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lunedì 8 febbraio 2021

Crisi di governo, intervista a Giuseppe Mallozzi del Messaggero

 radiocivitainblu.it


Intervista al giornalista del Messaggero sulla crisi politica e di governo, a cura di Simone Nardone per "Zona Blu" in onda su Radio Civita InBlu.

giovedì 14 gennaio 2021

La democrazia non si ferma...dicono


C'è una frase su tutte della giornata di ieri che mi ha lascia perplesso: "La democrazia non si ferma in nome del virus". A pronunciarla è stato Matteo Renzi facendo dimettere le "sue" ministre e innescando la crisi di governo.

Mi lascia interdetto perché nonostante dica del vero, porta con sé tanto altro. Provate a dire che la democrazia non si è fermata ai molti lavoratori che si sono dovuti fermare a causa del virus, agli studenti ed insegnanti che stanno compiendo sacrifici immani, ai medici, agli infermieri e al personale sanitario a cui abbiamo detto (in alcune occasioni) che non si potevano curare tutti coloro che stavano male o a chi ha perso qualcuno in questo anno a causa del Sars-Cov-2. Provatelo a dire a loro.

Nonostante ciò, se ancora oggi accettiamo restrizioni e provvedimenti che oggettivamente non possono che andarci stretti, è in nome di quella democrazia, che non si è mai fermata, anche senza una crisi di governo. Perché la libertà nelle democrazie liberali come la nostra ha un prezzo e questo prezzo si chiama equilibrio.

mercoledì 16 settembre 2020

Formia e la crisi di maggioranza che non si vede, ma “blocca” l’Amministrazione

 h24notizie.com

L’ordinaria Amministrazione, come si può ovviamente osservare da come si sta muovendo la prima cittadina Paola Villa in questi giorni di conferenze, inaugurazioni ed emergenza legata al Covid-19, prosegue senza sosta. Ma il problema politico della crisi di maggioranza c’è, rimane un dato di fatto che può anche rischiare di creare problemi alla straordinaria Amministrazione, quella che comporta la programmazione.

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lunedì 7 settembre 2020

Formia, tutto appeso a un filo e quella maggioranza che non c’è

 h24notizie.com

Il consiglio comunale di Formia

C’è o non c’è questa maggioranza a Formia? Perché ormai se lo domandano in molti. Ma la risposta è semplice, dalla decisione dell’uscita – proprio dalla maggioranza – da parte di “Ripartiamo con Voi”, non c’è più. Ma la politica, si sa, non è solo aritmetica. È anche una questione di rapporti, di compromessi e di equilibri, gli stessi che al momento sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo – non siano facili da scovare attorno all’Amministrazione Villa.

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mercoledì 18 marzo 2020

Siamo chiamati alla responsabilità prima dell’obbedienza

obiettivocomunefondi.com - post-it

Smettiamola con questa smania di sicurezza, o meglio, vivetela nella responsabilità. È antipatica per tutti questa situazione, lo stare in casa in modo obbligato, il non poter godere del principio di libertà tanto caro a tutte le democrazie liberali e che tutti riteniamo, evidentemente, caposaldo imprescindibile della nostra vita sociale. Peccato – o per fortuna – che le nostre Istituzioni ci abbiano ricordato come alcuni principi in certi momenti valgono più di altri, e garantire l’assistenza sanitaria ai nostri concittadini è talmente sacrosanto che possiamo essere anche posti “ai domiciliari” – seppur non agli arresti – per qualche tempo.
Qui non conta il tempo – che sarà da valutare man mano che passano i giorni – né tanto meno il motivo, che conosciamo tutti e sappiamo essere sintetizzabile in quel nemico invisibile che si trasferisce da persona a persona. Qui conta la nostra prontezza nell’affrontare una crisi. una prontezza che finora non c’è stata, almeno pienamente.

