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lunedì 27 giugno 2011

"Antenne selvagge", se ne torna a parlare a Fondi

Si attende che la questione torni in consiglio comunale, dopo due mesi di mancata convocazione


26/06/2011 - Dopo l'interrogazione fatta scattare a Monte San Biagio dal consigliere di opposizione Pino Casale, sul potenziamento di un ripetitore in zona Castello, la così detta “questione antenne” torna in primissimo piano in tutto il comprensorio così come a Fondi. Numerose le proteste dei cittadini che nel corso del tempo avevano fatto sorgere comitati spontanei contestualmente all'istallazione di nuovi ripetitori telefonici, soprattutto quando istallati sopra le palazzine o in zone adiacenti ai centri abitati. In ordine cronologico, si ricordano le lamentele dei residenti del centro storico, quelle più sentite degli abitanti di via Roma e delle Querce, fino ad arrivare a quello di Ponte Tavolato, che aveva fatto scendere in campo anche insegnanti e genitori delle vicine scuole di Portone della Corte e i fedeli nonché il parroco di San Paolo. In realtà documentandosi sulla questione ci si rende conto che i ripetitori e le antenne non dovrebbero, il condizionale è d'obbligo, creare alcun problema alla salute, anche perché se usati a norma di legge non sono più dannosi dei semplici cellulari, con i quali la società civile convive ormai abitualmente. Il problema è proprio sull'emissione delle onde radio, che hanno dei vincoli in Italia pari a 6 volt/metro, molto inferiore rispetto ai 40 volt/metro previsti dalla normativa europea. Normativa definita “troppo restrittiva” dal ministro dello sviluppo economico Romani, parole non condivise dai tanti comitati locali, che continuano a chiedere al Comune di Fondi di intervenire sulla questione. Infatti, malgrado la legge n.36/2001 consegna il limite di emissioni alla competenza dello stato e quello delle autorizzazioni alle regioni, i comuni, come specificato nel comma 6 dell'articolo 8 . Strumento al quale aveva fatto riferimento anche l'amministrazione comunale fondana che nell'ultimo consiglio del 19 aprile scorso aveva rinviato alla convocazione successiva la discussione sull'argomento. Peccato, però, che per il Comune della Piana, tutto sembra momentaneamente archiviato, vista la mancanza di convocazioni dell'assise civica.
Simone Nardone

giovedì 23 giugno 2011

M.S.Biagio, Scatta l'interrogazione dopo il potenziamento del ripetitore


22/06/2011 - La questione antenne sbarca anche a Monte San Biagio. Il consigliere comunale del Bene Comune Pino Casale presenta un’interrogazione scritta sui livelli di emissione dei campi elettromagnetici nei pressi del ripetitore in zona Castello. L’esponente della minoranza chiama in causa l’assessore all’ambiente in merito a segnalazioni ricevute dagli abitanti della zona circa i livelli di emissione dei campi elettromagnetici originati dal ripetitore. Nei giorni scorsi, infatti, i cittadini avendo notato un continuo via vai di tecnici si sono informati su cosa stesse accadendo, preoccupati delle conseguenze, mai smentite, sulla salute. In questo modo si sono resi conto che erano in corso lavori di potenziamento del segnale. Casale ricorda che i livelli di potenza del segnale sono fissati dalla Legge 36/2001, che definisce come la competenza sulla vigilanza sanitaria ed ambientale ricada sulle amministrazioni comunali e provinciali. Pertanto, l’esponente del Bene Comune chiede di sapere due cose: “se l’amministrazione sia a conoscenza del potenziamento del segnale intervenuto in zona Castello e quali siano gli attuali livelli di campo elettromagnetico nel quartiere e nelle zone circostanti”. Infine Casale ricorda nel documento presentato in comune come “fosse intenzione dell’amministrazione redigere un regolamento per una corretta gestione delle emissioni da impianti radioelettrici e per la prevenzione dell’inquinamento elettromagnetico – chiedendo - se è ancora intenzione dell’amministrazione continuare con l’iniziale progetto di sistemazione definitiva della delicata questione”. Una questione che assume una notevole rilevanza anche a seguito della teoria di 34 esperti del Organizzazione Mondiale della Sanità, che poco meno di due settimane fa hanno reso noto che secondo test sugli animali, le radiofrequenze dei cellulari e tutti o quasi i dispositivi wireless e wi-fi potrebbero portare a lungo tempo a una forte possibilità di contrazione del tumore al sistema nervoso. Una teoria sulla quale non è d’accordo tutto il mondo scientifico, ma che desta molta preoccupazione.
Simone Nardone

domenica 10 ottobre 2010

Antenne, pericolo elettrosmog


09/10/10 - "Le antenne selvagge stanno sbucando da tutte le parti, e, con quella di via ponte Tavolato sarà come fare i raggi gratuitamente tutti i giorni. Ho tre figlie adolescenti e questa situazione mi fa impazzire, anche alcuni medici me ne hanno confermato la pericolosità". Questo è il grido disperato di una signora che abita vicino ad una delle ultime antenne impiantate sul territorio fondano. Questa volta, però, oltre all’eterna disputa su presunti effetti nocivi delle onde elettromagnetiche c’è anche una novità a livello legislativo: la società, infatti ha avuto un anno per completare i lavori, dunque non avrebbe più diritto ad accendere la stazione. Secondo quanto contestato dai cittadini, che si sono organizzati in vari comitati contro l’elettrosmog o che vivono nella zona, questa società avrebbe iniziato la realizzazione nell’ottobre del 2008 ed entro un anno avrebbe dovuto mettere in funzione la sua antenna, cosa che ancora non ha fatto, o per meglio dire ha fatto solo in parte. Più precisamente bisogna spiegare che nel cartello dei lavori, posto alla base della grandissima antenna mancano diversi dettagli, soprattutto in merito alle date. Ma i documenti e le leggi parlano chiaro, l’autorizzazione data dalla regione è datata agosto 2008 e l’inizio dei lavori da parte della società portano la data di ottobre dello stesso anno. Di conseguenza, ad oggi siamo un anno fuori dal tempo massimo e la concessione sarebbe dovuta decadere, ma non è stato così. Infatti l’antenna intanto funziona anche se non c’è un allaccio della corrente elettrica, infatti funziona grazie ad un grande gruppo elettrogeno collocato alla base dell’antenna. Allaccio della corrente che non arriva anche per le vicinanze di alcuni corsi d’acqua, tra i quali fosso Calabrese. Ma non è tutto, infatti a distanza di cinquanta metri dalla grande antenna, che è alta all’incirca come il castello baronale, ci sono numerose case popolari e alle loro spalle un intero quartiere che si chiama Portone della Corte. A pochissima distanza ci sono svariate case che appaiono nelle campagne fondane e a poco più di cento metri la chiesa di San Paolo, senza considerare che poco più avanti c’è anche una scuola materna. Alla fine, però, nello stesso campo della scienza, ci sono diverse teorie in merito che spesso vanno in contrasto tra di loro. Alcuni ritengono che queste onde provochino danni alla salute con la possibilità di un aumento delle possibilità di poter imbattersi in qualche forma tumorale, ma sono in tanti anche coloro i quali affermano che le onde elettromagnetiche non hanno alcun effetto negativo sul corpo umano. Nel frattempo, in attesa di capire chi abbia ragione, in molti, con queste antenne ci devono convivere.
Simone Nardone