3 Aprile 2017
di Simone Nardone
Si potrebbe commentare che l’Italia è un Paese politicamente centrista. Esistono varie tesi che ne accreditano quella che non è solo una teoria, ma anche una delle strategie preponderanti dei principali partiti politici che si sono susseguiti nella penisola nel corso dell’epoca repubblicana. Vedi la storia della DC, del PSI degli anni ’70-’80 e da ultimo del PD accusato di accentrarsi per puntare al fantomatico “partito della nazione”.
Fatta questa doverosa premessa, anche Gaeta rischia di doversi confrontare con questa stessa identica situazione, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo), portare l’attuale sindaco di centrodestra Cosmo Mitrano ad affrontare la corsa elettorale con una coalizione che veste la maglia del civismo indossando la biancheria di Forza Italia e Partito Democratico. Metafora a parte, il primo cittadino uscente si prepara alla competizione avendo perso una parte dei suoi alleati di centrodestra, ma avendo quasi ufficializzato l’appoggio di chi, cinque anni fa si presentava come l’alternativa: il PD. Una grande coalizione trasversale che dovrebbe vedere insieme un po’ tutto il mondo politico moderato sotto la bandiera di liste civiche che camuffino la grande coalizione. Una discreta forza elettorale, che oltre al ruolo che riveste, fa di Mitrano l’uomo da battere, seppur alle prese con l’avviso di garanzia, reso noto dallo stesso sindaco in una conferenza stampa nei giorni scorsi.
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