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giovedì 17 maggio 2018

Formia, manifesti elettorali in vetrina: è polemica

A lanciare l’accusa la lista “Un’altra città” attraverso un post su Facebook

da www.h24notizie.com

17 maggio 2018

di Simone Nardone

Qualche polemica, seppur indiretta, si è venuta a creare a mezzo social, per via della questione per la quale non si possono esporre manifesti elettorali al di fuori delle sedi elettorali, nel periodo antecedente al voto. A sollevare la questione il post della lista “Un’altra città” su Facebook, che aveva provveduto a oscurare le vetrofanie del proprio point elettorale.
A dare spiegazioni in realtà è una legge, la n.216/1956 che disciplina le campagne elettorali. La normativa è chiara ed esplicita, nulla che è materia di propaganda – foto, nomi, simboli e altro – può essere esposto al momento dell’inizio della campagna elettorale se non negli spazi predisposti per legge all’informazione dei cittadini e fatta salvo la così detta “campagna elettorale itinerante” che comunemente viene identificata con le “vele”, ma che non è solo quella.

sabato 9 luglio 2016

Presunti vincitori: come il sistema politico vira verso il pluripolarismo

Relazione seminario SISE post amministrative 2016
8 luglio 2016 - Uniroma3 

Simone Nardone

È sempre complesso riuscire ad individuare chi ha vinto e chi ha perso in senso generale una tornata elettorale per gli Enti locali, come sono state le amministrative di giugno 2016. I vari esponenti politici hanno giocato a mettere in evidenza i dati che ritenevano più opportuni: chi quello dei voti assoluti complessivi su scala nazionale, chi quello del numero delle amministrazioni conquistate, chi il raffronto rispetto ai sindaci mantenuti in rapporto a quelli conquistati nella passata tornata elettorale. Per prima cosa bisogna osservare che vincitori e vinti sono destinati a rimanere presunti laddove ci si rende conto dell'impossibilità di identificare un parametro obiettivo che permetta di traslare un risultato locale su scala nazionale.

giovedì 12 novembre 2015

Prove elettorali? Nasce Sinistra Italiana, la destra si ricompatta

Se ci si prova a guardare intorno nel panorama politico italiano, sembra che si stia disegnando uno spaccato simile a quello agli albori della Prima Repubblica. I partiti più grandi continuano nella loro azione di governo o di ferma opposizione, mentre le altre formazioni giocano a trovare la giusta collocazione politica, tentando di individuare la strategia migliore per non rischiare di rimanere tagliati fuori dal Parlamento.

venerdì 9 aprile 2010

Elezioni: le coalizioni si dividono ma i dati sono cristallizzati

Che Salvatore De Meo è il nuovo sindaco di Fondi non ci sono dubbi. Come non ci sono dubbi che la politica della legalità attuata dal centrosinistra non ha premiato. Tutto ciò è detto dai dati. Infatti, seppur è vero che Maria Civita Paparello ha conquistato all’incirca 200 voti più del suo predecessore del centrosinistra fondano Fernando Di Fazio, è pur vero che il totale dei voti della Paparello e di Pedica sono inferiori di poco più dell’1% rispetto a quelli dei due aspiranti sindaci di centrosinistra del 2006. Ciò non vuol dire che comunque la coalizione capitanata dalla Paparello abbia avuto una debacle, infatti questi dati devono tener conto del fatto che questa volta in campo c’era un terzo candidato di grande spessore qual’è è stato Franco Cardinale e che con buone possibilità Dante Mastromanno - fuoriuscito dalla vecchia maggioranza - abbia stranamente intercettato nella sua corsa in solitaria dei voti che sarebbero potuti andare al centrosinistra. Addentrandoci più nello specifico con i voti di lista possiamo capire cosa è cambiato e cosa invece è rimasto cristallizzato a distanza di quattro anni. Ad esempio nel 2006 la somma dei voti di Forza Italia e Alleanza Nazionale mostrava una forza al di sopra del 52% delle preferenze. Oggi, invece, aggiungendo ai voti del Pdl quelli della lista Io si, di De Meo, notiamo che le preferenze sono calate di quasi il 3%. Un altro calo netto dell’1% è anche quello che ha riscontrato la lista di Litorale e Sviluppo Fondano. Decisamente fallimentare l’ingresso dei Moderati per Fondi nell’Udc che ha visto precipitare la forza di queste due formazioni di oltre il 4,5%. Allo stesso tempo è facile notare che ha avuto un discreto incremento il PD che all’epoca si chiamava L’Ulivo e che ha migliorato di poco più dell’1,5%. Da evidenziare anche il lieve calo di circa lo 0,5% di quella che è l’estrema sinistra sullo scacchiere che nel 2006 era Rifondazione Comunista, e ora è Sinistra Ecologia e Libertà. Come allo stesso tempo è lievemente calata la lista del candidato a sindaco nel centrosinistra che è andato a vantaggio di altre liste della coalizione. Praticamente identica, invece la forza della lista civica di Progetto Fondi capitanata da Giorgio Fiore che nonostante il salto di coalizione dalla maggioranza a quella di Cardinale ha praticamente mantenuto identica la sua forza ferma intorno all’8,8%. Una situazione comunque abbastanza cristallizzata quella del panorama politico fondano nonostante abbia visto diversi mesi di accesa campagna elettorale.
Simone Nardone