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domenica 25 febbraio 2018

Se il 4 marzo non vince nessuno, può darsi che è giusto così

Tutti pronti sempre a mettere sotto scacco i sistemi elettorali. Ma se nessuno dovesse arrivare a un’ampia rappresentanza, può bastare il fatto di essere “arrivati primi” a giustificare un premio di maggioranza per formare un governo?

Dopo aver percorso tutto il tabellone di questo fantastico gioco che si chiama “politica”, eccoci pronti a ripassare dal via. E come ogni volta che ci si avvicina alla tornata elettorale, tutti a sparare a zero sulla legge elettorale e sui meccanismi che convertono in seggi i voti espressi dagli elettori. 

Questi giorni antecedenti al voto se ne sentono davvero di tutti i colori sulla nuova normativa elettorale, da quasi tutte le forze politiche in campo, come se tra tutti non ci fosse chi questa legge elettorale l’ha voluta, chi l’ha persino votata, chi ha attaccato senza sosta l’Italicum o chi aveva definito quella ancora antecedente – il Porcellum – come il male assoluto. Possibile che nessuna legge elettorale va bene? Possibile che nessuno è soddisfatto, per di più, a priori? 

Ciò accade poiché sembra che è che nessuno possa uscire trionfante dalle urne, allora la colpa di chi è? Del sistema elettorale che non assegna una maggioranza, ma è ovvio. E se per una volta provassimo, invece, a dimenticarci questo marchingegno di cui dovrebbero occuparsi luminari e ingegneri elettorali e valutassimo la situazione partitica? Potrebbe accadere che qualcuno si renda conto che la colpa, forse, non è del meccanismo con il quale convertiamo in seggi i voti, ma del fatto che forse qualche responsabilità ce l’hanno gli elettori da una parte e i partiti dall’altra. I primi che non esprimono un senso di fiducia ampio a nessuno e i secondi, che appaiono sempre meno in grado di fare sintesi per poter governare.

martedì 10 gennaio 2017

Elezioni Provinciali a Latina: vota il 92% dei Consiglieri ma non vince nessuno


9 gennaio 2017

di Simone Nardone

Finisce l’era di Eleonora Della Penna, ma il futuro rimane un grande punto interrogativo. Potrebbe essere questo il riassunto delle elezioni provinciali che ieri si sono svolte a Latina nel solito clima di totale indifferenza verso un’istituzione che svuotata dal decreto Delrio, non abolita dal risultato del referendum costituzionale ed eletta attraverso l’antipatico sistema delle elezioni indirette, rimane rilegata ad un gioco di equilibri politici.

GLI SCENARI – Se oggi vengono confermati i risultati riscontrati ieri al momento della chiusura dei seggi, sarà abbastanza complicato formare una maggioranza. Già la scorsa volta, con l’elezione di Eleonora Della Penna c’era voluto del tempo per trovare la quadra e aggregare una maggioranza post elettorale che permettesse di riuscire a gestire le competenze (seppur minime) rimaste in seno agli organi provinciali. Questa volta potrebbe essere ancora più complicato, se si considera che politicamente le liste più “vicine” sembrano quella di Forza Italia e di Provincia Viva, seppur reduci da notevoli frizioni , e comunque non in grado di ottenere la maggioranza. Stessa cosa dall’altra parte. Il Partito Democratico potrebbe provare a far cedere alle lusinghe le Civiche, di estrazione in parte più progressista, ma insieme non avrebbero la maggioranza. E siccome sembra al momento abbastanza difficile ipotizzare un accordo che preveda la convergenza di tre delle quattro liste, forse, si lavorerà per convincere all’astensione o all’assenza qualcuno delle minoranze al momento del voto. Il punto però rimane: a chi toccherà provare ad ipotizzare di definirsi, e ancor più essere riconosciuta come maggioranza, in un clima da pareggio?

mercoledì 9 novembre 2016

“Siamo liberi anche di trasgredire”, le parole di Cacciari a Fondi


8 Novembre 2016

di Simone Nardone

“Nessuno tocchi Caino”, questo il titolo della Festa d’Autunno al Monastero di San Magno di Fondi che ha visto intervenire il filosofo Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e personaggio noto in tutta Italia.

