Così, mentre qualche struttura fatica a mantenere la programmazione, o finisce per annullare appuntamenti qui e lì perché, se il nome non è di blasone o non ha una marea di followers sui social, il sold out diventa un miraggio, dall’altra c’è chi non riesce a dare spazio ai non abbonati.
L’anno scorso, con il primo anno dell’apertura e programmazione del “Nino Canale”, il successo era annunciato e in molti rimasero tagliati fuori dagli abbonamenti. Quest’anno qualcuno era rimasto nel dubbio se la “febbre da teatro” ci fosse nuovamente. Ma evidente il teatro piace, come è piaciuta sia la programmazione stagionale che il fatto di aver tenuto gli stessi prezzi dei biglietti dell’anno scorso. E in molti sono andati al botteghino nel primo giorno utile per acquistare i tagliandi stagionali. Ma le riconferme sono state tantissime e altrettanto interesse c’è stato da chi l’anno scorso non era riuscito ad acquistare l’abbonamento.
https://www.latinanews.eu/teatro-di-fondi-abbonamenti-di-nuovo-sold-out-e-ce-chi-chiede-maggiore-accessibilita/
Sembra che diverse persone si siano messe in fila al botteghino addirittura alle 13 nonostante il caldo torrido, con i cancelli del teatro che aprivano solo alle 15. Molti, dopo ore di fila sono andati via a sentire che erano rimasti solo pochi tagliandi con visibilità ridotta, ovvero tra i palchi laterali e la seconda galleria.
Alla fine, il sold out degli abbonamenti è arrivato come nelle previsioni e, oltre alle gioie degli organizzatori, del Comune e di Atcl che coordinano il calendario e che sicuramente sapranno mettere in programmazione vari eventi fuori abbonamento, ci sono anche tanti scontenti.
Di sicuro coloro che volevano acquistare un ticket che garantisse l’intera stagione in prosa e non ci sono riusciti e poi, i tanti che vorrebbero avere l’occasione di vedere determinati spettacoli pure non essendo abbonati. In molti consigliano di “limitare” gli abbonamenti lasciando una quota di poltrone acquistabili per i singoli spettacoli. Ma questo, ormai, sembra improbabile con la prelazione data agli stagionali dell’anno precedente. Una cosa, invece, che si potrebbe fare, ma dovrebbero essere d’accordo dall’organizzazione a puntarci, è fare come avviene in diversi teatri dove la richiesta è così imponente come in quel di Fondi: o prevedere abbonati doppi, per doppi spettacoli, o ancora, individuare determinati spettacoli in calendario che si sa possano avere un grande interesse generale e riproporli anche fuori abbonamento.
Anche perché, bisogna essere onesti, il clima del teatro e la qualità e la varietà degli eventi messi in campo nella prima stagione e, tutto sommato, anche nella programmazione della seconda, sono di assoluto spessore e, dunque, è legittimo che molti lamentino che un luogo pubblico che fa cultura deve essere accessibile al maggior numero possibile di cittadini.
La verità? È che probabilmente Comune e Atcl abbiano già più di qualche asso nella manica, considerando il già anticipato spettacolo di Francesco Paolantoni e qualche altra novità e sorpresa che saranno resi noti a partire da settembre.
Pertanto, tra chi è contento per aver rinnovato l’abbonamento e i tanti rimasti ancora a bocca asciutta, non resta che attendere l’inizio della stagione 2026-2027.