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giovedì 23 marzo 2017

Fondi, ieri a San Magno in duemila contro le mafie


22 marzo 2017

di Simone Nardone

Si è svolta ieri a Fondi al monastero di San Magno, contestualmente alla festa di inizio di primavera, la giornata del ricordo delle vittime di mafia, organizzata da Libera.

Le scuole avevano fatto sapere di accogliere l’invito in massa, per l’iniziativa svoltasi in contemporanea alla manifestazione nazionale con don Luigi Ciotti a Locri. Ma nonostante le aspettative, forse neppure gli organizzatori credevano una così massiccia risposta che ha visto intervenire oltre duemila persone, radunate da un senso di civiltà e voglia di combattere l’indifferenza e l’omertà. Un grido di speranza, quello che si è levato dal Monastero di San Magno, in un territorio, quello del sud Pontino, spesso considerato di confine.

lunedì 24 marzo 2014

Latina, ieri la giornata di Libera tra tanta gente e qualche polemica

da www.26lettere.it

Scritto da Simone Nardone   
Domenica 23 Marzo 2014 13:35

Ieri (22 maggio) è stata la giornata di Libera, l’associazione contro le mafie che fa capo a don Luigi Ciotti (in foto). Nel capoluogo pontino ci sono stati cortei, seminari e tanti esponenti politici e delle istituzioni locali e nazionali. Un fiume di circa centomila persone che si sono riunite per lanciare un grido comune contro la criminalità organizzata e per non dimenticare tutti quelli che a causa di questa hanno perso la vita.

Una manifestazione itinerante, che ogni anno cambia location, perché oggi giorno direttamente o indirettamente l’intero territorio nazionale è toccato dalle mafie, ma soprattutto perché, come aveva spiegato lo stesso don Ciotti meno di un mese fa a Fondi, “basta dire che in questo territorio le mafie sono infiltrate, qui le mafie ci sono”.

martedì 10 gennaio 2012

Don Ciotti al monastero San Magno: "La mafia si combatte in Parlamento"

10/01/12 - Il fondatore di Libera "Siate orgogliosi della vostra terra, anche se Fondi andava sciolto" 


“Menzogna e schiettezza”, di questo ha parlato don Luigi Ciotti intervenendo domenica pomeriggio al monastero di San Magno a Fondi in occasione della Festa d’Inverno. Ma non solo, il noto fondatore di ‘Libera’ ha fatto riferimento anche alla responsabilità delle parole, arrivando poi a toccare i temi più delicati, quelli della criminalità organizzata, della mafia e di ciò che ogni singolo cittadino può fare per contrastare questa rete criminale. In un affollatissimo monastero di San Magno don Ciotti ha attaccato: “La lotta alla mafia non si fa né a Fondi, né a Reggio Calabria, né a Milano. La mafia la si combatte a Roma in Parlamento varando le leggi giuste”. Al contrario di quello che in molti potevano attendersi, l’intervento del fondatore di ‘Libera’ è stato lucido e tagliente anche per quanto riguarda il territorio del sud Pontino. “Su Fondi – ha spiegato don Ciotti – tutti conoscete la battaglia onesta e pulita che Libera ha fatto affinché l’ente comunale venisse sciolto, per ridare dignità alla gente di questa terra. Diverse volte – ha proseguito – abbiamo denunciato i vari intrecci criminali che si concentravano a Fondi in particolar modo nel Mof. Tutto questo senza mai generalizzare, ma sempre mettendo da una parte in evidenza la bellezza delle persone che questa terra la vivono e dall’altra riconoscendo il cancro che cerca di inserirsi. Le mafie – ha sentenziato don Ciotti rivolgendosi ai fondani – investono dove il territorio è bello. Per tale motivo da una parte dovete essere orgogliosi di essere di questa terra, ma dall’altra dovete essere pronti e coraggiosi a cacciare coloro che vengono qui per altri interessi”. Ma non solo Fondi tra le parole del sacerdote che da anni si spende per contrastare le mafie. Diversi i richiami anche al sud Pontino in modo più generale per poi toccare anche Borgo Montello. “Come Libera chiediamo di riaprire l’indagine di don Cesare Boschin” il sacerdote assassinato nel marzo del ’95. “E’ strano – ha ribadito don Ciotti – che si sia trattato di rapina. Nei meccanismi della criminalità, durante una rapina non c’è il tempo per legare e imbavagliare una persona”. Come è strano, secondo don Ciotti, che in una rapina venga lasciato il portafogli del rapinato con del denaro al suo interno. Infine ma non da ultimo, il sacerdote originario del Veneto ha commentato gli ultimi atti vandalici registrati dapprima a Latina al villaggio della legalità e poi a Sabaudia alla sede di Libera. “Sono un segnale positivo, anche se preoccupante – ha commentato don Ciotti, che poi ha spiegato – i segnali di distruzione paradossalmente sono un segnale positivo perché vuol dire che si sta graffiando quella realtà che cerca di ribellarsi”.
Simone Nardone