Attivo da martedì 21 luglio l’attraversamento ciclabile sulla Flacca a Fondi. Ovviamente, con la novità dell’apertura, cambia anche la viabilità sull’importante strada regionale. Un semaforo, posto tra le due rotatorie di Sant’Anastasia e Salto di Fondi, interrompe la circolazione del traffico pesante mentre fanno richiesta di passare i ciclisti.
Una novità molto sentita per residenti della zona del Salto e i tanti turisti delle seconde case che alloggiano al di là della Flacca.
Tante, però, anche le polemiche innescate su un’opera che sarebbe dovuta diventare operativa diversi anni fa e che arriva a compimento lasciando il dubbio di molti sulla reale sicurezza nell’attraversare la strada in un punto così delicato e trafficato – specie nei mesi estivi.
Di contro, va specificato che il semaforo rappresenta uno dei principali, se non l’unico strumento utile per garantire un reale stop al traffico, al netto di eventuali dissuasori che potrebbero essere integrati in futuro. La segnaletica invita a rallentare ben prima dell’arrivo nei pressi dell’attraversamento che, non è neppure rialzato, ma è semplicemente una lingua di asfalto di colore diverso in diagonale sulla carreggiata.
Al di là di ogni ipotesi e polemica, comunque, anche sulla base della strana segnaletica orizzontale scelta, l’attraversamento non è a senso unico come era stato erroneamente fatto presente nei mesi addietro sui social e, il semaforo ciclabile viene attivato solo su prenotazione da parte dei fruitori sia che arrivano dalla zona Salto, che se lo fanno dal mare, ovvero da via Rio Claro I (che tra le altre cose nelle scorse settimane è stata oggetto anche di un doveroso restyling stradale).
Le domande che molti continuano a porsi sono principalmente due: si poteva fare di meglio? È garantita la sicurezza stradale?
Ovviamente nessuno ha le risposte a tali domande: l’impressione è che sicuramente si poteva pensare a un attraversamento diverso, magari un sottopassaggio, ma questo comunque avrebbe comportato impegni di spesa e, sicuramente, ritardi ulteriori a quelli che già ci sono stati, quindi, non si può far altro che constatare una cosa: adesso tale opera è nella fruibilità di cittadini e turisti. Sulla seconda questione rimangono dei dubbi. Forse, un passaggio rialzato avrebbe dato maggiori garanzie, forse si poteva pensare a delle bande rumorose o degli autovelox. Ma è pur vero che non si mette in funzione una nuova viabilità se non ci sono gli studi, le analisi e i collaudi e, pertanto, dobbiamo solo sperare che tutto ciò che sicuramente è stato fatto a norma di legge, non vada a scontrarsi con la casualità e la cronaca.
Nel frattempo, la pista ciclabile è finalmente conclusa, attiva e funzionante. E a quanto pare non è previsto alcun taglio del nastro ufficiale.