giovedì 8 agosto 2019

Salvini lancia da Sabaudia la sfida al Governo, adesso c’è aria di crisi

da www.h24notizie.com

8 agosto 2019

di Simone Nardone

Che sul Tav c’erano tutti i presupposti per la crisi nell’esecutivo si sapeva. Dopotutto lo stesso Salvini, dopo la divisione in Senato di ieri mattina aveva tuonato su come si fosse creato un “caso politico”, ma tutti credevano che alla fine l’incontro romano con il premier Conte rimettesse le cose a posto. In realtà non sembra sia stato così. Non per ora almeno, con il ministro dell’Interno che a Sabaudia ha usato parole forti, che a molti già fanno pensare ad una crisi di governo. 
Crisi che in realtà – per ora – ancora non c’è, ma le parole che il leader leghista ha pronunciato ieri in terra pontina, chiudono anche ad un’altra ipotesi, quella di rafforzare la compagine del Carroccio nell’esecutivo: “Non mi interessano rimpastini e rimpastoni”. Della serie: perché accontentarsi quando si potrebbe tentare di prendere il governo? Proprio dopo il voto sul Tav, infatti, Salvini secondo indiscrezioni avrebbe girato un messaggio ai suoi spiegando che era meglio non andare in ferie. Cioè, meglio rimanere a Roma in caso di crisi.
Ma la crisi ancora non c’è anche perché come spiegato nel comizio di Sabaudia l’obiettivo rimane quello di premere sull’acceleratore su le istanze leghiste. Cosa, però, che diversi pentastellati non vogliono più. E quindi ecco che si apre una – l’ennesima – settimana complicata per la tenuta del governo. Si apre proprio dal voto sul Tav e dal comizio di Sabaudia dove Salvini ha parlato anche, ironizzando, delle polemiche al mare tra cubiste, dorso nudo e passione per la musica disco.
Un Salvini che continua il suo tour estivo da domani, ma con occhi e orecchie puntati su Roma dove nei prossimi giorni non è escluso si possa aprire in modo più o meno formale una crisi di maggioranza. Fonti vicine alla Lega parlerebbero già di una “finestra” per andare al voto a ottobre. Certo è che è difficile pensare di rinnovare le Camere proprio a ridosso dell’approvazione della legge di bilancio con una legge elettorale che non è detto esprima una maggioranza chiara.
Nel limbo della politica italiana, che nel corso dei decenni è passata dai governi balneari alle battaglie politiche del caldo d’agosto, Sabaudia – e il comizio del vice premier di ieri – rischia di diventare lo snodo verso una crisi di governo che in molti auspicano, in cui pochi credono e chissà, forse che nessuno vuole fino in fondo

sabato 5 maggio 2018

Regione, Simeone-Forza Italia è rottura: il consigliere passa al Misto

Lunedì indetto vertice del partito regionale, Fazzone vuole vederci chiaro sulla divisione in seno al gruppo


4 maggio 2018

di Simone Nardone

Pino Simeone lascia il gruppo di Forza Italia in consiglio regionale. Lo fa con la compagnia del collega Pino Cangemi. La rottura potrebbe anche essere un “arrivederci”, ma la mossa è di quelle che fa rumore. Abbandonare il gruppo consiliare di solito è di quelle strategie estreme che in politica segnano una rottura profonda, soprattutto sulla linea politica del proprio partito. In questo caso, più che di direzione politica, ad essere messa in discussione è più una strategia tutta interna al gruppo di Forza Italia in Regione.
Il consigliere, infatti, dopo aver “perso” la vice presidenza della Pisana, pareva destinato a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Sanità. Al collega Cangemi, stando sempre alle indiscrezioni di questi giorni, doveva toccare quella alla Cultura. A quanto pare, però, i colleghi romani, che in seno al consiglio regionale fanno capo ad Adriano Palozzi – “colpevole” di aver già soffiato la vice presidenza del consiglio a Simeone – avrebbero posto dei veti.

venerdì 9 dicembre 2016

Crisi (di governo) senza fine. Pronti al voto senza certezze?

Come si esce da una crisi di governo? Con i numeri parlamentari che garantiscano la formazione di un nuovo esecutivo o con il ritorno alle urne. In questo caso specifico, a seguito della dimissioni di Matteo Renzi c’è un secondo fattore: che ci sono due leggi elettorali diverse per eleggere due rami del Parlamento fondamentalmente identici e che differiscono tra loro solo per elettorato attivo e passivo. 

