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sabato 22 ottobre 2022

Ospedale di Fondi, al via il day surgery per la chirurgia giornaliera

Latina Editoriale Oggi

21 luglio 2022

Dopo le tantissime polemiche di questi ultimi mesi finalmente una buona notizia per l’ospedale di Fondi. Da quest’oggi si parte con il “day surgery”, ovvero la chirurgia giornaliera che rimette in moto le sale operatorie del nosocomio del San Giovanni di Dio e che serve a ridurre le liste d’attesa della sanità pontina.

giovedì 6 ottobre 2022

Black-out all’ospedale di Fondi

Latina Editoriale Oggi

5 luglio 2022

 

Una mattinata complicata quella di ieri mattina all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi. Oltre ai tantissimi problemi che nel corso degli anni hanno attanagliato il nosocomio della Piana, ieri ci si è messa anche la corrente elettrica. Non un vero e prolungato black-out ma una serie consecutiva di assenza di tensione che ha causato problemi alla struttura sanitaria. In realtà, al di là di alcune voci di corridoio, la situazione si è riuscita a risolvere con l’intervento dei tecnici. 

domenica 1 marzo 2020

Ospedale di Fondi, cittadini nuovamente in piazza

 Avvenire - Lazio Sette

I problemi dell’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, ciclicamente riesplodono, cogliendo più o meno di sorpresa la cittadinanza e la popolazione di un intero comprensorio. Sarà difficile non ricordare le battaglie di cinquant’anni fa, quando proprio per l’ospedale, la cittadinanza con una protesta senza precedenti, bloccò la ferrovia. Oggi il clima è diverso, come diversa è stata la protesta che nei giorni scorsi ha visto mobilitarsi nuovamente il comitato pro ospedale, presieduto da Lucio De Santis spalleggiato da medici, personale sanitario e tanti cittadini che hanno voluto per l’ennesima volta mettere in evidenza un disagio collettivo sul funzionamento del nosocomio fondano.

lunedì 13 aprile 2015

Se permettete, dissento

Cartello appeso fuori le principali attività commerciali del centro
Sinceramente parlando, io c’ho provato, ma non riesco a capire il senso della protesta “tutti in piazza” indetta, presumibilmente in difesa dell’ospedale, in realtà per ottenere un incontro con il presidente Zingaretti.

Non la capisco perché conoscendo l’amministrazione e chi la guida, credo che sappiano bene che una mobilitazione fa scena e rumore, ma rischia di essere nulla se non ottiene risultati, e oltre alle presunte giuste ragioni di carattere istituzionale, non credo che il presidente del Lazio, si lasci convincere di un colloquio istituzionale da una folla sotto il suo balcone.

Non la capisco perché, concretamente l’ospedale di Fondi perde i pezzi, o meglio, cambia pelle, ma lo fa da anni. Forse lo fa da sempre, e mi sembra intellettualmente scorretto iniziare una guerra mediatica contro i mulini a vento, solo perché il vento e i mulini sono cambiati. E’ vero, l’ospedale di Fondi - ed io aggiungerei - l’intero presidio centro, pagano da anni nel ridisegno amministrativo-sanitario, un prezzo troppo ampio. Ma lo pagano oggi più di tre o quattro anni fa? C’è realmente il rischio di smembramento o chiusura? O c’era in passato ed oggi è scongiurato?

giovedì 10 novembre 2011

"Graffitari" per una nascita

10/11/11 - Il caso di Ostetricia al San Giovanni di Dio


“Alberto è nato”. “Francesca pesa 3.6 kg”. “Giovanni, ti stavamo aspettando”. Nomi a parte, sono simili a queste le centinaia di frasi con le quali i neo genitori, nonni, parenti e amici, dei piccoli fondani appena nati, hanno imbrattato l’ospedale San Giovanni di Dio. Fortunatamente, se così si può dire, le scritte sono concentrate nel solo corridoio che dalle scale del quarto piano porta al reparto di ostetricia. Centinaia di scritte fatte nei modi più impensabili ed immaginabili. Da quelle a penna, alle tantissime fatte con pennarelli indelebili, arrivando fino a quelle con gli accendini che spiccano sul soffitto. Una situazione, che per quanto non sia mai stata digerita dalla direzione sanitaria, ora ha superato ogni limite. Per quello il direttore amministrativo del San Giovanni di Dio, Massimo Marciano ha voluto denunciare la cosa pubblicamente, facendo sapere che l’azienda sta anche valutando un eventuale esposto contro ignoti. Che ignoti poi non sono, visto, che i “parenti graffitari” nelle loro dediche ai piccoli appena venuti al mondo non si sono mai fatti sfuggire né il nome, né la data di nascita, inserendo in qualche caso addirittura l’orario e storie personali. Uno stato di degrado, al quale il direttore Marciano vuole immediatamente porre rimedio, affermando che al più presto si provvederà a far nuovamente tinteggiare la zona, nella speranza che un libro possa bastare ai poco rispettosi parenti e amici dei nascituri della zona, che in poco più di un anno hanno reso il corridoio del quarto piano simile ad una stazione periferica della metropolitana.
Simone Nardone



domenica 6 novembre 2011

Ospedale, La controreplica delle opposizioni

06/11/11 - Civita per Fondi Lido di Fondi e Uniti per Fondi, ironizzano polemicamente con l'amministrazione

