COMUNICATO STAMPA
Dal Circeo a Sperlonga, da Formia a Gaeta e fino a Minturno, un territorio dove il racconto di Omero si intreccia con duemila anni di storia. Il presidente dell'Ente Parco Regionale Giovanchelli: “A Sperlonga abbiamo la carta d’identità, la foto segnaletica di Ulisse. Ma questa terra va scoperta con rispetto e consapevolezza”
C’è un effetto Odissea che comincia a farsi sentire anche sulla
Riviera di Ulisse. Il nuovo film di Christopher Nolan ha riacceso in tutto il
mondo l’interesse per il poema omerico e per i luoghi del Mediterraneo che, nei
secoli, sono stati associati alle sue avventure. E così quella che per gli
abitanti della costa a metà strada tra Roma e Napoli è una presenza quotidiana,
quasi familiare, torna oggi a essere una storia capace di attirare lo sguardo
dei viaggiatori internazionali.
«Il mito di Ulisse qui non è soltanto un richiamo turistico – sottolinea il presidente del Parco Regionale Riviera di Ulisse Massimo Giovanchelli – perché lo ritroviamo nella nostra storia, nei nostri paesaggi e nelle testimonianze archeologiche. A Sperlonga abbiamo quasi la carta d’identità, la foto segnaletica di Ulisse».
