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sabato 10 agosto 2019

L'urlo silenzioso



In un tempo parallelo a quello del caldo del luglio estivo nostrano, in un sabato di finali simile a quella della coppa del mondo in Russia, mentre l’iniziativa principe della prima parte dell’estate locale volgeva a termine, lo zar del Fondi Summer Pioggia, già pregustava – da organizzatore – di assegnare dì lì a poco, medaglie e coppe a vincitori e vinti. Ma come recitano celebri detti, “a poche cose non si può porre rimedio…”, ed uno di questi è certamente il pianto del cielo. Tanto che quella pioggia ha costretto alla sospensione del match. Tutti, come Collina in quel celebre Perugia-Juventus osservavano al cielo e al campo con sentita e vibrante tensione.

sabato 15 dicembre 2018

E-lezioni olimpiche


da "La Voce" - Novembre 2018

Ogni giorno, noi classe di scrivani per passione e per professione, ci troviamo ad osservare fatti e non fatti e a decidere quali meritano di essere raccontati e quali no. Tra quelli di cui si parla in quello strano emisfero dell’indefinito sub-reale, c’è un futuro alquanto lontano, dove all’ombra del castello si incroceranno i cinque cerchi e la fiaccola olimpica pervaderà l’animo di sportivi e cittadini che nell’elogio sfrenato della fondanità, saranno pronti a scendere in campo, con una nazionale autonoma dai colori rossoblù. In questo clima affascinante, nell’anno domini 2018, in una domenica di sole, due blasonati sportivi di levatura mondiale hanno deciso in quel di Fondi di sfidarsi al tennis da tavolo. Il ping pong, lo sport dei campioni nella loro rossissima Cina, ha visto contrapporsi il cino-anglosassone Vin Cen Zo Carnival, contro il belga-cinese Claude Spa Gnardì. Secondo i presenti, i due, proprio all’ombra del castello di Fondi hanno messo in palio una sfida dal sapore del mito: al vincitore, il potere di ripercorrere, attraverso il castello della città pontina e passando per i monumenti del mondo fino alla muraglia cinese, la forza del potere temporale. 

martedì 31 luglio 2018

Elezioni presidenziali

da "La Voce" di luglio 2018


La storia a volte si incastra con qualcosa di veritiero. Troppo spesso i dettagli dei racconti, arricchiti di particolari, divengono fuorvianti, simili a miti e leggende. Seppur il caldo estivo non avesse ancora attecchito e il fresco primaverile iniziasse a svanire, il clima di quella sera era tanto infuocato da costringere un gruppo di pompieri della cultura politica fondana ad accorrere verso il cuore di Lenola: la missione? Spegnere le fiamme di un dibattito dove il pubblico preparava falò, scaldando animi e rotelle degli accendini. Uno dinanzi all’altro i due contendenti alla fascia tricolore. 

Tra un volantino spacciato sotto banco e un santino infilato in una giacca, le domande stringevano i candidati nella morsa del tempo. Due urli cupi e grigi irrompevano nella serata: uno per parte ad irritare animi e vocazioni politiche. Ma mentre la platea applaudiva soddisfatta da una parte e sorniona dall’altra, e, il dilettante moderatore distraeva come un abile illusionista, le circa meno quasi indefinite persone accorse da ogni angolo remoto della metropoli sui monti, ecco che accadeva qualcosa di assolutamente imprevedibile: una voce dal pubblico accusa un candidato di alto tradimento!

venerdì 23 marzo 2018

Tribuna Vip




La realtà si incontra con la fantasia, il sogno con la concretezza, il dubbio solo con l’incertezza. Un’incertezza che ci fa domandare: chissà se è andata così… 

Era un tedioso primo pomeriggio di uno strano giovedì infrasettimanale di campionato. Il freddo sferzante del canalone di Campodimele, portava con sé il gelo della neve che colorava le cime delle montagne. La pioggerellina umida, sottile, che tinteggiava d’opaco il rettangolo verde dello stadio di Fondi, somigliava alla foschia della Milano invernale. E dall’ombra della madonnina, ecco che dinanzi alle tribune fredde, confondendosi tra la folla non pervenuta del grande pubblico del Purificato, appariva un uomo che la Milano calcistica l’ha fatta grande: Paolo Maldini. 

