane che hanno condotto la ricerca sulla popolazione fondana con campionamenti e metodi validi anche per le ricerche condotte a livello nazionale. Questi dati mostrano due spaccati diversi delle intenzioni di voto della popolazione fondana: nel primo si registra addirittura una possibile vittoria al primo turno per il candidato espressione della maggioranza uscente e del centro-destra ufficiale Salvatore De Meo, il quale risulta avere un sostegno di poco al di sotto del 52%. A seguire troviamo la candidata del entro-sinistra Maria Civita Paparello con il 24%, poi Franco Cardinale – espressione del centro-destra non ufficiale – con il 22% e infine l’ex consigliere Dante Mastromanno con poco meno del 2%. Nell’altra ricerca statistica condotta da un’altra società romana i dati sono diversi: in testa risulta sempre De Meo ma con il 38%, seguito da Cardinale con il 35%. La Paparello è più dietro con il 25% e Mastromanno è sempre ultimo intorno al 2%. In realtà vi sono anche altri sondaggi che vengono sbandierati in rete, ma poiché non sono etichettati da una sicura provenienza e dal metodo di campionamento e ricerca non sappiamo quanto possono essere interessanti per un fine statistico. E’ opportuno però affermare che in nessun altro dei dati visionati vi è uno dei quattro candidati che supera il 50%, facendo sempre più accreditare l’ipotesi di un ballottaggio. Idea questa che incuriosisce elettori e candidati – soprattutto sindaci – che in caso dovessero rimanere esclusi dalla lotta al primo turno potrebbero comunque risultare determinanti per il successo al secondo turno di un altro candidato. Tanta curiosità ha portato addirittura a far partire un sondaggio sul web con tutte le possibilità di ballottaggio e di successo in base ai due contendenti. Le due situazioni più accreditate dai votanti sono quello tra De Meo e Cardinale e quello tra De Meo e la Paparello. La cosa eclatante, però è che in caso di ballottaggio De Meo risulterebbe sconfitto da chiunque dei due sfidanti si trovi di fronte. Naturalmente sono tutte supposizioni e per i dati reali dobbiamo aspettare il responso delle urne di fine marzo.

lunedì 1 febbraio 2010

L'Azione Cattolica dialoga per il cuore di Fondi


L’Azione Cattolica delle Parrocchie di San Paolo, Santa Maria, San Magno e San Pietro di Fondi comunica alla cittadinanza che il 6 marzo prossimo all’auditorium comunale San Domenico alle ore 18 si terrà una tavola rotonda tra i candidati alla carica di Sindaco << all’insegna del confronto costruttivo e del dialogo >> dal titolo significativo “L’AC dialoga per il cuore di Fondi”. Lo rendono noto i Presidenti delle quattro associazioni parrocchiali, decidendo di entrare nella campagna elettorale << Volendo - come si legge dal comunicato - offrire un contributo alto e qualificato all’elaborazione culturale sia della stessa associazione sia della comunità ecclesiale e civile del nostro Paese >>. Tale evento va a iscriversi in quella che per i soci è conosciuta come “Settimana Sociale”, ovvero un momento per << interrogarsi e riflettere sui temi che coinvolgono l’intera comunità sia ecclesiale che cittadina >>. La riflessione e il confronto sarà su tematiche care ad ogni cittadino e scaturiranno da un’attenta analisi e riflessione all’interno dei vari gruppi giovanissimi, giovani e adulti. Alla tavola rotonda parteciperanno tutti coloro che hanno ufficializzato la candidatura fin’ora, con la garanzia degli organizzatori che in caso la corsa alla nuova casa comunale dovesse vedere aggiungere qualche altro concorrente, sarà automaticamente invitato a sedere accanto ai suoi colleghi. L’incontro, con ogni probabilità, verrà moderato da un esponente dell’Azione Cattolica a livello o regionale o nazionale sperando in tal modo si superare logiche di vicinanza a qualche partito, ma al contrario puntando a costruire uno spirito di alto confronto che possa permettere a tutti i candidati di rispondere nelle proprie idee e con i propri programmi ai problemi della società. Un strumento sia per i capi coalizione, che con questo evento possono acquistare visibilità, sia per la cittadinanza che avrà la possibilità di vedere tutti gli aspiranti sindaci insieme intorno ad un tavolo a rispondere ai vari quesiti posti, primo passo per tentare di << realizzare il bene comune per la nostra città in questo particolare momento storico >>.
Simone Nardone

lunedì 25 gennaio 2010

La campagna elettorale entra nel vivo


La data delle elezioni continua ad avvicinarsi e la campagna elettorale dei quattro candidati a sindaco entra nel vivo. Così chi attraverso una conferenze stampa, chi con innovativi filmati su youtube, chi con incontri formali e manifesti elettorali sia Franco Cardinale che Maria Civita Paparello quanto Salvatore De Meo e Dante Mastromanno stanno progressivamente premendo sull’acceleratore della propria macchina elettorale. Di certo non mancano i commenti sullo scenario politico che si sta venendo a creare alle quali fanno eco ipotesi di ballottaggio dopo lo spaccamento in tre tronconi del centro-destra. Teoria, questa del ballottaggio, che si basa oltre che su un dato oggettivo evidenziato dai voti delle scorse amministrative anche sui sondaggi che si rincorrono sul web. Infatti, sul forum cittadino di “fondani.it” da poco più di due settimane è stato aperto un sondaggio ora facilmente visionabile anche sulla homepage del sito che ha ricevuto un discreto successo registrando circa 130 votanti. I risultati di questo rilevamento mostrano dei dati interessanti seppur ai più inaspettati: infatti in testa alla corsa di primo cittadino della città di Fondi abbiamo la candidata espressione della coalizione di centro-sinistra Maria Civita Paparello con un 40% delle preferenze. A seguire è da registrare il testa a testa tra le due coalizioni dl centro-destra anche se in leggero vantaggio con il 29% quella non ufficiale di Franco Cardinale e appena dietro con il 28% l’altra, guidata da Salvatore De Meo. Molto staccato e fuori dalla logica di una possibile vittoria – almeno sulla carta – è Dante Mastromanno che registra solo 2 preferenze per un esiguo 1% dei consensi. Ma questo non è l’unico sondaggio che si trova su web, infatti, su un altro blog lo spaccato è ancora più evidente anche se sono solo una cinquantina i votanti. Qui, la Paparello registra addirittura il 61% delle preferenze, e al secondo posto vi è De Meo con il 25%; a seguire Cardinale fermo all’11% e Mastromanno sempre ultimo con il 2%. Ma si lotta sui numeri anche sul social-network di Facebook dove tutti e quattro gli sfidanti sono corsi a costruire il proprio profilo appena scesi in campo. Rilevanti in questione sono il numero virtuale dei sostenitori di gruppi formatisi attorno alla Maria Civita Paparello e a Salvatore De Meo poiché anche qui la candidata del centro-sinistra è in testa avendo 457 fan contro i 383 del’ex Assessore. Insomma, la campagna elettorale si può dire che è appena iniziata, mentre la battaglia sui numeri è già entrata nel vivo.