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sabato 7 aprile 2012

Area mercato aperta, Ma non è domenica

Fondi, Dimenticato un cancelletto aperto in via Mola di Santa Maria

E' il sabato della Settimana Santa e per quanto domani non ci sia mercato, l'area attrezzata di Via Mola di Santa Maria è aperta (come dimostra la foto). Il cancello dietro alla struttura mobile gastronomica è aperto, anzi, spalancato. Parliamo di quello piccolo, non quello grande, il che permette che non ci si può avere accesso con le automobili. Nulla di preoccupante, sia ben chiaro, anche perché all'interno dell'area mercato di Fondi non c'è alcuna struttura, niente di niente a parte i bagni chimici e le fontanelle. Il punto però è: a che serve la recinzione e i tanti ingressi chiusi a chiave se un cancello viene lasciato o dimenticato aperto? Senza considerare il problema igiene o sicurezza se qualche senza tetto decida inspiegabilmente di addentrarsi e cercare un tetto di fortuna nei bagni, così come era accaduto anni addietro con una vicina struttura diroccata. Alla fine, si tratta di semplici supposizioni, salvo non finisca come ad Itri, dove la consuetudine a dimenticarsi il cancello del cimitero comunale aperto ha fatto sì che nel corso del tempo sia nata una leggenda, ovvero che un pastore, tutte le notti esca dal campo santo per portare a pascolare la sua pecorella.

sabato 29 ottobre 2011

Lenola, Colpo al chiosco di fiori, bottino misero

FLASH 16:49 - Miseri 3 euro e neppure un centesimo. E' quanto hanno portato via ignoti che hanno forzato le porte di entrambi i chioschi presenti all'esterno del cimitero comunale. I malviventi, forse credevano che in vista delle festività dei Santi della Commemorazione dei defunti il bottino sarebbe stato diverso. Purtroppo per loro, probabilmente è costata più l'attrezzatura per forzare le porte che il "bottino" intascato.

sabato 1 ottobre 2011

Lenola, Proseguono le indagini sull'incendio alla rivendita di fiori al cimitero

01/10/11 - La conta dei danni si è fermata a circa 15 mila euro. Analogie con il caso di Monte San Biagio


Proseguono le indagini per individuare i responsabili dell’incendio che la notte tra mercoledì e giovedì ha mandato completamente distrutto il chiosco di fiori situato nel piazzale antistante il cimitero di Lenola. I Carabinieri continuano a lavorare mantenendo il massimo riserbo sulle indagini, e basandosi sui dettagli che hanno fornito i Vigili del Fuoco di Terracina che sono intervenuti poco dopo le due di quella notte. Il conteggio dei danni dell’attività di rivendita di fiori, di proprietà di un uomo originario di Pico ammonta intorno ai 15 mila euro e come già era apparso in un primo momento la pista più accreditata rimane quella dolosa. A dare manforte a questa tesi, fin dai primi concitati attimi è stato i fatto che nella piccola struttura non arriva la corrente elettrica e che dunque era impossibile si trattasse di un corto circuito. La situazione è molto analoga a quella dello scorso agosto a Monte San Biagio, quando delle fiamme dolose avevano mandato interamente distrutto un’altra rivendita posta accanto ad un altro cimitero. Mentre i Carabinieri della locale stazione continuano ad acquisire elementi utili per le indagini anche l’opinione pubblica e i cittadini di Lenola come quelli di Monte San Biagio continuano a interrogarsi su quali strani interessi possano girare intorno al commercio floreale dinanzi ai cimiteri della zona.
Simone Nardone

venerdì 30 settembre 2011

Lenola, Chiosco dei fiori in fiamme durante la notte

30/09/11 - Secondo episodio dopo quello di Monte San Biagio di Agosto. Si sospetta la natura dolosa


E’ andato a fuoco nella notte tra mercoledì e giovedì un chiosco di fiori situato dinanzi al cimitero di Lenola. Sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco di Terracina che non sono riusciti ad evitare che “Il Fiorellino”, questo il nome della rivendita, andasse completamente distrutta. Le fiamme divampate appena dopo le 2 di notte in pochi minuti hanno avvolto la piccola struttura, distruggendola. Sulla faccenda stanno indagando i Carabinieri che non escludono alcuna pista, anche se quella dolosa è la più accreditata, anche per via del fatto che nella piccola struttura non arriva energia elettrica e dunque è impossibile che si sia trattato di un corto circuito. Il titolare dell’attività pare essere un originario di Pico, il quale è naturalmente sconvolto per l’accaduto. Non è la prima volta che in zona si registra uno spiacevole evento di cronaca di questa portata. Un episodio analogo era stato registrato nei primi giorni di agosto, meno di due mesi fa, quando era andata completamente distrutta un’altra rivendita di fiori. All’epoca teatro dell’accaduto era stato l’esterno del cimitero di Monte San Biagio distante da Lenola solo poche decine di chilometri. Anche all’epoca i Vigili del Fuoco intervenuti avevano subito mostrato forti dubbi sulla natura delle fiamme, arrivando a conclusione che si trattasse di un incendio di chiara natura dolosa. Sull’ultimo episodio, invece, quello della notte scorsa a Lenola ancora non è sciolto il riserbo da parte degli organi inquirenti, anche se diversi elementi lasciano chiaramente intuire che le dinamiche siano da ricondurre ad un incendio appiccato volontariamente da uno o più individui. Forse, i Carabinieri della locale stazione dovranno cercare di lavorare spalla a spalla con i colleghi di Monte San Biagio per capire cosa può esserci sotto il commercio dei fiori dinanzi ai camposanti nei due piccoli comuni del sud pontino.
Simone Nardone