La folla impazziva, così l’esplosivo e colorito pubblico locale, scavalcava i flash dei paparazzi, trasformando ogni smartphone e dispositivo elettronico nella propria reflex, pronta ad immortalare il volto sorridente del genitore, venuto al sud per vedere il figlio d’arte calpestare l’erba altisonante del campo del Racing Fondi. 

Quarantacinque minuti di sofferenza dopo, ecco che la storia si ripete: tra cordoni di fans e ragazze pon pon vestite di cappotti e colbacchi, nella calorosa e illustre tribuna vip di via Arnale Rosso, l’ex numero 3 rossonero, alzandosi dalla comoda poltrona, si faceva largo tra un bambino che affermava di tifare Inter, un paio di giornalisti locali che incredibilmente si definivano blucerchiati e qualche imperterrito e timido tifoso esclusivamente dei colori della propria città. 

Mentre l’ex difensore provava a scendere velocemente le scale per adempiere ai propri bisogni, dribblando paparazzi improvvisati e milanisti più o meno datati, ecco che un tifoso rossoblu, guardando profondamente il celebre capitano del Milan, dimenticandosi che non era l’amico di una vita, provava a renderlo all’istante cittadino onorario: “Ohi Pa’, ma second’ te ce la facem a venc’ sta partit?”

sabato 10 marzo 2018

Red Carpet

da "La Voce di Fondi" di febbraio 2018



Da oggi e fin quando l’editore e la passione mi spingeranno a farlo, scriverò su queste brevi colonne, qualche riga irriverente. Racconterò, con fare poco giornalistico e molto romanzato, un fatto o un non fatto, che nella loro veridicità da una parte o finzione dall’altra, spero vi lascino il dubbio se quanto da me raccontato sia realmente accaduto. 

Inizierò con una storia, poche righe, di un giorno piovoso di febbraio, quando due distinti signori, partirono verso un’avventura. I protagonisti, che per semplicità qui di seguito chiameremo Lorenzo e Danilo (scegliete voi se sono o meno nomi di fantasia), erano diretti verso il tempio della musica italiana: il teatro Ariston di Sanremo. Questi forestieri hanno vissuto giornate intense di lavoro, dirette stressanti e nottate insonni, ma come capita agli eroi, respirando a pieni polmoni l’aria del red carpet sanremese sono tornati a casa con il successo. 

A pochi istanti dalla fine della kermesse, mentre Moro e Meta rimanevano con il fiato sospeso per la loro possibile esclusione della gara, i due, da reporter incalliti e navigati, erano a caccia dello scoop della settimana. Così, mentre la Hunzinker e Favino passeggiavano sul tappeto rosso, citando una sperduta cittadina della provincia a sud di Roma di nome Fondi, passava anche il direttore artistico Baglioni, salutando a destra e a manca con quel savoir fair degno di chi ha il successo in tasca. Proprio in quell’istante, nell’incredibile baccano che accompagnava il red carpet, una voce irrompeva primeggiando sulle altre, che rivolgendosi al noto cantante romano scolpiva nel clima umido ma sereno un irriverente: “Salutam a soret!”. 

Solo due passi più in là c’era Orfeo, direttore generale della Rai, che rompendo il cordone di sicurezza, raggiungeva quella voce sprezzante del pericolo. Con il sorriso sulle labbra, rivolgendosi ai due simpatici guasconi, guardandoli profondamente negli occhi commentava: “Abbiamo trovato i presentatori di Sanremo 2019!” Ma chissà, se sia andata davvero così…