Si narra che dopo quel giorno, il generale continuasse a ripetere come un mantra che anche i più grandi piangono le sconfitte.
Le lacrime di quel giorno, però, erano vere e univano cielo e terra. A Waterloo il pianto straziante era iniziato il giorno prima, dalle nubi grigie di passaggio, ed era proseguito fino alla fine di quell’interminabile battaglia in quella domenica di metà giugno, dove nel fango di quel campo sterminato in Vallonia, giacevano i corpi di decine di migliaia di soldati.