Il botta e risposta sull’ospedale San Giovanni di Dio tra maggioranza e opposizione va avanti a suon di dichiarazioni e note dei gruppi consiliari. Ultimo atto di questa battaglia politica su uno dei temi che sta più a cuore ai cittadini fondani, è la nota dei gruppi di opposizione Civita per Fondi, Lido di Fondi e Uniti per Fondi. Polemicamente Maria Civita Paparello, Luigi De Luca, Giancarlo Di Manno, Vincenzo Trani e Claudio Padula accusano: “I cittadini uniti tutti con la mano sul fuoco per l’onestà intellettuale del sindaco di Fondi, non riescono a pacificarsi per la certosina spartizione di responsabilità quotidianamente effettuata dal sindaco De Meo tra il buon Sponzilli e la brava Polverini da un lato e la cattivissima Coiro con l’imperdonabile Pierino Marrazzo dall’altro. Gli stessi cittadini, dal loro canto, vedono, unitamente al Comitato Pro-Ospedale con qualche splendida eccezione tipo il consigliere Gentile, la liquefazione dei servizi del ‘San Giovanni di Dio’. Difatti – proseguono nella nota - con cruda evidenza, chiunque acceda all’ospedale di Fondi tocca con mano, quella non arsa sul fuoco, la lenta agonia di una struttura sanitaria abbandonata a se stessa dai vertici della regione. Lo stesso De Meo, ricordando in pubblica piazza le 20.000 firme raccolte a difesa dell’ospedale dal rimpiangendo Luigi Parisella, già sindaco della città di Fondi, non avanza oggi alcuna azione da mettere in campo limitandosi a confidare, a mani giunte, nella clemenza del dott. Sponzilli, il nuovo Atto aziendale della Asl. Ma qualche cittadino – spiegano dall’opposizione – si chiede – non sarebbe meglio che il sindaco provi a tutelare oggi i cittadini di Fondi e del comprensorio prima che il Piano venga adottato? E non sarebbe meglio, continuare a raccogliere firme o fare altre azioni a tutela del nostro ospedale?”.




domenica 30 ottobre 2011

Ospedale di Fondi, Delusioni dei cittadini

30/10/11 - Il malcontento dopo l'ultimo caso di malasanità


Le rassicurazioni del sindaco Salvatore De Meo della settimana scorsa, sull’ospedale San Giovanni di Dio non convincono la maggior parte dei cittadini fondani. E’ ciò che emerge dopo l’ennesimo caso di presunta malasanità che ha messo per l’ennesima volta in evidenza come l’ospedale fondano e in particolar modo il Pronto soccorso funzionino ad intermittenza. Il caso di giovedì sera è proprio sulla bocca di tutti. Stiamo parlando del giovane che recandosi al reparto per le emergente del nosocomio fondano è stato mandato via per colpa di macchinari spenti e non funzionanti, senza neppure essere trasferito con un autoambulanza a Terracina. Sulla questione stanno cercando di vederci chiaro anche gli inquirenti, sia per via dell’intenzione del giovane di sporgere denuncia, sia per l’intervento che ha portato la Polizia ad accedere per controlli dentro il San Giovanni di Dio. Sembrano lontano anni luce le parole del sindaco di una settimana fa, quando affermava che l’ospedale sarebbe potuto diventare un punto d’eccellenza per le emergenze, anche alla luce della storia del nosocomio. Un condizionale, che dopo una settimana viene visto da molti come l’ennesimo slogan che non porta da nessuna parte. Nel frattempo si attende per il Piano aziendale, che come aveva illustrato il primo cittadino dovrebbe far capire che ne sarà della struttura di Via San Magno, anche se, alla luce degli ultimi episodi che hanno fatto seguito agli spiacevoli inconvenienti del depotenziamento estivo, si spera quanto meno in qualche misura di mantenimento della situazione attuale, in quanto si percepisce una sorta di rischio di ennesimo depotenziamento. Eppure il San Giovanni di Dio non serve solo i cittadini di Fondi, ma bensì anche quelli di Lenola, Monte San Biagio, Sperlonga e Itri. Poco importa dunque, se le colpe sono state nella gestione regionale della giunta Storace o Marrazzo, l’importante è che quando si arriva al Pronto soccorso per un urgenza, questo funzioni. Anche se a Fondi può capitare anche il contrario.
Simone Nardone

sabato 29 ottobre 2011

San Giovanni di Dio, Non visitato causa macchinari spenti

29/10/11 - L'episodio giovedì sera al Pronto soccorso. Vittima un diciottenne fondano


