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sabato 29 ottobre 2011
Lenola, Colpo al chiosco di fiori, bottino misero
FLASH 16:49 - Miseri 3 euro e neppure un centesimo. E' quanto hanno portato via ignoti che hanno forzato le porte di entrambi i chioschi presenti all'esterno del cimitero comunale. I malviventi, forse credevano che in vista delle festività dei Santi della Commemorazione dei defunti il bottino sarebbe stato diverso. Purtroppo per loro, probabilmente è costata più l'attrezzatura per forzare le porte che il "bottino" intascato.
sabato 1 ottobre 2011
Lenola, Proseguono le indagini sull'incendio alla rivendita di fiori al cimitero
01/10/11 - La conta dei danni si è fermata a circa 15 mila euro. Analogie con il caso di Monte San Biagio
Proseguono le indagini per individuare i responsabili dell’incendio che la notte tra mercoledì e giovedì ha mandato completamente distrutto il chiosco di fiori situato nel piazzale antistante il cimitero di Lenola. I Carabinieri continuano a lavorare mantenendo il massimo riserbo sulle indagini, e basandosi sui dettagli che hanno fornito i Vigili del Fuoco di Terracina che sono intervenuti poco dopo le due di quella notte. Il conteggio dei danni dell’attività di rivendita di fiori, di proprietà di un uomo originario di Pico ammonta intorno ai 15 mila euro e come già era apparso in un primo momento la pista più accreditata rimane quella dolosa. A dare manforte a questa tesi, fin dai primi concitati attimi è stato i fatto che nella piccola struttura non arriva la corrente elettrica e che dunque era impossibile si trattasse di un corto circuito. La situazione è molto analoga a quella dello scorso agosto a Monte San Biagio, quando delle fiamme dolose avevano mandato interamente distrutto un’altra rivendita posta accanto ad un altro cimitero. Mentre i Carabinieri della locale stazione continuano ad acquisire elementi utili per le indagini anche l’opinione pubblica e i cittadini di Lenola come quelli di Monte San Biagio continuano a interrogarsi su quali strani interessi possano girare intorno al commercio floreale dinanzi ai cimiteri della zona.
Simone Nardone
Proseguono le indagini per individuare i responsabili dell’incendio che la notte tra mercoledì e giovedì ha mandato completamente distrutto il chiosco di fiori situato nel piazzale antistante il cimitero di Lenola. I Carabinieri continuano a lavorare mantenendo il massimo riserbo sulle indagini, e basandosi sui dettagli che hanno fornito i Vigili del Fuoco di Terracina che sono intervenuti poco dopo le due di quella notte. Il conteggio dei danni dell’attività di rivendita di fiori, di proprietà di un uomo originario di Pico ammonta intorno ai 15 mila euro e come già era apparso in un primo momento la pista più accreditata rimane quella dolosa. A dare manforte a questa tesi, fin dai primi concitati attimi è stato i fatto che nella piccola struttura non arriva la corrente elettrica e che dunque era impossibile si trattasse di un corto circuito. La situazione è molto analoga a quella dello scorso agosto a Monte San Biagio, quando delle fiamme dolose avevano mandato interamente distrutto un’altra rivendita posta accanto ad un altro cimitero. Mentre i Carabinieri della locale stazione continuano ad acquisire elementi utili per le indagini anche l’opinione pubblica e i cittadini di Lenola come quelli di Monte San Biagio continuano a interrogarsi su quali strani interessi possano girare intorno al commercio floreale dinanzi ai cimiteri della zona.
Simone Nardone
venerdì 30 settembre 2011
Lenola, Chiosco dei fiori in fiamme durante la notte
30/09/11 - Secondo episodio dopo quello di Monte San Biagio di Agosto. Si sospetta la natura dolosa
E’ andato a fuoco nella notte tra mercoledì e giovedì un chiosco di fiori situato dinanzi al cimitero di Lenola. Sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco di Terracina che non sono riusciti ad evitare che “Il Fiorellino”, questo il nome della rivendita, andasse completamente distrutta. Le fiamme divampate appena dopo le 2 di notte in pochi minuti hanno avvolto la piccola struttura, distruggendola. Sulla faccenda stanno indagando i Carabinieri che non escludono alcuna pista, anche se quella dolosa è la più accreditata, anche per via del fatto che nella piccola struttura non arriva energia elettrica e dunque è impossibile che si sia trattato di un corto circuito. Il titolare dell’attività pare essere un originario di Pico, il quale è naturalmente sconvolto per l’accaduto. Non è la prima volta che in zona si registra uno spiacevole evento di cronaca di questa portata. Un episodio analogo era stato registrato nei primi giorni di agosto, meno di due mesi fa, quando era andata completamente distrutta un’altra rivendita di fiori. All’epoca teatro dell’accaduto era stato l’esterno del cimitero di Monte San Biagio distante da Lenola solo poche decine di chilometri. Anche all’epoca i Vigili del Fuoco intervenuti avevano subito mostrato forti dubbi sulla natura delle fiamme, arrivando a conclusione che si trattasse di un incendio di chiara natura dolosa. Sull’ultimo episodio, invece, quello della notte scorsa a Lenola ancora non è sciolto il riserbo da parte degli organi inquirenti, anche se diversi elementi lasciano chiaramente intuire che le dinamiche siano da ricondurre ad un incendio appiccato volontariamente da uno o più individui. Forse, i Carabinieri della locale stazione dovranno cercare di lavorare spalla a spalla con i colleghi di Monte San Biagio per capire cosa può esserci sotto il commercio dei fiori dinanzi ai camposanti nei due piccoli comuni del sud pontino.
Simone Nardone
E’ andato a fuoco nella notte tra mercoledì e giovedì un chiosco di fiori situato dinanzi al cimitero di Lenola. Sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco di Terracina che non sono riusciti ad evitare che “Il Fiorellino”, questo il nome della rivendita, andasse completamente distrutta. Le fiamme divampate appena dopo le 2 di notte in pochi minuti hanno avvolto la piccola struttura, distruggendola. Sulla faccenda stanno indagando i Carabinieri che non escludono alcuna pista, anche se quella dolosa è la più accreditata, anche per via del fatto che nella piccola struttura non arriva energia elettrica e dunque è impossibile che si sia trattato di un corto circuito. Il titolare dell’attività pare essere un originario di Pico, il quale è naturalmente sconvolto per l’accaduto. Non è la prima volta che in zona si registra uno spiacevole evento di cronaca di questa portata. Un episodio analogo era stato registrato nei primi giorni di agosto, meno di due mesi fa, quando era andata completamente distrutta un’altra rivendita di fiori. All’epoca teatro dell’accaduto era stato l’esterno del cimitero di Monte San Biagio distante da Lenola solo poche decine di chilometri. Anche all’epoca i Vigili del Fuoco intervenuti avevano subito mostrato forti dubbi sulla natura delle fiamme, arrivando a conclusione che si trattasse di un incendio di chiara natura dolosa. Sull’ultimo episodio, invece, quello della notte scorsa a Lenola ancora non è sciolto il riserbo da parte degli organi inquirenti, anche se diversi elementi lasciano chiaramente intuire che le dinamiche siano da ricondurre ad un incendio appiccato volontariamente da uno o più individui. Forse, i Carabinieri della locale stazione dovranno cercare di lavorare spalla a spalla con i colleghi di Monte San Biagio per capire cosa può esserci sotto il commercio dei fiori dinanzi ai camposanti nei due piccoli comuni del sud pontino.
Simone Nardone
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