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sabato 30 giugno 2018

Ecco i ruoli nelle commissioni di Camera e Senato dei parlamentari pontini

Zicchieri segretario alla Difesa alla Camera, Fazzone agli Affari Costituzionali. Pentastellati in Finanze ed Esteri

da www.h24notizie.com

29 giugno 2018

di Simone Nardone

Da qualche giorno, dopo gli accordi insiti nella maggioranza di governo sono state “sbloccate” le ultime cariche della legislatura, ovvero le poltrone che contano nelle commissioni parlamentari.
Interessante è andare a vedere che ruolo hanno – e avranno – i cinque pontini eletti lo scorso 4 marzo 2018 in seno alle commissioni permanenti del rispettivo ramo del parlamento. Partendo dalla camera alta, ovvero al Senato, Claudio Fazzone di Forza Italia, già alla quarta legislatura consecutiva, rimane all’interno della commissione Affari Costituzionali, di cui però rispetto alla XVII legislatura, perde la vice presidenza. La senatrice di Latina Marinella Pacifico del Movimento Cinque Stelle, diventa membra della commissione Esteri ed Emigrazione.

mercoledì 19 ottobre 2011

Deragliamento di Monte San Biagio, Scatta l'interrogazione parlamentare

19/10/11 - A promuoverla un deputato Pdl



Il deputato Daniele Toto lo scorso lunedì, ha presentato un’interrogazione a risposta in commissione sul deragliamento del treno a Monte San Biagio lo scorso 7 ottobre. L’interrogazione presentata dall’esponente del Pdl con un breve trascorso in Fli è rivolta al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli. Nello specifico, Toto, nella IX commissione della Camera, quella competente trasporti, poste e telecomunicazioni, oltre a fare riferimento ai disagi per i tanti pendolari bloccati e che si sono dovuti accontentare del servizio allestito, con autobus, sulle tratte Latina-Formia e Formia-Napoli ha messo anche in luce le inefficienze del call-center di Trenitalia “non in grado di fornire – secondo il parlamentare – previsioni circa la ripresa del normale traffico ferroviario”. Infondo l’esponente di maggioranza chiede al governo “se non intenda esercitare i poteri di verifica e di controllo per riscontrare, in relazione al sinistro occorso in Monte San Biagio, il puntuale rispetto della normativa in materia di sicurezza ferroviaria e fornire elementi sugli esiti nonché se il governo non intenda accertare la corrispondenza dei mezzi impiegati e dell'organizzazione del lavoro alla natura e alla quantità e qualità dei necessari interventi di ripristino della linea ferroviaria e la corretta valutazione e la correlata informazione all'utenza circa i tempi manutentivi”.
S.N. 



giovedì 26 maggio 2011


26/05/2011 - E’ stata presentata nella giornata di martedì alla Camera dei Deputati un’interrogazione a risposta scritta sulla sicurezza e la criminalità organizzata nel sud Pontino, che vede al centro del documento soprattutto la cronaca fondana. Il documento, che interroga direttamente il ministro dell’interno Roberto Maroni è stato presentato da tre deputati del Pd, con Jean Leonard Touadi primo firmatario e Roberto Morassut e Enrico Gasbarra cofirmatari. I tre esponenti democratici chiedono al responsabile del Viminale “se e come intenda attivare iniziative urgenti al fine di intensificare l'attività di repressione della criminalità organizzata nella provincia di Latina”, ipotizzando anche l’istituzionalizzazione di sedi distaccate della Dia. Al fine di garantire nel territorio del sud pontino l'incolumità di forze dell'ordine, giornalisti, imprenditori, commercianti e comuni cittadini. In realtà nel documento, i tre deputati fanno esplicitamente riferimento a diverse situazioni ormai ben note alla cronaca di Fondi e dintorni: come gli spari intimidatori all’auto della moglie di un ispettore di polizia di Fondi, che si sono registrati a Lenola lo scorso aprile, o la maxi confisca che la direzione investigativa antimafia di Roma, su disposizione del tribunale di Latina, ha eseguito nei comuni di Lenola e Fondi per beni stimati in oltre 10 milioni di euro, “riconducibili – commentano nell’interrogazione - alla famiglia dell'imprenditore di Fondi Franco Peppe in sodalizio malavitoso con la più ben nota famiglia mafiosa dei Tripodo di origine calabrese”. Ma non è tutto, perché si fa cenno anche al Mof e agli arresti dell’operazione Damasco del 2009. “Tutti eventi - come spiegano Touadi, Morassut e Gasbarra - con cui l'antimafia metteva in evidenza i condizionamenti della criminalità nel contesto amministrativo ed imprenditoriale di Fondi”. Nel documento, infine, si fa anche cenno alle minacce dello scorso ottobre al Questore di Latina D’Angelo e al capo della squadra mobile Tatarelli.
Simone Nardone