Racconto con cui ho partecipato al concorso letterario "Caffè Corretto 2016"
L’ultimo sole d’ottobre al tramonto fiammeggiava alla finestra e giù dalla strada saliva invece potente il lamento di un autoradio di passaggio, quando lui finalmente disse: “No. Io questo non lo faccio”. Poi girò le spalle e venne via. (Incipit Antonio Pennacchi)
Voltandosi si perse l’ultimo bagliore di luce della giornata, mentre espirava denso fumo grigio che veniva da un sigaro toscano. L’uomo dall’altra parte del tavolo, in un gessato italiano, godeva del chiarore di quell’ufficio statale, dei calendari delle forze armate rigorosamente elencati per anni su una bacchetta di legno color mogano inchiodata al muro. La sua espressione era interdetta, pareva quasi penetrante. Probabilmente si stava domandando perché lui non capiva, ma non parlava. Lo scrutava.

