17 giugno 2018
di Simone Nardone
Bisogna dire una grande, profonda e triste verità: a Fondi, di quello che è rimasto della vecchia compagine calcistica non importa più nulla, o quasi, a nessuno. Sarà stata colpa dell’Unicusano prima, di Pezone poi che addirittura ha cambiato la sede logistica ad Ardea, o di altri dirigenti o sponsor economici e politici; questo è difficile dirlo, ma quel che è certo è che se Antonio Pezone va via da Fondi, crolla un sogno, quello che i colori rossoblù riuscissero a rimanere agganciati ai professionisti e poi magari un giorno provare la scalata alla serie B.
Il sogno, interrotto con la sconfitta dei play out e il ritorno nel purgatorio dei dilettanti non ha che peggiorato i problemi. La serie D, a quanto pare non è terreno fertile per le mire imprenditoriali di Pezone, che ha anche capito che Fondi non fa al caso suo, come lui probabilmente non fa al caso del futuro sportivo della città. C’era attesa per questo presunto incontro annunciato, dichiarato, trascritto su pagine di giornali, ma in realtà mai avvenuto tra il presidente della società e i vertici dell’amministrazione comunale. Già si sapeva che questo passaggio con ogni probabilità avrebbe segnato un punto di non ritorno, ma questo confine, in realtà, era già stato superato con le tante dichiarazioni delle ultime settimane nelle quali il numero uno della compagine sportiva aveva spiegato di voler lasciare tutto tranne le giovanili.