Allora come si esce da questa crisi di governo? Sempre allo stesso modo: o con una maggioranza parlamentare che possa sostenere un nuovo esecutivo o con il ritorno alle urne che non è detto corrisponda alla definizione di una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Tradotto servirebbe una modifica alla normativa elettorale attraverso un esecutivo di scopo, che punti ad uniformare le due normative vigenti (Italicum per la Camera, Consultellum per il Senato), ma su tutto ciò pende una sentenza della Consulta che non arriverà prima del 24 gennaio.

La domanda da porre allora diventerebbe: ci sono i numeri in Parlamento per sostenere un nuovo governo? Tecnicamente dovremmo pensare (perché sappiamo che in politica tutto può essere messo in discussione), che un reincarico al premier uscente, per il così detto Renzi bis, garantirebbe la formazione di un esecutivo con una maggioranza analoga se non identica, a quella che abbiamo conosciuto finora. Il problema è che difficilmente Renzi accetti di guidare un esecutivo di scopo. Allo stesso tempo, il premier dimissionario si sente troppo debole per formare un governo che arrivi a fine legislatura. Tradotto è difficile possa accettare un nuovo incarico in questa fase.

giovedì 29 marzo 2012

"Nessun distinguo", La parola di Marco Carnevale

L'ex capogruppo Pdl dice la sua a "20 Risposte"

"Assenza ai consigli comuni per motivi familiari e nessun distinguo dalla maggioranza". Queste le parole di Marco Carnevale, ora semplice consigliere comunale del Pdl , ma fino a un mese fa capogruppo e con un illustre passato da assessore. "Ci sono posizioni che non condividevo sul nuovo bilancio - ha però precisato Carnevale - e riguardano soprattutto l'innalzamento dell'Imu". Se area di crisi e di distinguo a dire del consigliere non ci sono, quel che è certo è che le idee in gran parte sono diverse, ma forse per ora si preferisce il quieto vivere. Del resto lo stesso consigliere ha spiegato come , anche a livello nazionale "è difficile capire dove va il Pdl". Secondo l'ex capogruppo del partito di Berlusconi tutti aspettano le prossime amministrative per definire cosa fare.


Per rivedere la Puntata integrale - CLICCARE QUI

venerdì 4 novembre 2011

"Maggioranza coesa e nessun allargamento", sindaco di Itri in conferenza stampa

04/11/11 - De Santis ha spiegato in questo modo i distinguo in maggioranza. Di fatto i problemi restano, anche se non sono evidenti




“La maggioranza è coesa così come è uscita dalle urne”. Sono state queste le prime parole del sindaco di Itri Giuseppe De Santis che ieri in conferenza stampa ha relazionato sui primi cinque mesi della sua amministrazione. Subito fugati i dubbi di una possibile crisi all’interno della maggioranza. Diversi i temi trattati dal primo cittadino, che ci ha precisato a spiegare come “l’amministrazione e viva e sta operando a suon di atti amministrativi”. Diverse le stoccate al gruppo “Con Voi” guidato da Claudio Cardogna, una su tutte quella riguardante l’urbanistica: “La bocciatura di Licciano – ha spiegato il sindaco – è stato un obiettivo politico evidenziato ai cittadini in campagna elettorale”. Sul Prg, anche De Santis ha garantito che l’iter va avanti, con il lavoro burocratico all’interno del palazzo comunale da una parte e dando voce ai cittadini che possono fare proposte dall’altro. “Siamo abituati a dire le cose così come stanno – ha proseguito il primo cittadino – mettendo in evidenza come tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto a costo zero, perché la maggior parte dei tagli li hanno subiti gli enti locali. Il Comune di Itri – ha sottolineato De Santis – ha subito oltre 300.000 euro di tagli. Ma ci siamo sobbarcati l’onere di non alzate tasse e tariffe almeno fino al 31 dicembre”. Tornando sulle polemiche più prettamente politiche De Santis ha spiegato come a sua opinione “il sindaco non deve rispondere a tutte le provocazioni, perché risponde nelle sedi opportune. La diversità politica – ha spiegato – può creare problemi, ma a mio avviso crea solo ricchezza”. In merito a richieste di delucidazioni su possibili allargamenti o cambiamenti della maggioranza De Santis ha risposto semplicemente “al momento non c’è alcuna intenzione né da parte del sottoscritto né da parte di altri esponenti della coalizione, comunque – ha concludo – qualora dovessero venir meno le condizioni per amministrare sarò io a porre il problema e ad andare via”.
Simone Nardone

giovedì 3 novembre 2011

Itri, Aria di crisi in maggioranza. Stasera conferenza stampa del sindaco

0311/11 - Iudicone chiede chiarezza al primo cittadino il quale dovrà "spiegare" i rapporti con la Palazzo e con Petrillo