Altro che garanzie sulle emergenze. Ancora una volta un episodio che dimostra lo stato difficile che attraversa il San Giovanni di Dio di Fondi è stato registrato al Pronto soccorso. Nella serata di giovedì, poco dopo le 23, un ragazzo appena diciottenne si è recato allo sportello per le emergenze del nosocomio fondano mettendo in evidenza forti dolori addominali e problemi di carattere respiratori. L’addetto alla ricezione dei pazienti, però, una volta aver “intervistato” il giovane maggiorenne sui presunti malanni ha spiegato che non sarebbe stato possibile visitarlo. Immediatamente il ragazzo e un amico che lo stava accompagnando, hanno chiesto delucidazioni sull’argomento sentendosi rispondere che non era possibile nessuna visita o accertamento perché i macchinari erano al momento spenti e non funzionanti. A nulla sono servite le spiegazioni insistenti dei giovani che illustravano al personale ospedaliero i malanni. A questo punto, non demordendo e grazie ad una prontezza nei riflessi hanno chiamato i Carabinieri spiegando l’accaduto, e sentendosi addirittura rispondere che per legge i sanitari sarebbero stati tenuti a visitarlo o, nella peggiore delle ipotesi, a trasferirlo a Terracina per controlli che a Fondi non sarebbero stati possibili. Alla fine, le condizioni di salute non eccessivamente gravi del ragazzo hanno fatto sì che se ne andasse dall’ospedale per ritornare la mattina seguente accusando ancora gli stessi problemi. Attesa di diverse ore per effettuare un unico esame, che secondo quanto appreso non sarebbe stato neppure consegnato al paziente. Immediata è scattata un’altra segnalazione alle forze dell’ordine, che, insieme ad altre avvenute per carenza di personale in altri reparti hanno condotto la Polizia del Commissariato di Largo Evangelisti giungere sul posto per accertamenti. Il giovane si è detto pronto a sporgere denuncia per l’accaduto. L’ennesima brutta pagina di mala sanità di un ospedale che agli occhi dei più, sembra in totale declino strutturale.
Simone Nardone

venerdì 28 ottobre 2011

Ospedale di Fondi, Ancora malasanità

FLASH 17:20 - "Siamo ai limiti del ridicolo", commentano in molti da questa mattina sulla base di quanto accaduto giovedì sera al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio. Intorno alle 23 della scorsa sera, infatti, un giovane si è recato al Pronto soccorso accusando problemi respiratori e dolori addominali. Ma niente visita o accertamenti. Motivazione? Macchinari spenti o non funzionanti. Neppure nessun trasferimento a Terracina. A nulla è servita neppure la telefonata ai Carabinieri che hanno comunque spiegato al giovane come il personale medico era tenuto a visitarlo. Questa mattina secondo atto: nuova fila per il giovane che accusava ancora gli stessi problemi. Un esame e difficoltà nell'avere i risultati. Ancora una segnalazione alle forze dell'ordine e la Polizia è arrivata al San Giovanni di Dio, anche per via di altre chiamate in merito ad una presunta carenza di personale in alcuni reparti.

sabato 22 ottobre 2011

De Meo rassicura sul San Giovanni di Dio

21/10/11 - "Prima le emergenze, poi nuovi reparti", il tutto in attesa del nuovo Piano aziendale. Parola del sindaco di Fondi





Sanità e questione ospedale San Giovanni di Dio sempre in primo piano a Fondi. A rassicurare questa volta è il sindaco Salvatore De Meo nel corso della puntata del programma radiofonico ‘20 risposte’ in onda su Radio Antenna Musica ieri mattina. Il primo cittadino fondano incalzato dalle domande dei conduttori ha spiegato cosa si aspetta da qui a tre anni per il San Giovanni di Dio. “Anche sulla base della tradizione di questo ospedale che si tenga in considerazione che si tratta di un ospedale di prossimità, con un bacino di riferimento molto ampio. Ma soprattutto spero che si tenga in considerazione che i cittadini fondani non si sono mai tirati indietro per sostenerne anche i costi laddove questo potesse esser servito a migliorare il servizio”. Il primo cittadino fondano non ha comunque esitato a toccare anche il famoso decreto 80 a firma del governatore Polverini spiegando a chiare lettere come “quando parliamo che Fondi viene definito ospedale per acuti, è normale che questa definizione trova riferimento nel laboratorio analisi, nella cardiologia, nel pronto soccorso e in un reparto di ginecologia, da sempre fiore all’occhiello del nosocomio fondano. Dunque questa definizione deve essere riempita di contenuto”. Della serie prima si punta a rafforzare le eccellenze già esistenti per poi provvedere a pensare a nuovi reparti. E per garantire le eccellenze, parlando di un ospedale di prossimità, non si può non partire proprio dal pronto soccorso, secondo De Meo che ha anche accennato a come “non mi sono mai tirato indietro a segnalare periodi di criticità e di debolezza come quelli che hanno colpito in particolar modo il pronto soccorso fondano". Allo stesso tempo, per capire quale sarà il vero futuro del nosocomio di via San Magno bisogna attendere l’atto aziendale "solo con questo strumento di riorganizzazione della sanità – ha concluso De Meo – potremo trovare risposte ed arrivare ad un’analisi più completa”.
Simone Nardone