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giovedì 19 gennaio 2017

Sperlonga si interroga: dopo gli arresti a chi andrà la fascia tricolore?


18 gennaio 2017

di Simone Nardone

Adesso cosa succede nel Comune di Sperlonga? È la domanda che si fanno un po’ tutti cercando di andare a studiare la normativa, le strategie politiche e le vicende giudiziarie.

Il problema è che anche il numero due del municipio risulta iscritto nel registro degli indagati, quindi si pone un’altra questione, seppur di tipo morale e non legale in quanto un indagato rimane “a piede libero” e di fatto in grado di esercitare le proprie funzioni. In realtà, sulla base di quanto accaduto in altri Comuni d’Italia, c’è un’ulteriore possibilità, qualora anche il vicesindaco risulti “impossibilitato” ad esercitare la carica di primo cittadino. In tal caso può essere incaricato a presiedere la giunta il membro più anziano, in questo caso Joseph Maric, ora delegato ai beni comuni e assetto del territorio. Ma attualmente sembra la strada più complicata da percorrere. Di fatto passa tutto per le mani del Prefetto al quale toccherà decidere il da farsi, salvo che la politica non decida prima.

martedì 17 novembre 2009

Colpo a San Magno, in manette

Sono finiti in manette i due rapinatori che, quasi due anni fa, misero a segno il colpo quasi due anni fa alla filiale di San Magno della Banca Popolare di Fondi . I due nomi sono: Domenico SEVERA di anni 53 il quale è stato prelevato dalla squadra mobile presso l’abitazione della madre, mentre a Mario ZILLI (51 anni) l’ordine di custodia cautelare è stato fatto pervenire direttamente alla Casa Circondariale de L’Aquila nella quale è attualmente detenuto. Entrambi sono originari e residenti nella Provincia di Roma, nullafacenti e pregiudicati, nonché rapinatori di professione. Ricordiamo che il 2 gennaio 2008 i due rapinatori, avevano messo a segno il colpo introducendosi all’interno della filiale della Banca Popolare di Fondi con dei cappellini e a volto coperto e di conseguenza il lavoro fatto grazie ai fotogrammi estrapolati dalle registrazioni delle videocamere di sorveglianza è stato particolarmente difficile, ed anche per questo per vedere dei frutti si è dovuto aspettare diversi mesi. Inoltre i malviventi, erano armati con un taglierino e uno storditore elettrico e non esitarono ad usare modi brutali e violenti per evitare che un cliente uscisse dalla Banca e per farsi consegnare il bottino. Seguirono la stessa linea d’azione prima di scappare, rinchiudendo personale e clienti nello sgabuzzino creandosi il tempo necessario per la fuga - con altri due complici - con circa 55.000 euro tra contanti e assegni a bordo di una Ford Fiesta di colore grigio che risultò anch’essa rubata. L’unico indizio che venne riscontrato fu l’accento, definito dai testimoni “laziale” o “ciociaro”. Da allora - ha spiegato ieri mattina il vice questore Massimo Mazio - le indagini non si sono mai fermate e grazie alle videocamere sia interne che esterne della Banca e ai fotogrammi selezionati - che praticamente hanno fatto il giro di quasi tutte le Questure presenti sul territorio italiano - la Squadra Mobile di Teramo ha potuto appurare che vi erano evidenti similarità fisiche e somatiche, nonchè di modalità di furto e di modo di vestire di alcuni pregiudicati che avevano compiuto un altro colpo il 14 novembre del 2007 presso un istituto di credito a Villa Rosa di Martinsicuro nella provincia di Teramo. Questo ha permesso agli inquirenti di aumentare il livello di intensità delle indagini, fino a riuscire ad arrivare ai nomi e ai fermi di Severa e Zilli tra l’altro ben conosciuti alle forze dell’ordine di Roma e zone limitrofe. Svaniti, o meglio probabilmente divisi in parti uguali e difficilmente rintracciabili i soldi del bottino. La banda però è sicuramente più grande e quanto meno dovrebbe conoscere altri due componenti presenti nella rapina di Fondi che non entrarono nella Banca ma che parteciparono al colpo: uno facendo il palo, e l’altro che aspettava in macchina per la fuga. La speranza degli inquirenti è di riuscire ad arrestare anche il resto della banda.
Simone Nardone