Ci siamo, oggi è il “giorno della verità” per l’amministrazione comunale itrana. Da questa sera, con ogni probabilità le cose non saranno più come prima. Quella che fino a qualche giorno fa sarebbe stata una normale conferenza stampa per delineare il bilancio dei primi cinque mesi di quest’amministrazione si è trasformata in un banco di prova, per la tenuta del governo cittadino e per la credibilità dello stesso sindaco De Santis. Alla luce, infatti, dello spostamento a destra, verso il Pdl degli esponenti politici vicini all’assessore Elena Palazzo, delle vicende che ruotano attorno all’Udc, e di un presunto avvicinamento politico di De Santis al segretario provinciale dei centristi Michele Forte, il consigliere comunale di maggioranza Luca Iudicone ha puntato i piedi. Quello che si aspettavano arrivasse anche da una parte dei dirigenti del Pd e dell’Idv è arrivato da un singolo esponente della maggioranza, tra l’altro colui che è più spostato a sinistra di tutta la compagine del governo cittadino. Ma Iudicone è anche il consigliere che ha raccolto più voti alle urne tra tutti coloro che sono stati eletti in maggioranza, dunque, uno che ha il suo peso politico. Ecco perché l’esponente di Sinistra Protagonista non ne vuole sapere di stare in silenzio e soprattutto vuole chiarezza dal sindaco Giuseppe De Santis, invitandolo pubblicamente nei giorni scorsi a rendere chiara e limpida l’azione politica e spiegando a cittadini ed elettori dove inizia e dove finisce l’attuale maggioranza. Difficile sapere quanto si sbilancerà il sindaco, ma qualche risposta la deve, perché ora a chiederla non è più solo l’opinione pubblica che lo incalzava già in campagna elettorale per via della coalizione troppo allargata, ma anche i singoli esponenti di opposizione. Di certo De Santis non può screditare l’azione politica dell’assessore Elena Palazzo, perché vorrebbe dire invitarla a rassegnare le dimissioni e i conseguenza uscire dalla maggioranza. Allo stesso tempo, sarà difficile credere che difenderà la sua linea di avvicinamento al Pdl, perché vorrebbe dire perdere il primo eletto della coalizione, Iudicone, che anche se non l’ha detto esplicitamente sta meditando di lasciare la maggioranza se le cose non cambiano. E non può neppure chiudere le porte a Petrillo e all’Udc, perché con questi equilibri precari anche il peso di un singolo consigliere può valere la maggioranza. Dunque a Itri tutti attendono le parole di De Santis, nella speranza, per dirla con le parole di Iudicone “che facciano chiarezza”.
Simone Nardone

venerdì 3 giugno 2011

Itri, Giunta: crisi prima delle nomine


02/05/2011 - Ancora non si è insediata la nuova giunta itrana a guida di Giuseppe De Santis è nella coalizione trasversale già c’è aria di crisi politica. Non c’è stato il tempo di godersi i festeggiamenti per l‘ex vicesindaco della giunta Agresti che già rischia di dover contare una prima defezione. Tutto questo per via delle deleghe assessorili che lo stesso De Santis assegnerà nel corso della prima seduta del consiglio comunale prevista per sabato prossimo alle 19 nell’ala consigliare del comune itrano. Secondo quanto trapelato, infatti, dalle riunioni della coalizione del sarebbe emersa la futura giunta comunale composta di quattro assessori: un posto a Nuova Area e a Elena Palazzo, uno all’Idv con Paola Ruggieri e due al Pd con la carica di vicesindaco per Italo La Rocca e una poltrona per Giovanni Ialongo. A Umberto Papa dell’Api la presidenza del consiglio comunale. Ma sarebbe proprio il possibile ingresso in giunta del non eletto Ialongo e l’esclusione dalla squadra del governo cittadino del primo eletto della maggioranza Luca Iudicone ad ever mandato su tutte le furie l’esponente della Sinistra Democratica che fino all’ultimo era rimasto con il dubbio di entrare o meno nella coalizione trasversale. Sembra infatti che non siano bastati gli oltre quattrocento voti a Iudicone per fargli avere accesso in giunta, con l’esponente più radicale della coalizione che si dice già pronto a non votare la fiducia alla nuova amministrazione nel corso della prima seduta del consiglio comunale. L’esponente di sinistra non ne fa un discorso di poltrona, ma di rappresentanza politica, con quello che appare ancora a molti come un incredibile inversione di tendenza democratica nella scelta degli assessori, dove in genere, specie nei comuni più piccoli, gli assessorati spettano a coloro che ottengono più preferenze nella tornata elettorale.
Simone Nardone