venerdì 2 luglio 2010

Tensioni al cimitero


02/07/10 - Passaggio di consegne molto movimentato e caratterizzato dalle polemiche, quello di ieri mattina al cimitero di Fondi al cambio della cooperativa incaricata della manutenzione e della pulizia cimiteriale. Si sono infatti venuti a creare dei piccoli momenti di tensione e accenni di protesta che hanno fatto intervenire precauzionalmente anche le forze dell’ordine. In un secondo momento sono intervenuti direttamente sulla questione anche l’assessore competente Silvio Pietricola e il dirigente comunale, nonché responsabile della gara d’appalto Martino Di Marco. Il tutto, perché alla cooperativa Giovani e Lavoro, il quale contratto è scaduto il 30 giugno dopo un’ulteriore proroga di 6 mesi, è succeduta quella di Luna Nera. La cooperativa uscente, però, lamenta delle irregolarità sia nella gara, che soprattutto nei certificati camerali della cooperativa vincitrice. Infatti, secondo Amedeo Criscuolo, presidente di Giovani e Lavoro, nella ragione sociale della cooperativa Luna Nera non sarebbero specificate delle competenze indispensabili per una cooperativa che deve svolgere delle attività cimiteriali, come ad esempio la sepoltura o la tumulazione. "Per questo – annuncia Criscuolo – stiamo preparando il ricorso al Tar e alcuni esposti alla Procura della Repubblica". C’è poi da sottolineare che la cooperativa entrante ha mandato su tutte le furie i suoi predecessori, poiché dei 5 operai che lavoravano con Giovani e Lavoro sono stati confermati, con la nuova cooperativa solo in 2. Ciò ha fatto sì di far scendere in campo anche i sindacati di settore, che dopo una piccola protesta mattutina al cimitero, nel pomeriggio di ieri hanno anche incontrato il sindaco Salvatore De Meo. Il sindacalista Gianfranco Cartisano, responsabile di UTCS-UIL, ha addirittura ribadito all’amministrazione che in caso la situazione non venga risolta per tutti gli operai, quelli non assunti occuperanno in modo pacifico nei prossimi giorni la parte antistante il cimitero in segno di protesta.
Simone Nardone

venerdì 11 giugno 2010

Cimitero al buio


28/05/10 - Di solito quando si costruisce una casa si sta ben attenti far in modo che di pari passo alla struttura si pensi anche a predisporre o a rendere efficiente l’impianto elettrico. Suonerebbe come ridicolo che dopo aver costruito la struttura di un’abitazione, bisogna riprendere i lavori per sistemare l’arrivo della corrente elettrica. Assurdo per le abitazioni, ma non per il cimitero. Infatti qualcosa di molto simile è accaduto al cimitero di Fondi. Dove, vista la carenza di loculi, si è pensato di iniziare ad ampliare la zona cimiteriale, aprendo una nuova area che continui dopo la parte nuova. Una “nuovissima” zona, formata da una cinquantina di loculi ultimata intorno la fine del 2009. Questa nuova zona è confinante e adiacente con quella precedentemente costruita e ciò non avrebbe dovuto portare alcun tipo di problema nell’ultimare la fase di realizzazione. Peccato, però, che una volta ultimati i lavori, gli addetti si siano resi conto che mancava un piccolo particolare, neppure tanto piccolo per un cimitero. Ovvero l’attacco alla corrente e di conseguenza l’impossibilità di far funzionare la luce votiva delle lapidi di recente realizzazione. Problema che già si protrae da diversi mesi, visto che questi loculi sono iniziati ad essere riempiti a gennaio del 2010 e che fino ad oggi, con il mese di giugno alle porte, non vede ancora una veloce sistemazione. Il tutto tra le lamentele dei parenti dei defunti che sono a conoscenza del problema, ma che ben poco possono fare affinché la situazione si risolva. E tra l’insofferenza dei marmisti che ogni giorno sono chiamati a fabbricare nuove lapidi, ai quali spetta anche il compito di aprire il contratto con l’ufficio preposto per la spesa della luce votiva. Di certo questo non è l’unico problema del cimitero fondano che va a colpire sia i familiari dei defunti che le ditte che si occupano di fare lapidi. Infatti, il tempo di lavorazione di una lapide è molto più breve rispetto al tempo che ci vuole affinché il comune dia il via libera per poterla mettere, gravando anche sull’economia del settore. Tra i problemi dei parenti dei defunti, specie per quelli anziani, c’è anche il fatto che i cancelli laterali sono sempre chiusi, costringendo le persone con età avanzata, a dei particolari giri essendo costretti a passare dal cancello principale. Purtroppo, forse, anche nella morte ci vuole la fortuna che ci vuole in vita, sia per poter trovare un loculo libero che non sia al quarto piano, sia per non essere deposto al buio per colpa di qualche tecnico che si è dimenticato di collegare la corrente ai nuovi loculi.
Simone Nardone