7 settembre 2018
di Simone Nardone
Mentre la Lega non si sa se cambierà nome, Forza Italia continua a coltivare, o per meglio dire a gestire, il proprio orticello politico, in particolar modo nel “feudo” di Fondi. Mancano poco meno di due anni alla scadenza naturale del sindaco Salvatore De Meo, che molti in paese lo vorrebbero anzitempo dimissionario per un posto al Parlamento Europeo, ricordando che le elezioni ci sono nella primavera 2019. Ma lui continua a ripetere in giro che la scelta è stata fatta e che arriverà a scadenza naturale. In realtà, pare che la chiamata da Roma sia arrivata, ma c’è tempo per valutare. Inoltre, rispetto alle Politiche, per le elezioni Europee non c’è necessità di eventuali dimissioni pre consultazione, quindi potrebbe decidere di accettare o meno il nuovo incarico anche dopo l’eventuale elezione. Ma la valutazione è anche sul peso elettorale di Forza Italia. È vero che nella fluidità della politica attuale tutto può accadere, ma per ora i sondaggi parlano di cifre molto basse per gli azzurri. In più c’è la questione delle preferenze. Nel 2013 Cusani non ce la fece, ma è vero che dinanzi a sé aveva anche personaggi del tipo di Tajani (oggi presidente del Parlamento Europeo) e la Mussolini. La seconda ha abbandonato il partito, l’altro, potrebbe e dovrebbe dedicarsi alla politica nazionale. Quindi se da una parte ci potrebbero essere meno preferenze dall’altra c’è meno concorrenza.