lunedì 23 maggio 2011

Itri, Prime tensioni nella maggioranza itrana


23/05/2011 - C’è attesa ad Itri per il primo vertice di maggioranza previsto per domani sera, della coalizione uscita vincitrice dalle urne lo scorso 16 maggio a guida di Giuseppe De Santis. Attesa perché a seguito dell’incontro del Pd dell’altra sera, sembrano montati i malumori sulla composizione della nuova amministrazione comunale. Il Pd, infatti, dovrebbe apertamente chiedere un posto in giunta per Italo La Rocca, al quale spetterebbe anche la nomina di vicesindaco, in modo tale da far subentrare in consiglio comunale il primo non eletto Giovanni Ialongo sempre del Pd. Secondo le indiscrezioni trapelate a margine dell’incontro tra i dirigenti democratici, la segretaria Maria Civita Di Biase sarebbe pronta a caldeggiare anche una nomina per Paola Ruggieri dell’Idv, per via di un presunto accordo pre-elettorale tra i due partiti di centrosinistra. Visto il limitato spazio all’interno della nuova giunta, che dovrebbe essere composta di soli tre assessori, agli altri eletti spetterebbe solo la terza poltrona, facendo pendere decisamente a sinistra il baricentro della coalizione trasversale. Difficile infatti pensare che Umberto Papa dell’Api e gli ex amministratori Raffaele Mancini di Fli e Elena Palazzo di Nuova Area non pretendano anche loro un posto in giunta. Tutto questo senza considerare che il primo eletto della coalizione, Luca Iudicone della Federazione della Sinistra, in questo modo resterebbe fuori dalla nuova giunta. Anche se non è da escludere che l’ex di Rifondazione, potrebbe ripiegare chiedendo la presidenza del consiglio comunale. Primo banco di prova per la coalizione trasversale che dovrà ritrovare gli equilibri stabiliti nella campagna elettorale. Per Giuseppe De Santis, sindaco pronto ad insediarsi, un’opportunità per dimostrare che questo sia realmente "un gruppo solido". Un’opportunità con il rischio che si possa tramutare in qualche malumore politico per la nuova maggioranza amministrativa.
Simone Nardone

venerdì 22 gennaio 2010

Crisi dell'agricoltura


Il problema della crisi del settore di certo non colpisce solo i produttori, ma tutti i settori collegati, da quello dei macchinari, a quello soprattutto degli operai delle aziende agricole. In questo ambito è giusto ricalcare alcune delle posizioni di un ragazzo algerino che sono venti anni che sta in Italia e che da vent’anni a questa parte ha da sempre lavorato come bracciante nelle aziende della piana. Lui ci tiene a dire alcune cose molto interessanti tra le quali il fatto che ci sono molti stranieri che vivono una condizione di disagio e che vengono sfruttati, ma che allo stesso tempo ve ne sono almeno altrettanti che stanno bene, che sono pagati in modo appropriato e che di conseguenza riescono più facilmente ad integrarsi. Il fatto però è che nonostante ciò e queste parole di elogio verso un sistema che per fortuna lo ha visto attore e non vittima, ora si ritrova momentaneamente senza lavoro perché come lui afferma << Tutta Fondi è in crisi >>. Insomma l’ennesima voce triste di un sistema in ginocchio quello dell’agricoltura fondana che arranca tra le varie crisi agricole che si rincorrono ad un ritmo impressionante di una media di una ogni due anni dal 2002 ad oggi.