L’ormai ex esponente politico, che è stato anche parlamentare ed eurodeputato prima di tornare a tempo pieno nel mondo accademico, ha relazionato sul tema “il labirinto del bene e del male nella nostra vita”. Cacciari si è approcciato con il suo solito e consueto stile, coinvolgendo il folto e attento pubblico presente all’antico e ristrutturato monastero medievale.

Per leggere l'articolo alla pagina d'origine cliccare sul seguente link: http://www.h24notizie.com/2016/11/siamo-liberi-anche-di-trasgredire-le-parole-di-cacciari-a-fondi/

martedì 19 novembre 2013

Ospedale, un problema di tutti...e di nessuno

www.26lettere.it

10 novembre 2013

Incredibile come a Fondi i principali temi sociali e il dibattito politico vertano sempre sugli stessi argomenti oramai da decenni. Qualche settimana fa, alla presentazione di un libro storico lo stesso sindaco faceva riferimento al fatto che sul tavolo si ritrova gli stessi argomenti irrisolti degli anni ’60 e tra questi l’ospedale San Giovanni di Dio.
Della serie: è cambiata sede, sono cambiati gli attori politici e gli assetti istituzionali ma si parla sempre delle  stesse cose. Così, mentre le varie fazioni politiche si arroccano su posizioni di sfida accusandosi a vicenda di spot elettorali da una parte e di incapacità istituzionale dall’altra, ai cittadini non rimane che leggere le pagine dei giornali e capire – permettetemi il detto – “di che morte bisogna morire”.
Già, perché la verità non è solo che il problema dell’ipotetica chiusura rimane, ma che soprattutto nel frattempo l'ospedale viene depotenziato. I tagli alla sanità dalla politica regionale arrivano come una mannaia impietosa ad ogni nuovo documento in materia. I vari dirigenti e politici a livello provinciale e regionale ragionano su Roma, e quando arrivano alla geografia sanitaria del sud pontino vanno oltre  guardando a Formia e Terracina e di Fondi come sempre ci si dimentica. Come non si tiene a mente il bacino di persone, che serve il San Giovanni di Dio: da Fondi Monte San Biagio, passando per LenolaCampodimele, Sperlonga Itri. Un dettaglio, se così possiamo chiamarlo, che ne fa per forza di cose “una questione di tutti”.
Così mentre c’è chi inveisce contro Zingaretti ora, come la Polverini prima, o ancor più indietro contro Marrazzo o addirittura Storace, a Fondi i cittadini si mobilitano. Vedi le raccolte firme, il volantinaggio o le assemblee civiche, qualora strumentali altre volte costruttive, ma alla fine si dipende sempre e comunque dagli altri.
Ma se nessuna parte politica, di destra, di sinistra o di centro riesce a risolvere il problema, anzi, in qualche caso del passato ha forse finito per ampliarlo, beh, a quel punto viene davvero qualunquisticamente da dire che l’ospedale di Fondi è di interesse di nessuno. Anzi, si spera, perché se qualcuno ci ha messo la faccia, forse dovrebbe averla già persa.
Alla fine dei conti, malgrado un saggio e profondo proverbio africano reciti che “il mondo non lo abbiamo in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli”, a noi semplici cittadini non rimane egoisticamente che sperare che tra trenta o quarant’anni il futuro sindaco di Fondi parli alla città, ricordando i primi anni del XXI secolo, accusando che sul tavolo ci saranno gli stessi temi, tra cui quelli del San Giovanni di Dio. Dopo tutto la politica insegna che quando non si riesce ad avere il troppo, è meglio aggrapparsi a quel poco che si ha.

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