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giovedì 17 maggio 2018

Formia, manifesti elettorali in vetrina: è polemica

A lanciare l’accusa la lista “Un’altra città” attraverso un post su Facebook

da www.h24notizie.com

17 maggio 2018

di Simone Nardone

Qualche polemica, seppur indiretta, si è venuta a creare a mezzo social, per via della questione per la quale non si possono esporre manifesti elettorali al di fuori delle sedi elettorali, nel periodo antecedente al voto. A sollevare la questione il post della lista “Un’altra città” su Facebook, che aveva provveduto a oscurare le vetrofanie del proprio point elettorale.
A dare spiegazioni in realtà è una legge, la n.216/1956 che disciplina le campagne elettorali. La normativa è chiara ed esplicita, nulla che è materia di propaganda – foto, nomi, simboli e altro – può essere esposto al momento dell’inizio della campagna elettorale se non negli spazi predisposti per legge all’informazione dei cittadini e fatta salvo la così detta “campagna elettorale itinerante” che comunemente viene identificata con le “vele”, ma che non è solo quella.

martedì 27 aprile 2010

De Meo interviene sulla polemica dell'ex casa comunale


Il neo sindaco Salvatore De Meo, risponde alle richieste di delucidazioni espresse dal consigliere del PD Bruno Fiore in merito alla destinazione dei locali dell’ex casa comunale presso palazzo San Francesco. All’indomani delle polemiche montate attorno alla comparsa della targa con su scritto “Ufficio Parrocchiale” in corrispondenza dell’ex ufficio URP De Meo precisa: “Ho fatto una ricognizione degli atti con cui il Commissario ha concesso alcuni locali dell’ex casa comunale. In merito al caso specifico c’era una richiesta della parrocchia, e un accordo informale derivato anche da un colloquio con il Vescovo, ma evidentemente lo stesso commissario non ha avuto il tempo materiale per formalizzare la cosa”. Stando agli atti, quindi, sembra che non ci sia nulla di riconducibile a qualcosa di concreto che abbia permesso in via ufficiale ai frati di “occupare” l’ex ufficio dell’URP esponendo anche la famosa targa. Al di là di ciò, lo stesso sindaco, sottolinea che non esclude che questi atti possano essere ratificati appena investito dei pieni poteri e di assegnare alla parrocchia di San Francesco questi locali, che a quanto pare, però, la parrocchia già si è presa. Lo stesso De Meo ricorda di aver parlato sia con il Vescovo che con il parroco e ha promesso di: “Prestare attenzione alle richieste fatte dalla parrocchia”. Tutto lascia pensare che appena il sindaco si insedi in via ufficiale concederà in comodato gratuito questi locali alla parrocchia di San Francesco, anche perché secondo la teoria della curia, l’atto con cui il commissario ha deciso di spostare l’Avis, liberando gli ex uffici dell’URP è sembrato fosse un accoglimento implicito delle richieste dei locali per uso pastorale. Insomma, l’ennesimo tassello di un puzzle di polemiche che il Commissario Nardone aveva inaugurato assegnando, poi togliendo e spostando ad altra sede l’ufficio centrale dell’Avis e sulle quali continuano a montare polemiche sulla legittimità della targa posta sopra quello che pare essere ormai l’Ufficio Parrocchiale di San Francesco.
Simone Nardone

Frati abusivi


Una strana targa è apparsa improvvisamente all’ingresso della vecchia sede comunale di palazzo San Francesco, in corrispondenza dell’ex ufficio URP. Sulla targa è ben visibile la scritta Ufficio Parrocchiale. L’aggettivo parrocchiale è naturalmente rivolto alla chiesa di San Francesco che è adiacente all’ex sede comunale. I Frati della Parrocchia di San Francesco hanno attualmente in uso gratuito due locali interni alla vecchia sede comunale per le loro attività, ma non hanno mai ricevuto alcun affidamento per quel che riguarda i locali dell’ex ufficio URP. Curioso, perché questi stessi locali erano stati concessi in comodato gratuito, con delibera del Commissario straordinario Guido Nardone all’Avis, salvo poi con altra delibera sostituirli con quelli dell’ex ONMI. Su tale cambiamento di donazione girano anche stravaganti e intriganti leggende metropolitane che vedrebbero un susseguirsi di forti pressioni che avrebbero visto lo stesso commissario Nardone “costretto” a fare retromarcia non assegnando questi locali che pare erano già stati promessi – da non si sa bene chi – ai frati francescani. L’apparizione improvvisa della targa su quei locali lascia comunque perplessi per le modalità e la tempistica. E’ vero che i Frati francescani di Fondi non hanno mai nascosto l’intenzione di appropriarsi dell’intero stabile dell’ex casa comunale, ma allo stesso tempo è pur vero che salvo promesse elettorali non c’è alcun atto formale che permette loro di poter espandersi nei locali che in un lontano passato erano di appartenenza della stessa parrocchia. Puntuale arriva la protesta del PD per voce dell’ex coordinatore cittadino, da poco eletto consigliere comunale Bruno Fiore il quale rivolgendosi direttamente al sindaco De Meo chiede di: “Provvedere immediatamente alla rimozione della targa “abusiva” e di chiarire quale sia l’intenzione della sua giunta in merito alla destinazione dei locali dell’ex casa comunale.”
Simone Nardone