15 giugno 2018
di Simone Nardone
Strategia? Necessità? Voglia di cambiamento? Quale la verità, forse ce lo diranno nei prossimi giorni i candidati a sindaco di Formia che si apprestano a sfidarsi al ballottaggio del 24 giugno, ma quel che appare ormai quasi cosa certa è che nessuno dei due – né Paola Villa, né Pasquale Cardillo Cupo – sigleranno accordi di apparentamento.
I fatti parlano chiaro, sia Antonio Romano dei Cinque Stelle che Mario Taglialatela per la propria lista civica si dicono indifferenti a chi trionfi al ballottaggio, con contenuti tutto sommato simili tra loro, ovvero il timore che nessuno dei due esponenti in campo rappresenti una vera novità amministrativa per Formia. Claudio Marciano per il Pd, invece, ha spiegato in una nota come Paola Villa, dal proprio punto di vista, sarebbe “il male minore”,con un sostegno indiretto che, più che rappresentare un vero appoggio, sembra quasi una formalità nel rendersi alternativo al centrodestra. Infine c’è Gianfranco Conte che sabato pomeriggio incontrerà pubblicamente i cittadini per dirgli cosa farà lui in vista del secondo turno. Ancora non si sa quale sarà la risposta politica dell’ex parlamentare di Forza Italia, al primo turno in corsa con una civica, ma molti scommettono che anche la sua posizione potrebbe essere simile a quella di Romano e Taglialatela.
